Comunità di S.Egidio


 

08/04/2008

L'APPELLO DI BENEDETTO XVI
Il Papa: ancora martiri per la fede
In visita alla Comunità di S. Egidio «Costruiamo un mondo nuovo»

 

Benedetto XVI, in vista della sua prima visita dal 15 al 20 aprile alle Nazioni Unite e negli Stati Uniti, ha voluto ieri pomeriggio rendere omaggio, in segno di «riconciliazione e di pace tra i popoli», ai «nuovi martiri» del XX e del XXI secolo nella Basilica dell'apostolo Bartolomeo nell'Isola Tiberina a Roma, la cui custodia fu affidata trent'anni fa da Giovanni Paolo 11 alla Comunità di Sant'Egidio, che oggi compie 40 anni.

Si tratta di «martiri» che, come disse Giovanni Paolo Il durante il Giubileo del 2000 davanti al Colosseo, diedero la vita «per gli altri sorretti dalla fede». «Martiri - ha sottolineato ieri Papa Ratzinger - della violenza totalitaria del comunismo, del nazismo, quelli uccisi in America, in Asia e Oceania, in Spagna e Messico, in Africa», un continente tormentato ancora dal bisogno, dalla povertà, dalle malattie tra cui l'Aids con il coinvolgimento di tanti bambini. Questi martiri sono stati uccisi «in odio alla fede e non pochi si sono immolati per non abbandonare i bisognosi, i poveri, i fedeli loro affidati, non temendo minacce e pericoli», come dimostrano molti drammatici episodi recenti.

E, dopo aver ricordato che «anche il XXI secolo si è aperto nel segno del martirio», riferendosi al vescovo caldeo di Mosul ucciso in Iraq, al sacerdote Andrea Santoro assassinato in Turchia mentre era con i paramenti sacri sull'altare e ancora due giorni fa un religioso ortodosso in Iraq, ha detto rivolto alla Comunità di Sant'Egidio: «Siate costruttori di pace e di riconciliazione fra quanti sono nemici e si combattono». Li ha, così, stimolati a portare avanti quel dialogo interreligioso - l'ultimo e importante incontro avvenne proprio a Napoli in occasione della visita del Papa - che comincia a dare i suoi frutti come quelle tra cattolici e musulmani previsto in Vaticano per il prossimo novembre.

La Comunità di Sant'Egidio, come ha ricordato il suo fondatore Andrea Riccardi, nacque durante «lo sconvolgimento del 1968» che investì tutto l'Occidente e poi «rifluito in un pesante ripiegamento», ma con l'ambizione di contribuire a costruire «un mondo nuovo» prima di tutto «rinnovando se stessi» per meglio operare «per gli altri» ed oggi è presente in 70 Paesi. Perciò, Benedetto XVI li ha spronati a proseguire per questa strada per «contribuire a costruire un mondo più fraterno», tra gli applausi di quanti hanno seguito la cerimonia lungo gli spazi dell'Isola Tiberina e lungo il fiume data la ristretta capienza della Basilica dedicata all'apostolo Bartolomeo. Hanno assistito alla solenne cerimonia 10 cardinali (fra cui Etchegaray, Ruini, Tauran, Kasper, Sepe arcivescovo di Napoli) e 16 vescovi tra cui monsignor Vincenzo Paglia, che fu con Riccardi al momento dalla fondazione della Comuninità.

Alceste Santini