Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - amicizia...i poveri - immigrati e rom - immigrat... e sinti - "morire ...astevere contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

"Morire di speranza": i nomi e le storie dei migranti morti nei viaggi verso l'Europa ricordati nella veglia di preghiera a Santa Maria in Trastevere


 
versione stampabile

"Morire di speranza": i nomi e le storie dei migranti morti nei viaggi verso l'Europa ricordati nella veglia di preghiera a Santa Maria in Trastevere
Roma, 17 giugno 2011

Migliaia di persone hanno gremito la basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma, ieri, per la memoria di coloro che, nei "viaggi della speranza" verso l'Europa, hanno perso la vita.

Nomi e storie di uomini e donne spesso giovanissimi, di bambini con le loro madri, uccisi dalle acque del Mediterraneo, oppure nei carrelli degli aerei, o ancora nei container di camion che attraversano le frontiere via terra.

La lista di nomi, accompagnata dall'accensione delle candele, tocca il cuore dei presenti, tra i quali alcuni parenti delle vittime e un gruppo di rifugiati giunti recentemente dal Nord Africa, attualmente accolti a Civitavecchia.

La veglia di preghiera è stata organizzata in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2011 dalla Comunità di Sant’Egidio, l'Associazione Centro Astalli, la Federazione Chiese Evangeliche in Italia, la Fondazione Migrantes, Caritas Italiana e ACLI. Presideuta da mons. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastoraleper i Migranti e gli Itineranti, ha visto la partecipazione anche di rappresentanti ecumenici.

Dal 1990 almeno 17.597 persone sono morte nel viaggio lungo le frontiere dell’Europa.

Il cambiamento degli assetti geopolitici che sta interessando i Paesi del Nord Africa e in particolare il conflitto in Libia, hanno spinto molte persone ad intraprendere le pericolose traversate in mare. In questo contesto sono allarmanti i dati dei primi 5 mesi del 2011: si registrano già 1820 morti in tutto il Mediterraneo, di cui 1633 in viaggio verso l’Italia. Il bilancio è, probabilmente, più tragico se si pensa a quanti si trovavano a bordo di imbarcazioni delle quali non si è avuta più notizia e che non sono mai riuscite a raggiungere le nostre coste. 

Due le rotte principali da cui si sono originati i flussi di migranti via mare dall’inizio del 2011: la Tunisia e la Libia.

187 persone sono annegate sulla rotta tunisina, mentre, la rotta libica è quella che desta maggiore preoccupazione e che ha fatto registrare, nel periodo considerato, la morte in mare di 1633 migranti sub sahariani (dati Fortress Europe). La condizione di chi proviene dalla Libia in guerra è di estrema vulnerabilità: minacciati da tutte le parti in conflitto sono costretti ad intraprendere la traversata su imbarcazioni fatiscenti e sovraccariche pur di raggiungere un rifugio sicuro in Europa.

Di fronte a questi dati non si può rimanere in silenzio. Si tratta di uomini, donne e bambini in fuga da situazioni di conflitto, di gravi violazioni dei diritti umani e di persecuzioni. In cerca di un luogo sicuro sono, invece, andati incontro alla morte. La preghiera “Morire di Speranza” è nata pensando a ciascuno di loro. Anche una sola di queste vite perse in mare in un viaggio di dolore e disperazione è una sconfitta per tutti che non può e non deve lasciare indifferenti.

Queste morti sono un richiamo alla responsabilità, per guardare alla realtà della migrazione mettendo sempre in primo piano la vita di ognuno e il pieno rispetto dei diritti umani.

Anche in occasione di questo evento, le organizzazioni promotrici fanno appello alla comunità internazionale e alle istituzioni affinché si proceda all’apertura urgente di canali umanitari e si garantisca il trasferimento delle persone verso luoghi sicuri. Solo uno sforzo congiunto in questo senso può permettere alle persone in fuga di non rischiare la propria vita in mare.

Il testo dell'omelia di Mons. Vegliò

La Comunità di Sant'Egidio
e i Rom e Sinti

 


NEWS CORRELATE
11 Febbraio 2017
COMUNICATO STAMPA

Decreto immigrazione, l'appello di Impagliazzo al Parlamento: ''Si ispiri a princìpi di umanità e integrazione''


Il presidente di Sant'Egidio: ''Garantire i diritti dei profughi, reintrodurre vie di ingresso regolare anche per motivi di lavoro e approvare subito la riforma della cittadinanza''
6 Febbraio 2017
ROMA, ITALIA

Capodanno cinese all'Esquilino, l'integrazione comincia dai bambini

1 Febbraio 2017
ADDIS ABEBA, ETIOPIA

30° Summit dell’Unione Africana, una delegazione di Sant’Egidio incontra il nuovo presidente Moussa Faki

IT | ES | DE | PT
6 Dicembre 2016
GINEVRA, SVIZZERA
Comunicato Stampa

Sant’Egidio diventa Osservatore permanente al Consiglio dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni


Firmato un Memorandum di intesa per promuovere e realizzare nuove attività di assistenza rivolte ai migranti in difficoltà
IT | ES | DE | FR | PT
24 Novembre 2016
NAPOLI, ITALIA

'Qui, lontano da casa mia, ho trovato voi come una famiglia'. La Scuola di Lingua e Cultura di Sant'Egidio a Napoli

22 Novembre 2016
ROMA, ITALIA

Integrazione è anche prendersi cura di chi è fragile: consegnati a Roma i diplomi di care giver e di lingua italiana


Tanti i nuovi europei che quest'anno hanno frequentato i corsi promossi dalla Comunità di Sant'Egidio
tutte le news correlate

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
23 Febbraio 2017
Main-Post
Abschiebung in die Ungewissheit
21 Febbraio 2017
Famiglia Cristiana
Se sei disabile non puoi diventare italiana: la storia di Cristina
13 Febbraio 2017
Roma sette
Migrantes e Sant’Egidio: delusione per interventi su migranti
3 Febbraio 2017
Huffington Post
Marco Impagliazzo: Il ponte di Francesco, il muro di Donald
24 Gennaio 2017
Huffington Post
Dopo diciotto anni e nove tentativi Cristina è riuscita finalmente a diventare italiana
tutta la rassegna stampa correlata

FOTO

1137 visite

1133 visite

1214 visite

1173 visite

1147 visite
tutta i media correlati