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CAMPAGNE UMANITARIE La Comunità di Sant'Egidio festeggia i suoi primi 40 anni lanciando un programma mondiale contro lo sfruttamento dei bambini. È stato battezzato Bravo (birth registration for all versus oblivion) e punta a registrare all'anagrafe i bambini del Terzo mondo. Con 10 milioni di dollari la «piccola Onu di Trastevere», come è stata definita la comunità guidata da Andrea Riccardi, parte in Costa d'Avorio. Spiega la coordinatrice del programma, Adriana Gulotta: «Nel mondo un bambino su tre non è registrato al momento della nascita. Non può andare a scuola e spesso diventa manovalanza per guerriglie o finisce nel traffico della prostituzione. Cominciamo in Costa d'Avorio, un paese appena uscito dalla guerra civile». Nello stato africano uno dei motivi della guerra fu proprio l'accertamento dell'identità degli aventi diritto al voto, di conseguenza la registrazione dei bambini è un elemento di stabilizzazione della democrazia nascente. E prevista prima la ristrutturazione del sistema anagrafico ivoriano, poi la formazione di ufficiali dell'anagrafe, quindi, dice Gulotta, «andremo nei villaggi più sperduti a registrare i bambini: 4 milioni in 3 anni è l'obiettivo». Oltretutto in caso di calamità la registrazione permette i ricongiungimenti familiari, che furono impossibili in Indonesia dopo lo tsunami del 2004. (Vasco Pirri Ardizzone)
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