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18 Novembre 2008 09:30 | Hilton Cyprus - Achera Hall

Intervento di Masahiko Iburi



Masahiko Iburi


Tenrikyo, Giappone

Innanzitutto vorrei ringraziare la Comunità di Sant’Egidio per avermi invitato al questo incontro e saluto tutti voi qui presenti. Credo che sia molto significativo il fatto che questo incontro si svolga proprio qui a Nicosia,  nell’anno in cui è stata riaperta Via Ledra, simbolo della divisione cipriota e sono molto contento e allo stesso tempo onorato di poter condividere con voi le mie idee, basate sull’insegnamento del Tenrikyo.

Il tema che ci è stato assegnato riguarda il ruolo delle religioni in Asia ed è per questo che vorrei spendere due parole sulla situazione attuale dell’Asia.
Sono fermamente convinto che fino a poco tempo fa,in Asia  era profondamente radicata il concetto di essere in “armonia con la natura”, ma, grazie ad un veloce sviluppo economico, ha visto anche il fiorire di una ricchezza materiale. Molto probabilmente, l’Asia è diventata in poco tempo molto ricca e ovviamente ci sono dei drastici cambiamenti anche nello stile di vita degli uomini.
La ricchezza materiale porta per forza di cose al cambiamento di stile di vita.
Un nuovo stile di vita, porta anche al cambiamento dell’attitudine dei nostri cuori.
Questo è quelle che normalente accadde in qualsiasi luogo, in qualsiasi civiltà. Forse il cambiamento dei valori o dei modi di pensare sono solo un processo naturale di qualsiasi società.
Ad ogni modo, lo sviluppo porta non solo all’abbondanza dei beni materiali, ma anche all’abbondanza delle informazioni. Costantemente bombardati da troppe e indigeste informazioni stimolanti, le persone si possono sentire emotivamente e fisicamente intrappolate o messi all’angolo. Il continuo sviluppo della tecnologia ha reso i mondi virtuali onnipresenti e questo porta l’uomo a dimenticare il vero senso della vita come esseri umani, portando così a trattare la vita come se niente fosse, proprio come lo dimostrano i numeri in crescita. Solo in Giappone, ricco di beni materiali, si contano purtroppo oltre 30mila suicidi all’anno.
Le informazioni che sono state accumulate per poter raggiungere e avvrescere la felicità hanno indotto gli uomini a perdere di vista la vera felicità.
Oggi, mentre la nostra società sta vivendo dei terribili cambiamenti, coloro che non hanno avuto delle guide valide si stanno accorgendo che i propri valori sono mutati e che i rapporti interpersonali si stanno assottigliando.
E’ arrivato il momento per noi uomini provenienti da tutte le religioni insegnare a sempre più persone cosa significa vivere come esseri umani.

Prima di tutto, perché esiste l’uomo?
Negli insegnamenti del Tenrikyo, si afferma chiaramente che il motivo per il quale esistiamo è per poter vivere la Vita di Gioia. Questa è la missione che Dio-Genitore ha dato all’umanità.
Siamo forse noi il desiderio e la speranza di Dio-Genitore? Per rispondere a questa domanda, usiamo un’analogia con il concetto di genitori. Così la risposta è semplice. I genitori desiderano e sperano che tutti i propri figli, senza eccezione alcuna, diventino felici e vivano una vita piena di gioia.
Nel caso di Dio-Genitore, i Suo desiderio e la Sua speranza – che noi chiamiamo come amore parentale - abbraccia tutti gli uomini del mondo. Infatti la Vita di Gioia di tutti gli esseri umani è il progetto e il desiderio di Dio – che è Genitore di tutta l’umanità.
Se noi, che siamo figli di Dio, arriviamo veramente a comprendere e conoscere l’amore parentale di Dio, allora non feriremmo o uccideremmo a vicenda. Al contrario, avremmo desiderio di prenderci cura dell’altro e di aiutarci a vicenda e questo renderebbe possibile la realizzazione di un mondo della Vita di Gioia.
E’ importante fare qualsiasi sforzo per avvicinarsi all’amore parentale e alla volontà di Dio. Per poterci avvicinare di più all’amore parentale di Dio, dobbiamo aprire le nostre menti  e lavorare sul nostro sviluppo spirituale.
Per poter riflettere seriamente e in modo critico sul modo di vivere e di essere, è necessario considerare tutto ciò che ci accade intorno – come ad e.g. malattie, problemi che ci riguardano o che riguardano la nostra famiglia o addirittura anche tragedie su scala mondiale – come un’espressione della guida di Dio, progettata per aiutarci a maturare di più a livello spirituale.

Molti problemi ambientali, quali il surriscaldamento globale, le piogge acide, l’assottigliamento dello strato di ozono, stanno avendo effetti non solo in Asia ma in tutto il mondo. In particolare, il surriscaldamento globale ha un forte impatto negativo sia sulla nostra vita che sullo sviluppo economico. Questo è stato uno dei temi affrontati al G8 fatta la scorsa estate a Hokkaido, in Giappone.
Il summit ha messo in luce la comune consapevolezza che non provare a frenare il surriscaldamento globale comporterebbe la sopravvivenza stessa del genere umano su questa terra. Allo stesso tempo, è emerso chiaramente che, a prescindere dalle azioni che verrebbero prese, potrebbero insorgere nuovi attriti e addirittura nuovi conflitti, visto che il mondo dei politici tende a dare priorità ai proprio interessi nazionali. Credo che noi tutti, uomini di ogni religione e comunità religiose, siamo chiamati a lavorare insieme per inviare al mondo intero il messaggio sulla crisi ambientale, sulla base di principi universali dello spirito e non sulla base di interessi politici.

Dio ci ha donato la libertà della mente e il potere della saggezza.
Usando questa saggezza, abbiamo cercato di rendere la nostra vita quotidiana sempre più confortevole. Tuttavia, il nostro perseguire costantemente la comodità, sulla base del concetto “tutto è bene se il presente va bene, e va bene per sé stessi”, ha causato dei seri problemi ambientali come la distruzioni di interi habitat naturali.
Il Tenrikyo insegna una visione più globale: che l’universo è il “corpo di Dio”.
La catastrofe ambientale, che sta accadendo all’interno del “corpo di Dio”, non è solamente una catastrofe meramente naturale; non è altro che il riflesso dello stato attuale del genere umano, un riflesso che vediamo “specchiato” nella natura. Se l’ambiente non gode di buona salute, questo è perché anche il genere umano non sta bene. I problemi abientali presentano i problemi delle nostre menti; essi sono solo il risultato e la manifestazione del cattivo uso delle menti degli uomini, che vivono in realtà in seno al “corpo di Dio”.

Visto da questa prospettiva, l’ambiente non è una cosa che “ha bisogno” di essere “protetta” o “conservata”. Quando capiremo chiaramente che l’ambiente è parte integrante del “corpo di Dio”, allora rifletteremo umilmente sul modo di condurre la nostra vita quotidiana e avremo un senso di timore reverenziale per l’ambiente e, allo stesso tempo, avremo un senso di gioia, venerazione e gratitudine per quello che ci ha donato Dio, che ci permette di essere in vita.
Questo porterà alla ad un modo profondo di condurre la vita infusa da un senso di “moderazione”.
In questo modo si trovano le chiavi risolutive della crisi ambientale, non solo attraverso soluzioni legislative, attraverso la moderazione basata sull’etica sociale, l’incoraggiamento alla preservazione – sia a livello individuale che di gruppo – e al riciclaggio, ma anche attraverso una profonda trasformazione del modo di pensare e di sentire, cosa che aiuterà le persone a vivere con un senso di “gratitudine” e di “moderazione”.

Certamente cambiare radicalmente lo stile di vita delle persone non è cosa facile.
Forse possiamo solamente fare dei piccoli passi alla volta, quindi facciamo ciò che possiamo.
In termini di norme sociali positive, è importante capire ciò che è superfluo (“mottainai” ) in termini monetari e dei effetti economici e perché si possono presagire situazioni difficili per l’umanità intera, ma più di ogni altra cosa, bisogna avere cura di tutte le cose – anche le più insignificanti – proprio per il loro valore intrinseco.
Noi abbiamo bisogno di sviluppare un senso di gratitudine per la ricchezza che ci è sono state donate e un sentimento di gioia per tutte per tutti di doni che rendono la nostra vita più confortevole.
Questi sforzi potrebbero apparire inutili o insignificanti, ma, se continuiamo diligentemente nei nostri sforzi, allora avremmo un’influenza positiva sulle comunità locali e inoltre potremmo contribuire alla soluzione dei problemi ambientali. Inoltre, credo che questi sforzi ci porteranno alla realizzazione della Vita di Gioia, che è il fine ultimo verso il quale stiamo camminando.

Grazie per l’attenzione.

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