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Diritto alla vita


 
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Il diritto alla vita

Il diritto alla vita Opera collettiva Nel settembre 1981 un giovane affetto da macrocefalia fu ucciso a Roma dallo zio. La stampa italiana presentò l'omicidio come un "atto d'amore", perché lo zio "non poteva più vederlo soffrire", prendendo le difese di quest'ultimo. Tonino Adriani, un nostro amico di 28 anni, oligofrenico a causa di una cerebropatia, scrisse sull'episodio una lettera ad un quotidiano, che la pubblicò. 

Quella vicenda portò alla luce le condizioni estremamente difficili in cui spesso si trovano molti disabili e le loro famiglie. La tutela del diritto alla vita degli handicappati è un problema aperto su cui molto si discute.

La nascita di un figlio disabile è un evento che non tutti i genitori si sentono in grado di accettare.

C'è bisogno di sostegno, di aiuto e di solidarietà, in un impegno che deve coinvolgere, oltre ai familiari stessi, molte altre persone, i servizi sociali, le istituzioni e la società civile nel suo complesso.

Dal Corriere della Sera

HANDICAPPATI / Ancora opinioni sul problema morale dell'eutanasia

Una lettera che ci insegna a vivere

 
Abbiamo ricevuto la lettera di Tonino e la pubblichiamo integralmente così come l’ha scritta senza cambiare e correggere niente.

“Me chiamo Tonino e sono un ragazzo di 28 anni e abito al Tufello. Io scrivo perché sono arrabbiato e mi dispiace per quello che è successo a Sandro Papini. E’un disastro quello che è successo! Perché dire che non poteva essere felice? Non è vero! Se lui avesse avuto li amici, come me, era contento. Forse lo zio non era contento per questo allora ammazzate una persona? Perché gli handicappati sono sempre presi in giro, le maestre non li prendono a scuola, perchè non possono lavorare? Perché non sono uguali, ma allora sono meglio le persone normali e li handicappati non ci devono stare. Io volevo dire chi li difende quando succedono ste cose? Allo zio lo difendono, loro non hanno nessuno. E nessuno gli vuole bene.
“Io ho li amici che mi difendono e stiamo bene insieme, adesso lavoreremo anche insieme. Ma chi non ha li amici chi li difende? Nessuno! Presepio ste state sono stato in vacanza con l’utiere e cerano delle maestre che non li importava niente dei ragazzi e una volta è successo che due si sono menati e loro stavano con i fidanzati e non cerano. Alla fine dopo che si sono fatti male li ha divisi una maestra. Perché fanno questo lavoro se non li vogliono bene? Loro non ci hanno nessuno che li vuole bene e li difende. Non uccidete una persona per questo. Invece dovete volergli bene e aiutarli.
“Allora non mi piace chello che è successo a Sandro e mi dispiace quello che hanno detto i giornali e le persone. Ho scritto perché posso aiutare i malati anche io e difenderli da chi non li vuole bene e li ammazza. Ciao Tonino Adriani”.

Se qualcuno osasse ridere sugli errori o sulla semplicità dei pensieri espressi da Tonino, questi sarebbe un vero handicappato morale e io non lo vorrei fra i miei lettori. In realtà nelle frasi scorrette e apparentemente sconclusionate della sua lettera, nella sua logica di fondo e nella sua semplicità, troviamo una splendida lezione di umanità e di vita. Senza scomodare teorie filosofiche, sociologiche, mediche o legali e con concetti chiari e reali, Tonino ci insegna cosa è la vita, cos’è l’eutanasia, quali sono i danni della stampa, quali sono i problemi degli svantaggiati, ci fa capire a tutti (a me per primo che ho poca fiducia) la potenziale importanza dell’amicizia e dell’amore.
Coloro che recentemente hanno giustificato o approvato il gesto di Luciano Papini, coloro che chiedono l’eutanasia, che in America hanno chiesto di non curare una bimba idrocefalica, che auspicano per noi handicappati una morte dignitosa, dovrebbero riflettere leggendo ciò che scrive Tonino, forse dovrebbe farlo lo stesso Papini, nell’attuale grigiore e squallore della sua vita. Quindi grazie Tonino, tu non solo puoi aiutare gli handicappati ma tutti coloro che ancora non hanno scelto la via della rassegnazione, dell’egoismo, e della morte.

Mauro Cameroni

Disabili mentali: amici senza limiti


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