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15/12/2017
Preghiera della Santa Croce

Preghiera ogni giorno


 
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11 Settembre 2017 09:30 | Bischoefliches Priesterseminar Borromaeum - Aula

Intervento di Sudheendra Kulkarni



Sudheendra Kulkarni


Indu, Observer Research Foundation, India

Stimato Presidente Ambrogio Spreafico, Stimati oratori, signore e signori,
Buongiorno a tutti voi.

Io sono riconoscente alla Comunità di Sant’Egidio per avermi invitato, come rappresentante indù, dall’India a questo incontro annuale globale interreligioso e interculturale. Negli scorsi tre decenni, la Comunità di Sant’Egidio si è distinta come una piattaforma per il dialogo fortemente rispettata e influente per la pace nel mondo, l’armonia, la risoluzione dei conflitti e la dignità umana.
Io porto a tutti voi in questa conferenza i saluti del popolo dell’India.
Oggi saluto anche la Germania, grande nazione sorella, ed esprimo la mia più profonda ammirazione, anche felicitazioni di cuore, al popolo tedesco accogliente, di grandi qualità, che ama la pace.
In questa sessione dedicata al dialogo su “Religioni e ecologia: Emergenza ambientale”, permettetemi di iniziare recitando lo “Shanti Mantra” cioè la Preghiera per la Pace Indù.

Om DyauhShaantir-AntarikshamShaantih
PrthiviiShaantir-AapahShaantir-AushadhayahShaantih |
VanaspatayahShaantir-Vishve-DevaahShaantir-BrahmaShaantih
SarvamShaantihShaantirevaShaantihSaaMaaShaantir-Edhi |
Om ShaantihShaantihShaantih ||

Essa significa:
Om, possa essere la pace nel Paradiso,
nel Cielo e nella Terra,
Pace sulle Acque,
Pace sulle vegetazioni e sugli alberi,
Pace su tutte le Divinità, su Brahma e su tutti sia la Pace.
Possa essere la Pace in tutti,
e possiamo tutti noi realizzare questa Pace.
Om Pace Pace Pace!

L’Induismo vede Dio in tutti, perché sostiene che ogni cosa è creazione di Dio. Gli esseri umani sono una creazione speciale di Dio. Tuttavia c’è una affinità integrale, inseparabile e interdipendente fra gli uomini e l’intera moltitudine non umana nella casa di Dio. 
Quello che mi colpisce è la stretta risonanza fra la preghiera indù per la pace e un famoso inno di San Francesco d’Assisi, il santo patrono della protezione ecologica. È stata citata nell’enciclica “Laudato si’ -Sulla cura della casa comune-“da sua santità Papa Francesco, che l’ha presentata al mondo nel 2015.
In essa, San Francesco loda il Signore e tutte le sue creature – descrivendole come fratello Sole, Sorella Luna, Fratello Vento, Sorella Acqua, Fratello Fuoco, alberi, uccelli e così via.
Certo, tutte le religioni ci insegnano il rispetto per la Madre Terra, per Madre Natura, e per tutte le infinite creature di Dio nell’universo. Nel Libro sacro Indù Baghavad Gita, Sri Krishna, che è una incarnazione della divinità, afferma: "Pervado l'universo. Tutti gli oggetti dell'universo poggiano su di me come perle sul filo di una ghirlanda ".
Nessuna perla su questo filo deve essere danneggiata. E nessuna parte di questo filo sacro dovrebbe essere danneggiata. La coesistenza armoniosa e la vita comune è il principio fondamentale su cui l'universo si sostiene. La violazione di questo principio è una ricetta per il disastro.
Secondo l'induismo, la religione o il dharma sono sinonimo di sostenibilità. Quale dharma? La risposta è data dal sanscrito, l'antica lingua dell'India, "Dharanath dharma uchyate" - ciò che sostiene tutte le specie della vita e aiuta a mantenere un rapporto armonioso tra di loro è il dharma. In altre parole, ciò che disturba tale ecologia è adharma - o irreligione.
Quello che l'umanità ha fatto negli ultimi 200 anni è stato di disturbare, anzi distruggere notevolmente, la simbiosi tra gli esseri umani e il resto dell'ecologia non umana. Sicuramente, questo è come l'azione di un taglialegna che taglia il ramo di un albero su cui è seduto.
Questa metafora di un taglialegna folle non è assolutamente allarmista. Se i tassi attuali di distruzione umana della biosfera continuano, fino al 20% di tutte le piante e le specie animali vive potrebbero scomparire entro 30 anni - e una metà di esse potrebbe estinguersi prima della fine del XXI secolo. Questa estinzione di massa causata dall'uomo, conosciuta come l'estinzione dell'Olocene, non è altro che un genocidio ecologico, una guerra di aggressione condotta dalla razza umana contro il resto della natura non umana.
Ma dato che gli esseri umani costituiscono una componente inscindibile della biodiversità della natura, questa è anche una guerra che la razza umana sta conducendo contro se stessa senza comprendere che l’aggressore e la vittima sono lo stesso soggetto. La parola indiana per ambiente è “paryavarana”, che significa una seconda pelle fornita dalla natura. Se la pelle viene danneggiata, il corpo ne soffrirà inevitabilmente.
Gli stati dichiarano sempre l’emergenza durante le guerre. Limiti e restrizioni vengono posti nei confronti delle normali attività sociali, dei diritti e delle libertà. Persino alcuni tipi di attività economiche vengono limitati se questo è richiesto dall’impegno bellico.
Stranamente in questa Emergenza Ambientale, in questa guerra autolesionistica all’ambiente gli esseri umani non affrontano alcuna restrizione o vincolo. Gli affari procedono regolarmente.
È come se la razza umana fosse caduta in un sonno profondo. Non è un sonno naturale; è un sonno artificiale causato dall’assuefazione all’abuso di droghe.
In questo caso, la dipendenza da “droga” è la dipendenza da una crescita economica orientata dal consumismo e promotrice di avidità, che sta dilagando nel mondo. Questo modello di crescita economica distorta ed anti-ecologica è sorto in occidente, ma si è oggi diffuso pressoché in ogni parte del mondo.
Amici, tutti noi conosciamo l’ampiezza e la gravità del problema ambientale che il mondo sta affrontando. Quello che ci vuole è un confronto serio, accompagnato da un’azione concertata, su cosa sia necessario fare per salvare la razza umana e le altre specie da questa Emergenza Ecologica.

Dieci idee per combattere l’Emergenza Ambientale
In breve, vorrei qui sottoporvi dieci idee, tutte sostenute anche da prominenti pensatori e attivisti ambientalisti di tutto il mondo.

1: Il mondo ha bisogno di realizzare un’urgente transizione verso un nuovo paradigma di crescita economica e di sviluppo, che rispetti la natura e cominci a riparare il pesante danno causato all’ambiente. La rimozione della povertà deve certamente costituire la finalità primaria di questo nuovo modello di globalizzazione. Dopo tutto, nelle pungenti parole di papa Francesco, “la povertà nel mondo è uno scandalo”.
Allo stesso tempo, il nuovo modello di globalizzazione deve anche abbandonare coscientemente l’eccessivo consumismo e promuovere la moderazione nel perseguimento di beni materiali voluttuari. L’ideale induista di moderazione è proclamato nella massima dell’Upanishad “Tein tyaktena bhunjitha”, che significa: “prendi solo quello di cui hai bisogno per il tuo sostentamento senza considerartene titolare o padrone, e lascia il resto agli altri”.

2: Il nuovo paradigma di crescita economica e sviluppo dovrebbe rinverdire le antiche virtù della condivisione, della conservazione, del riciclo e del riutilizzo – in breve, un nuovo stile di vita in cui l’economia e l’ecologia convivano armoniosamente.

3: Tutte le religioni esaltano il principio del ricco che aiuta il povero e del forte che lo protegge. Questo principio dovrebbe trovare applicazione concreta nelle relazioni internazionali, così come nelle relazioni tra i ricchi e i poveri all’interno delle nazioni.
Il Mahatma Gandhi ha cercato di rendere popolare questo ideale di fratellanza universale dando un nome a questo principio: amministrazione fiduciaria – “tutti per uno, uno per tutti”. Questa era l’essenza del socialismo gandhiano: “Quando una persona ha più di quanto è proporzionato alle sue necessità, essa diventa un amministratore fiduciario della propria eccedenza a favore delle altre creature di Dio”. Il concetto di amministrazione fiduciaria è significativo anche nell’ottica di assicurare la giustizia inter-generazionale – abbiamo la responsabilità morale di trasmettere l’ambiente in buone condizioni alle generazioni future.

4: Il principio di “amministrazione fiduciaria” suona ugualmente corretto nelle relazioni tra gli esseri umani e le altre specie. Gandhi estese il concetto di “amministrazione fiduciaria” oltre l’economia, alla sfera dell’ambiente. Gli esseri umani, dichiarava, “sono gli amministratori fiduciari del regno animale inferiore”. L’ambientalismo gandhiano è integralmente legato alla sua visione non violenta del mondo. “È un assunto arrogante” ha scritto, “affermare che gli esseri umani siano signori e padroni delle creature inferiori. Al contrario, essendo stati dotati in vita di cose più importanti, sono gli amministratori fiduciari del regno animale inferiore”. Anzi, in una reinterpretazione molto originale del colonialismo, Gandhi ha affermato che spadroneggiare sulla natura e spadroneggiare su altre persone “inferiori” sono entrambe manifestazioni di colonialismo.

5: Come è stato sancito con forza nell’enciclica del papa, la “cura della casa comune” è una responsabilità comune dell’intera comunità mondiale. Tuttavia, è una responsabilità maggiore per i paesi che sono più ricchi e più forti ed hanno inflitto più gravi danni all’ambiente. A questi si deve far ripagare il loro “debito ecologico” con gli interessi.

6: Il clima è un bene comune. È innegabile che il cambiamento climatico abbia creato una grave minaccia alle risorse comuni globali – oceani, foreste, risorse idriche interne, terreni coltivabili e così via. L’accordo di Parigi sul cambiamento climatico del 2015 è un gradito ed importante passo nell’adempimento della responsabilità internazionale di proteggere l’ambiente. La recente volontà di alcuni paesi, specialmente dell’amministrazione Trump negli Stati Uniti, di sottrarsi agli impegni assunti in base all’accordo di Parigi, è condannabile. Questi devono essere forzati ad adempiere i propri obblighi.

7: Un punto che non è stato affrontato molto approfonditamente nel dibattito e nell’azione correttiva in materia di protezione ambientale è l’enorme costo del militarismo per lo sviluppo umano e per la buona condizione delle risorse comuni globali. Lo scorso anno, i paesi del mondo hanno speso 1,6 trilioni di dollari USA in installazioni militari. Di questi, i soli Stati Uniti hanno speso 611 miliardi di dollari USA, e dopo di essi i 5 paesi con le maggiori spese militari sono i seguenti: Cina (215 miliardi), Russia (69 miliardi), Arabia Saudita (63 miliardi), India (56 miliardi) e Francia (56 miliardi).
Si stima che siano necessari circa 6 trilioni di dollari USA per realizzare gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) in materia di acqua potabile sicura, igiene, interventi climatici, ecc., entro il 2030. Se la spesa militare globale venisse ridotta di un terzo – cosa che certamente non metterebbe in pericolo la sicurezza degli stati – sarebbe davvero possibile realizzare tutti questi obiettivi nei prossimi dodici anni. Quindi, non dovrebbe esserci una generale richiesta di portare a termine questa urgentissima necessità? Non dimentichiamoci che il militarismo è anche il principale ostacolo alla cooperazione internazionale.

8: Il nostro incontro per la pace si svolge a Münster ed Osnabrück, nella regione tedesca della Westfalia. In tutto il mondo, la Westfalia è nota per il trattato di pace del 1648 che pose fine alla Guerra dei Trent’Anni ed affermò il concetto di sovranità dei moderni stati nazionali. È venuto il momento di riconsiderare alcuni aspetti del concetto di stati nazionali e della loro sovranità, perché molto spesso la necessità di una cooperazione internazionale efficiente è frustrata da rivendicazioni e contro-rivendicazioni di sovranità nazionale. Se la terra è la nostra casa comune, nulla dovrebbe mettersi di traverso alla sua cura e alla sua protezione. L’emergenza ambientale può essere contrastata solo costruendo nuove ed efficaci alleanze per la cooperazione globale.

9: Noi viviamo nell’era tecnologicamente più avanzata della storia umana. Molta della distruzione dell’ambiente ha avuto luogo a causa del cattivo uso della scienza e della tecnologia. Tuttavia, questo processo distruttivo può essere fermato ed invertito se i rivoluzionari strumenti della scienza e della tecnologia moderna – specialmente la tecnologia digitale, la nanotecnologia, la robotica, l’intelligenza artificiale, l’analisi dei big data, i nuovi materiali, la stampa in 3-D, ecc. – sono utilizzati saggiamente. Queste potenti tecnologie possono aiutare a conservare le risorse naturali, ad eliminare l’inquinamento, e a rigenerare ecosistemi fragili.
Nelle parole del grande poeta tedesco Friedrich Hölderlin:
Ma dove c’è pericolo, cresce
Anche la forza salvifica.
Quindi, quello che ci vuole è una cooperazione globale estensiva nell’uso appropriato della “forza salvifica” della tecnologia.

10: Da ultimo, la più efficace e sicura “arma” contro la distruzione ambientale è il principio della Non Violenza (“ahimsa” in sanscrito), che è presente negli insegnamenti di tutte le religioni. L’umanità non ha il diritto di distruggere ciò che non è in grado di creare. Nella misura in cui rendiamo non violente le relazioni umane, anche le relazioni tra uomo e natura divengono non violente – e viceversa.
Una delle principali ragioni del declino della qualità della vita umana, dell’alienazione e del degrado delle comunità è la prevalenza di queste forme gemellate di violenza. Entrambe debbono cessare perché la biodiversità sia protetta, perché l’umanità sopravviva – ed anche perché la specie umana dimostri di essere davvero la più alta creazione di Dio e il vero e buon amministratore della bella e ricca creazione di Dio.
Grazie.


 

#peaceispossible #stradedipace
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