change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - 11 sette... la pace contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

E' in libreria 'Alla Scuola della Pace': un libro che dà voce a migliaia di bambini del mondo globale.

L'esperienza delle Scuole della Pace di Sant'Egidio in oltre settanta paesi del mondo

Aiutiamo i profughi rohingya rifugiati in Bangladesh

La Comunità di Sant'Egidio avvia una campagna di raccolta fondi per inviare aiuti nei campi profughi del Bangladesh in collaborazione con la Chiesa locale

Strade di Pace: testi, video e news dell'incontro internazionale di preghiera per la pace di Münster

22/09/2017
Preghiera della Santa Croce

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile
12 Settembre 2011 14:00 | Residenz, Herkulessaal

Andrea Riccardi Intervento in Assemblea Plenaria



Andrea Riccardi


Storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio

Andrea Riccardi: responsabilità delle religioni e Europa

Signora Cancelliera,
Illustri Leader delle Chiese cristiane e delle grandi Religioni mondiali,
sono grato della visita della Cancelliera al nostro incontro mondiale delle religioni. Abbiamo iniziato l’11 settembre ricordando quella tragica giornata del 2001. Quel giorno sembrò confermare la teoria dello scontro tra civiltà e religioni. Teoria che ha ispirato molte scelte del decennio passato, tra cui la riabilitazione dell’uso della guerra. Dopo dieci anni difficili, ci vuole una svolta! Da anni siamo convinti che bisogna porsi di più il problema della pace: nella politica internazionale come nella vita sociale. Pace come ethos di popolo. La pace è complessa: è la civiltà del vivere insieme tra gente diversa in un mondo meno omogeneo e dalle distanze accorciate. La pace è realtà spirituale e sociale, non solo fatto politico.
Questo nostro mondo non è destinato allo scontro o alla supremazia di una civiltà. Il nostro destino, se saremo capaci di realizzarlo, è la civiltà del vivere insieme. Destinati a vivere insieme. Il che richiede simpatia per le diversità umane, mentre i mondi si intrecciano.
A dieci anni dall’11 settembre, nel cuore di una grave crisi economica, il compito è costruire una civiltà del vivere insieme. Questa è la pace. Quali gli attori di quest’opera? Tanti in un mondo complesso. Mi permetto di suggerirne due, per me decisivi: le religioni e l’Europa.
C’è una responsabilità delle religioni. Nella storia talvolta hanno alimentato i conflitti. Tuttavia, senza lo spirito non si costruiscono né pace né civiltà. E’ l’illusione dei materialismi, ideologici o consumistici. I totalitarismi del Novecento hanno tentato di fare una società senza spirito. La persecuzione delle religioni nei paesi comunisti voleva sopprimere lo spazio di Dio. La terribile vicenda della Shoah tra l’altro voleva annientare un popolo che faceva di Dio il cuore della sua identità e elezione.
L’invocazione a Dio è talvolta l’unica e l’ultima voce di protesta, quando il potere si fa totalitario. Lo si vede in tanti martiri contemporanei. Non solo il materialismo però crea una società senz’anima. Ma anche le religioni, quando si fanno totalitarie: così perdono l’anima. Gli uomini divengono più zelanti di Dio che invece –dice il Vangelo - “fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti” (Mt 5,45).
Nella storica giornata di preghiera per la pace delle religioni ad Assisi nel 1986, Giovanni Paolo II diceva: “Là si è scoperto… il valore unico che la preghiera ha per la pace; ed anzi che non si può avere la pace senza la preghiera, e la preghiera di tutti, ciascuno nella sua propria identità…”. Questo è il nostro spirito, in cui abbiamo camminato per venticinque anni: spirito pacifico di Assisi, spirito di dialogo.
Le religioni hanno una funzione decisiva nel richiamare i fedeli all’unità del genere umano. Parlando di Dio al credente, le religioni lo proiettano in un destino universale. Debbono vivere l’audacia di questo compito, non chiudersi timorose. Questo nostro incontro nello spirito di Assisi richiama la funzione unitiva e universale delle religioni. Così si costruisce la civiltà del vivere insieme: dando anima alla ricerca di unità.
In secondo luogo, la civiltà del vivere insieme ha bisogno d’Europa. Profittando della presenza della Cancelliera Merkel che con la Germania si assume crescenti responsabilità nella crisi economica, vorrei dire: il mondo ha bisogno di un’Europa forte e unita. L’affievolimento dell’Europa è una tragedia. La sua scomparsa non avviene come l’inabissamento di Atlantide; bensì si consuma –giorno dopo giorno- nella fine dei sogni della gente, quando manca una visione o è assente una speranza più larga del desiderio di sopravvivere. Così diventa abitudine collettiva vivere senza ideali per il domani. Così i paesi europei diventano come anziani “pensionati” nella grande storia.
Noi europei non siamo “separati in casa”, solo uniti dal passato. Altrimenti, nella crisi economica, si farà appello all’Europa nel bisogno, ma non si investirà per costruire la casa comune del futuro. Se noi europei vogliamo esistere nel futuro, dare il contributo del nostro umanesimo al mondo, dobbiamo farlo insieme. Per questo, c’è bisogno di radicare nelle menti e nei cuori l’ethos di una casa comune europea. Gli europei sono destinati a vivere di più insieme e a scegliere insieme.
Bisogna fare i conti però con i sentimenti dei popoli, nella morsa della crisi, spaventati dai grandi orizzonti, timorosi dell’invasione di altri e di un futuro sconosciuto. Politici senza scrupolo utilizzano le paure. Si pensa a piccole patrie. Ma la nostra heimat non dura senza Europa. Il futuro della nostra civiltà ha bisogno dell’Europa. Altrimenti si resta prigionieri della cronaca nei dibattiti dei nostri paesi, gridati e dimenticati con rapidità. Non è storia, ma cronaca. Così ci si consuma.
L’Europa deve riprendere a fare la storia. Non potrà lasciare vuoto il suo posto. Non potrà ridurre la sua cattedra a una manciata di sgabellini per i suoi piccoli paesi. L’Europa unita è decisiva per la civiltà del vivere insieme su scala mondiale. Affermava Maurice Schuman: “L’Europa unita prefigura la solidarietà universale del futuro”. Conosciamo i limiti nostri, delle nostre classi intellettuali e dirigenti. Ma la causa europea è cosa troppo seria per lasciarla a pochi. Occorre far crescere una passione e un ethos condivisi per questa causa nei cuori. Le difficoltà sono tante. Ma un grande maestro ebraico del passato, Hillel, non rassegnato alla mediocrità dei contemporanei diceva (in modo forse un po’ maschilista): “Quando mancano gli uomini, sforzati tu di essere uomo!”. C’è una forza irresistibile nelle mani di quegli uomini e di quelle donne che scelgono di vivere in modo pienamente umano.      

Andrea Riccardi

APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti


Messaggio
di Papa  Benedetto XVI


Incontro di dialogo tra le religioni, Monaco di Baviera 2011


NEWS CORRELATE
24 Ottobre 2011

Lo Spirito di Assisi: 25 anni di preghiera per la pace

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL | RU
24 Luglio 2010

Si tiene a Barcellona, in Spagna, dal 3 al 5 ottobre, il prossimo Incontro di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali: "Famiglia di popoli, Famiglia di Dio"

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL
20 Luglio 2016

Le religioni mondiali tornano ad Assisi per dare voce alla sete di pace dei popoli


L'incontro internazionale per la pace si terrà dal 18 al 20 settembre, a 30 anni dalla storica preghiera voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL
6 Settembre 2017

Perchè le #stradedipace passano per Münster-Osnabrück? Capire un crocevia della storia europea


I 500 anni della Riforma di Lutero e la pace di Westfalia, spiegate in due semplici schede
IT | DE
20 Marzo 2017
MOSCA, RUSSIA

La carità nelle differenti tradizioni religiose: a Mosca una serata di dialogo nello Spirito di Assisi


Conferenza di Sant'Egidio in Russia con i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste
IT | DE
20 Luglio 2016
PERUGIA, ITALIA

Oggi a Perugia si presenta l’incontro internazionale di Assisi per la pace che si terrà dal 18 al 20 settembre


A 30 anni dalla grande Preghiera delle Religioni mondiali. Marco Impagliazzo e il vescovo Sorrentino presenteranno l’evento promosso da Comunità di Sant’Egidio, diocesi di Assisi e Famiglie Francescane
IT | ES
tutte le news correlate

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
21 Settembre 2017
Credere La Gioia della Fede
Nel 2018 l'Incontro per la pace torna in Italia
16 Settembre 2017
Famiglia Cristiana
La preghiera può spostare montagne di odio
15 Settembre 2017
Kirchenzeitung Köln
Die anstrengende Arbeit am Frieden
14 Settembre 2017
Deutsche Welle
"Dialog der Religionen ist nötig"
13 Settembre 2017
Domradio.de
"Wege des Friedens"
tutta la rassegna stampa correlata