Comunità di S.Egidio


 

15/05/2008


I timori di Acli, Sant'Egidio e Cnca: «Non servono solo iniziative di repressione»

 

La sicurezza dei cittadini è un bene prezioso, ma servono iniziative equilibrate e non improntate alla sola repressione. É questo il senso delle prese di posizione registrate nel mondo dell'associazionismo rispetto alle iniziative annunciate dal governo in materia di immigrazione e sicurezza pubblica. Secondo le Acli il problema dell'immigrazione clandestina non si può risolvere con le espulsioni. Per esempio i nomadi, sottolinea il presidente Andrea Olivero, «come si fa a espellerli, visto che sono apolidi?». Insomma, aggiunge, «l'esecutivo dovrebbe evitare di prendere iniziative sull'onda emotiva, perché una politica con il fiato corto crea soltanto disastri>, invece dovrebbe pianificare «una politica di fermezza che però abbia dietro un disegno complessivo, per superare le situazioni più gravi». Di diversa natura i timori della Comunità di Sant'Egidio, che dalla sua sede napoletana denuncia «presenze inquietanti» nella protesta antirom di Ponticelli. E avverte: «Ciò accresce perversamente la popolarità di questi gruppi delinquenziali, che oggi si propongono come custodi della sicurezza dei cittadini. Preoccupato anche il Coordinamento delle comunità di accoglienza (Cnca), che esprime «perplessità» per alcune misure del "pacchetto sicurezza" annunciate dal governo, come l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, l'espulsione per carenza di reddito, la trasformazione dei centri di permanenza temporanea in strutture detentive.