Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - amicizia...i poveri - i più giovani - adozioni a distanza - pemba - ...istanza contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Pemba - Mozambico - "Se non avessi trovato una famiglia, ora non sarei qui". Parlano le madri dei bambini adottati a distanza


 
versione stampabile

20/8/2004
Pemba - Mozambico
"Se non avessi trovato una famiglia, ora non sarei qui"
Parlano le madri dei bambini adottati a distanza 

C'è gioia e commozione sui volti delle donne. 
Ci portano dei doni e  raccontano le loro storie: dalla disperazione alla speranza di un futuro. 

   

Le adozioni a distanza, nella zona di Pemba, in Mozambico, sono iniziate nel  1997. Sostengono circa 350 bambini, in parte della città, ma soprattutto dei villaggi attorno. 
Nel corso delle nostre visite per verificare la situazione dei bambini adottati a distanza, siamo stati in due di questi villaggi, Mecufi e Nancaramo (un nome che significa luogo dei leoni!). 
Sono villaggi poveri, popolati in gran parte da donne e bambini. Gli uomini sono pochi: alcuni sono emigrati in Sudafrica, altri fanno i pescatori, partono prima dell'alba e tornano a notte fonda.  
Un'epidemia di colera nel 1997 fece molte vittime e anche l'AIDS ha fatto la sua parte: tante sono le vedove e le famiglie tenute da donne anziane, rimaste sole a prendersi cura dei bambini.
Quando iniziammo le adozioni a distanza in questa zona, le condizioni di vita erano al limite della sussistenza. In pochi avevano una capanna per ripararsi, i più poveri dormivano senza alcun riparo, non avevano da vivere, da mangiare, perfino da vestirsi.
Ma da qualche anno, da quando le adozioni a distanza hanno cominciato a sostenere le famiglie, è stato possibile garantire loro una vita dignitosa e le condizioni dei villaggi sono migliorate. 
Abbiamo incontrato le madri e le nonne dei bambini adottati a distanza. E' stato un momento commovente, che ci ha fatto scoprire come, attraverso l'adozione dei bambini, intere famiglie abbiano potuto uscire dalla miseria e riprendere a sperare.

Le donne, con i bambini sono raccolti all'ombra, sotto un grande albero di mango. Sia a Mecufi che a Nancaramo ci accolgono in stile "mozambicano", danzando e cantando:  "Se non avessi trovato una famiglia, ora non sarei qui; se non avessi trovato una madre, ora non sarei qui". 
La madre è la Comunità di Sant'Egidio; la famiglia sono le tante famiglie che per suo tramite hanno adottato i bambini e da lontano, con fedeltà e amore, hanno assicurato a tutti un aiuto che ha cambiato completamente la loro vita.

Le madri ci si fanno incontro: sono felici di poterci presentare i bambini sani, vestiti bene, cresciuti, promossi a scuola… 
Con grande serietà ciascuna ci dice brevemente la propria storia. Parlano in lingua macúa e Marieta traduce:

"Ero sola, senza marito, non avevo una casa, non avevo da mangiare, non avevo nulla. Coi bambini dormivamo nella foresta, alle porte del villaggio. Ora con l'aiuto dell'adozione ho potuto costruire una casa, ho da mangiare, i bambini posso vestirli e mandarli a scuola. Posso comprare loro i quaderni. Come ringraziare?"

"Io ho avuto 4 figli, ma li ho perduti tutti, uno dopo l'altro. Non avevo il latte per allattarli. E ogni volta i bambini morivano di fame. Li vedevo morire dinanzi ai miei occhi. La mia sofferenza era infinita. Poi sono arrivate Marieta e Annarita, come degli angeli. Mi hanno dato il latte artificiale. Marieta e' venuta tutti i giorni al mio villaggio per insegnarmi a preparare il latte artificiale. Ha fatto tre ore di cammino ogni giorno per far vivere mio figlio. Ora ho due figli. Sono vivi e stanno bene. Come ringraziare? Non esistono le parole che possano dire tutto questo.."

Una donna anziana, con la voce rotta dalla commozione, racconta: "Mia figlia e' morta e i suoi bambini sono rimasti con me. Come avrei potuto dare loro da mangiare? Saremmo morti in breve tempo. Non avevamo niente. Ma ora abbiamo una casa, che piano piano abbiamo potuto costruire, i bambini mangiano, vanno a scuola. Cosa posso dire per ringraziare? Non sarà mai abbastanza!""

"Ero povera, non avevo nulla. Solo i miei figli, ma non avevo niente da dar loro da mangiare. Poi con le adozioni, ho potuto avere la casa, mandare i bambini a scuola, vestirli. Ma non solo! Con le altre donne come me, che non avevano la terra da coltivare, ci siamo unite e abbiamo comprato insieme una "machamba"(un piccolo terreno da coltivare come orto). Ora siamo in 26 a lavorare la machamba. Coltiviamo i pomodori, i cavoli, le cipolle e tutto cio' che ci occorre. Abbiamo di che lavorare e di che vivere".

"La mia storia e'un po' diversa. Io sono lebbrosa. Ho avuto la lebbra e ho perso le dita delle mani e dei piedi. Vivevo sola, abbandonata da tutti, bandita dagli uomini. Non avevo da vivere. Non potevo lavorare. Non avevo nessuno. Volevo morire. Spesso pensavo di tirare una corda all'albero e di impiccarmi. Non avevo la possibilità di vivere! Ma poi sono venute Annarita e Marieta. Mi hanno portato l'aiuto di cui avevo bisogno. Ora ho da mangiare e da vestire. Il mio cuore si e' aperto alla speranza. La mia sofferenza e' finita. Grazie!"

"Con l'aiuto delle adozioni avevo costruito la casa, l'avevo finita. Avevo comprato anche un tavolo e avevo due sedie. Un giorno mentre ero nel campo, la casa e' bruciata. Avevo perso tutto. Ero ritornata come prima. Ma non avevo nel cuore la disperazione. Sapevo di poter contare su un aiuto. Ora sto finendo di costruire la nuova casa."

"Voglio raccontare dei miei bambini. Erano malati, rischiavano di morire. Nessuno sapeva come curarli. L'ho detto a Marieta. Siamo andati all'ospedale, li hanno curati. Ora stanno bene. E anch'io sono stata in ospedale un giorno. Ora sono viva. Se non c'eravate voi, ero morta".

"Questi bambini erano orfani. Vivevano solo con la madre. La madre è morta per il colera. Ora stanno con me, che sono la nonna, ma non sono più orfani. Hanno voi, hanno una famiglia che pensa a loro, hanno una grande famiglia".

Tanti i racconti e tante sono state le storie ascoltate. Una per ciascuna adozione a distanza.
Ciascuno poi ha voluto raccontare di ciò che di più prezioso ora possiede: una bicicletta (per andare a vendere al mercato), un maiale, dei conigli, delle galline, delle colombe, un albero di banane, un albero di papaia, la casa con la porta, e tanto tanto altro.

Anche nella città di Pemba le famiglie hanno voluto dire ciascuna il proprio grazie. La situazione della città e' molto diversa, ma le difficoltà economiche sono tante e spesso i bambini ne fanno le spese. Ma con l'aiuto dell'adozione tutti hanno potuto andare a scuola e in molti sono stati curati.
La commozione, spesso, toglieva la voce alle madri. In alcuni casi i bambini, orfani per l'AIDS, grazie al sostegno delle adozioni a distanza, hanno potuto trovare una nuova famiglia che li ha accolti.
Al termine degli incontri, danze e balli per la consegna dei doni che ogni famiglia ha voluto fare: ci portano uova, piccioni, borse di paglia..... Ogni dono ci viene consegnato pronunciando il nome del bambino adottato. 

E' un momento intenso, per noi e per loro: ci sembra davvero che l'Europa e l'Africa siano più vicine, ci si sente parte di una stessa famiglia, che fa festa attorno ai bambini, preparando il loro futuro.

Adozioni a distanza


 

NEWS CORRELATE
6 Dicembre 2016

A Natale aiuta una madre a far nascere un bambino sano: regala un'adozione a distanza!


Con la terapia offerta nei centri DREAM in Africa preveniamo la trasmissione del virus HIV al bambino
IT | ES
20 Novembre 2016

Giornata mondiale dei diritti dell'infanzia: Sant'Egidio dalla parte dei bambini


Le Scuole della Pace, il programma "Bravo!", i centri nutrizionali, il programma DREAM... come la Comunità protegge i diritti dei più piccoli. E alcune storie
IT | ES | DE | PT | HU
16 Novembre 2016
BEIRA, MOZAMBICO

Il Giubileo della Misericordia nella periferia africana: la preghiera di Sant'Egidio con gli anziani di Nhangau


Nel villaggio alle porte di Beira, in Mozambico, il passaggio della Porta Santa allestita nel cortile dell'istituto degli anziani
IT | ES | DE | PT
5 Ottobre 2016
MAPUTO, MOZAMBICO

In Mozambico il 4 ottobre l'incontro delle religioni per la pace


A Maputo nel 24° anniversario della pace siglata nel 1992 la preghiera nello spirito di Assisi
IT | PT
4 Ottobre 2016

Sant'Egidio e il Mozambico, la storia di una pace - e di un'amicizia - che oggi compie 24 anni


Dalle trattative per la fine della guerra civile, al programma per la cura dell'AIDS, la registrazione anagrafica, il contrasto alla maluntrizione. Oggi, affianco alla "generazione della pace" ....
IT | DE | FR | PT
29 Settembre 2016

Pace in Colombia: la speranza dei bambini adottati a distanza

IT | ES | DE
tutte le news correlate

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
4 Ottobre 2016
Notizie Italia News
In Mozambico il popolo ha sete di pace e non vuole tornare indietro - Intervista a don Angelo Romano
8 Settembre 2016
Avvenire
Malawi. Al confine 4mila i profughi dal Mozambico
16 Luglio 2016
OnuItalia
Mozambico: Raffaelli e don Romano (Sant’Egidio) incarico mediatori Ue per pace
8 Luglio 2016
OnuItalia
Sant’Egidio: Riccardi torna in Mozambico, aiuti a profughi mozambicani in Malawi
8 Luglio 2016
OnuItalia
Sant’Egidio: Riccardi torna in Mozambico, aiuti a profughi mozambicani in Malawi
tutta la rassegna stampa correlata

FOTO

146 visite

155 visite

156 visite

158 visite

152 visite
tutta i media correlati

Per adottare a distanza un bambino ci si può rivolgere a:

Segreteria delle
adozioni a distanza
Comunità di Sant'Egidio
lun-gio-ven h.9,30-13.30
Tel. 06.5814217

oppure tramite e-mail

Per Natale, regala il Natale! Aiutaci a preparare un vero pranzo in famiglia per i nostri amici più poveri