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17/12/2017
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11 Settembre 2017 09:30 | Petrikirche

Intervento di Epiphanios



Epiphanios


Vescovo ortodosso, Chiesa Copta
Sin dall'alba del Cristianesimo, il martirio è stato un fenomeno predominante, che accompagna la predicazione del Vangelo. La maggior parte dei discepoli e apostoli del Signore Gesù, sono stati sottoposti a torture e hanno avuto come premio la corona del martirio.
 
Il martirio accompagna il Cristianesimo e le diverse Chiese, in tutto il mondo. La nostra Chiesa Copta d'Egitto non fa eccezione. Nel corso degli anni, ha sopportato gran parte delle persecuzioni sofferte dalle Chiese, che hanno offerto martiri nel nome di Cristo. Tanto grande è stata la sua sofferenza che è conosciuta come "la Madre dei Martiri". Nel suo calendario chiamato Anno Martirum, per l'antico calendario egiziano, viene indicato un nuovo inizio con l'ascesa al potere dell'imperatore Diocleziano nel 284 d. C. Il suo tempo e il governo sono ricordati per la selvaggia persecuzione contro i cristiani. La Chiesa Copta su tutte ha sopportato il peso di quella terribile oppressione.
 
La nostra Chiesa ha continuato a offrire martiri lungo il corso della storia, a causa del dominio di popoli stranieri  iniziato con i romani, fino ai persiani, arabi, mamelucchi e turchi. Infine in tempi più recenti c’è stata una tregua parziale con l’affermazione di una certa libertà di culto e dei diritti umani.
 
Con la affermazione progressiva della libertà religiosa, ci aspettavamo che i tempi del martirio fossero finiti. Molte nazioni orientali e occidentali hanno dichiarato l'uguaglianza di tutti i cittadini e la libertà di ogni persona di praticare la propria religione, dottrina o ideale politico desiderato, garantiti e tutelati per legge.
 
Tuttavia, l'estremismo religioso non è cessato, nonostante l'apertura dei popoli l’uno verso l'altro. In Medio Oriente si sono cominciati a formare gruppi di estremisti religiosi. Costoro non riconoscevano il diritto di ogni persona a godere la libertà di fede. Questi gruppi hanno cominciato a uccidere chiunque fosse in disaccordo con la loro fede. Ma ciò che sorprende è che alcune delle nazioni sviluppate, quelle che hanno rivendicato l’affermazione della libertà e dei diritti umani sulla propria terra, erano spesso proprio loro a finanziare e dare le armi a questi estremisti!
 
Quanto all'Egitto, si è trovato in una pericolosa situazione. Nel febbraio 2015 siamo rimasti sorpresi dalla notizia della selvaggia uccisione di 21 Copti in riva al mare della Libia, che avevano come unica colpa il fatto di essere cristiani! Quest'anno, durante la celebrazione della domenica delle Palme, il 9 aprile 2017, due chiese hanno subito due attentati con esplosioni: la prima è stata la chiesa di San Giorgio a Tanta, nella quale gran parte del coro della chiesa è stato martirizzato; la seconda esplosione è avvenuta ad Alessandria, presso la porta della chiesa di San Marco, dove S.S. Papa Tawadros stava celebrando la messa per la domenica delle Palme.
 
Poco dopo, il mese successivo, il 26 maggio 2017, una banda di terroristi ha attaccato un autobus che trasportava alcuni Copti lungo la strada verso il monastero di San Samuele confessore nel deserto, nel Medio Egitto, dove si stavano recando per assistere a delle funzioni. I terroristi hanno chiesto alle donne e ai bambini: "Sei cristiano?" Quando hanno detto: "Sì!" Gli hanno chiesto di rinnegare la loro fede, ma questi si sono rifiutati. Alcuni furono massacrati altri sono stati colpiti.
 
Alcuni bambini sopravvissuti hanno riferito che i terroristi hanno permesso a quanti sono stati poi uccisi di scegliere tra rinnegare Cristo o essere uccisi. Ciò che sorprende è che queste persone, nonostante fossero semplici, avessero scarse conoscenze bibliche o teologiche, avevano molta più fede di alcuni studiosi biblici o professori di teologia o, forse, di molti chierici. Il martirio nel nome di Cristo ha bisogno di una vera fede, piuttosto che di molte conoscenze teologiche.
 
Come ha spiegato S. S. Papa Tawadros II, essi sono esempi vivi che vivevano in mezzo a noi e hanno respirato la vera fede fin dalla loro infanzia, indipendentemente da altre qualità che potevano possedere come educazione, cultura, età, standard sociali o sesso. Ciò che li ha condotti insieme è che Dio li ha scelti mentre erano in uno stato di grazia e in momenti di sincera verità e di desiderio della vita eterna.
 
In tal senso, il defunto padre Matta el Meskin, padre spirituale del monastero di San Macario, diceva:
 
[... Tutto questo non significa che il martirio cristiano è un grado più elevato di fede. Piuttosto, un martire è una persona che professa la sua fede, fondandola totalmente e pienamente sul versetto che dice: "Per me vivere è Cristo e morire è guadagno" (Filippesi 1:21). Dichiara effettivamente che vive in Cristo, non con parole, ma in una maniera più verace delle parole: la prontezza a morire! Dato che la morte è la porta che si apre sulla vita eterna e sull'immortalità insieme a Cristo].
 
Questi sono solo esempi di quello che succede ora ai cristiani in Medio Oriente e in alcuni paesi africani: il martirio in nome di Cristo!
 
La Chiesa Copta ha ricordato, nel suo calendario, una giornata per commemorare il martirio di quei copti uccisi in Libia, come festa dell’anno, che celebra la memoria dei martiri moderni, alla cui lista andrebbe aggiunto ogni nuovo martire del nostro tempo.
 
La questione è ora: con il progresso della scienza e della tecnologia, così come l’approvazione di leggi che garantiscono la libertà e il rispetto dei diritti umani, possiamo prevedere la scomparsa di questa minaccia, arrivando così a mettere termine alla stagione del martirio nella Chiesa?
 
Ne dubito.
 
La seguente storia è rivelatrice della mia opinione.
 
È successo una volta, che alcuni predicatori evangelici negli Stati Uniti hanno accolto nuovi credenti che venivano dalla Corea del Sud. I coreani cristiani hanno domandato agli americani: ci sono persecuzioni dei credenti qui in America? Risposero: certamente no! Siamo un paese libero che non sa cosa sia la persecuzione religiosa! I coreani risposero: Ciò significa che qui tra voi non esiste una vita veramente divina; perché la Bibbia esplicitamente dice: " Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati." (2 Tim 3:12).
 
Queste parole non sono un incoraggiamento alla persecuzione. Piuttosto sono un richiamo a resistere alla persecuzione se avviene contro i credenti. Ricordiamo le parole del Signore Gesù: " Ricordatevi della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. "(Gv 15,20).
 
Il martirio nella Chiesa è una memoria santa che aumenta la nostra fede. È anche un fenomeno che accompagna i credenti in ogni epoca. Proprio come i primi cristiani hanno offerto la loro vita per diffondere il Vangelo in tutto il mondo, così anche i cristiani del nostro tempo, devono offrire il loro sangue per mantenere quella stessa fede.
 
Tuttavia, malgrado la nostra sofferenza per ciò che accade in Egitto e in molte parti del mondo, abbiamo ancora a cuore le parole della Bibbia: "Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite" (Romani 12: 14).
 
 

 

#peaceispossible #stradedipace
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