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12 Settembre 2011 16:00 | Hochschule für Philosophie

Le donne e le religioni di Lisa Palmieri - Billing



Lisa Palmieri - Billig


American Jewish Committee, USA

Cari amici, quest´anno celebriamo il 25° anniversario dello storico incontro fra i leader delle religioni chiamati ad Assisi dall´indimenticabile Papa Giovanni Paolo II, recentemente beatificato. La Comunità di Sant’Egidio si è fatta carico di continuare questa tradizione, e per un quarto di secolo non ha mai mancato di organizzare un incontro ogni anno in diverse parti del mondo.

Io ho il grande onore di essere presente come delegata e come giornalista in ogni incontro e quindi posso testimoniare di quanto questi incontri siano stati significativi nell’assistere alla nascita dell’amicizia fra uomini e donne di ogni possibile formazione, spesso provenienti da paesi senza reciproche relazioni diplomatiche o in guerra con altri. Questi legami di amicizia hanno prodotto conseguenze di larga portata, e io sono felice di poter continuare a partecipare a questo processo in evoluzione di costruzione della pace.
Oggi infine, noi stiamo vivendo in un’ epoca di dialogo inter-religioso e di cooperazione inter-religiosa con lo scopo di creare un mondo migliore. Noi ancora continuiamo a imparare ciò che riguarda le  nostre diverse abitudini e discipline delle nostre tradizioni che riguardano il culto, la fede, la vita della famiglia, le filosofie esistenziali e gli atteggiamenti verso le diverse fedi e i non credenti.
Riguardo al nostro tema, “Le donne e le religioni”, un tema fondamentale anche se non sembra così a un primo sguardo, mi piacerebbe raccontarvi una storia – una midrash contemporanea, se volete.
La storia è avvenuta in un incontro come questo, in cui i rappresentanti delle religioni mondiali hanno deciso di sincronizzare le loro preghiere, accordandosi su una domanda determinante alla quale speravano di ottenenre una risposta. “ Signore” hanno detto “ quale delle nostre religioni e quale delle nostre vie religiose contiene la verità?”
Il Signore rispose, tuonando simultaneamente nelle coscienze di ognuno di quelli che lo interrrogavano, “Voi siete tutti incorsi in un grande frainteindimento: io non ho mai parlato a ognuno di voi di religione. Io sono il Signore vostro Dio, e ho detto a tutti che il vostro precetto di base deve essere non fare agli altri quello che non volete sia fatto a voi stessi. Questo contiene in esso tutti i precetti positivi come per esempio- fare agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi- cioè rispettare le necessità degli altri ( che possono essere diverse dalle vostre),  comportarvi con amore, misericordia, gentilezza, cortesia, onestà, generosità, ottimismo, gioia e creatività, accertandovi che le necessità dei corpi e delle menti siano riconosciuti allo stesso modo per ogni persona di ogni livello di ogni società che avete creato, permettendo a tutti di gustare le bellezze del mondo, salvaguardando tutti e ogni vita, la salute e il benessere di tutti i popoli allo stesso modo, e rispettando le vite degli animali e delle piante... la lista è infinita. Quello che fate agli altri, lo fate a ME. E quando lavorate per la pace e l’armonia, io sono con voi. E quel che rimane è lo studio- come una volta ho detto a Rabbi Hillel, un mio discepolo, rabbi più di 2000 ani fa. Così ora andate e studiate, leggete i libri sacri, e anche studiate la letteratura, la filosofia, la scienza e l’arte che sono state create dal genere umano nel mondo con l’aiuto del mio Santo Spirito. E in ogni modo ricordatevi che io ho creato le donne come gli uomini a mia immagine. Io ho creato le donne per essere compagne degli uomini, e ci deve essere eguaglianza fra loro, perchè le donne devono essere la metà mancante degli uomini e non le loro serve senza salario o peggio ancora le loro schiave.”
Questo è in breve secondo la storia, il messaggio ricevuto contemporaneamente da tutti i leader delle diverse religioni del mondo, uniti in preghiera in un recente Summit Interreligioso.
Così poichè questo Messaggio ci ricorda che gli uomini e le donne sono stati entrambi creati a immagine divina e ogni sesso deve essere completato dall’altro, noi potremmo riflettere per un momento, se la situazione delle donne oggi nelle numerose diverse culture religiose del mondo corrisponde a questo precetto.
Le nostre scoperte sono probabilmente lugubri. La stragrande maggioranza di tutte le culture religiose sono di dominio maschile e i ruoli delle donne sono stati definiti e circoscritti soprattutto senza il consenso istruito e informato dell’altra metà dell’uomo. Le discriminazioni prendono diverse forme, a cominciare dalle meno forti, che riguardano la possibilità per le donne di officiare in molte religioni, fino a una quasi totale negazione della libertà e dei diritti umani che riguarda una mancanza di libertà della donna di avere un’istruzione, uno stile di vita individuale, di cercare o rifiutare la scelta di relazioni amorose, del matrimonio o di una vita indipendente da single, la scelta di vestire in abiti tradizionali o moderni, di viaggiare e di scoprire i tesori molteplici delle varietà di vedute del mondo...
Le donne che non obbediscono alle regole codificate dalle culture religiose dominate dagli uomini sono spesso soggette a segregazione e/o a punizioni violente. Spesso esse sono condizionate dall’infanzia ad accettare matrimoni poligami e/o a coprire il loro corpo dalla testa ai piedi, non potendo esporsi ai salutari benefici del sole.
Gli uomini possono ottenere il divorzio più facilmente delle donne. Le usanze barbariche antiquate come la mutilazione genitale femminile o l’isolamento delle vedove o i matrimoni combinati di spose bambine, ancora esistono nelle culture religiose dove i livelli di istruzione ed educazione restano in genere molto bassi e il divario tra ricchi e poveri è abissale.
Nessuna società, nè religiosa nè laica è immune dall’ineguaglianza dei generi. Nel cosiddetto mondo sviluppato, le statistiche mostrano che le donne sono di solito pagate meno degli uomini per lo stesso lavoro, e sono raramente promosse a posizioni di dirigenza.
E ancora la verità ironica che galleggia sulla superficie delle nostre coscienze perchè tutti la vedano, è che le donne che sono state garantite con opportunità di libertà ed istruzione, eccellono nel loro campo, spesso superando i loro colleghi maschi.
Nella sfera economica le donne sono state le eroine di storie notevoli di successo relative al ben noto sistema di prestiti di minicredito per aiutare a iniziare piccole imprese nelle nazioni più povere. In percentuale esse superano di molto i loro uomini nel produrre profitto, restituendo i loro prestiti puntualmente, e fornendo guadagno per le loro famiglie e i loro amici. Non per generalizzare ma i risultati hanno mostrato che mentre la grande maggioranza delle donne fanno di questi prestiti un lavoro, gli uomini nelle loro società impiegano meno sforzo e sono inclini a spendere il denaro per altri scopi da quelli stabiliti.
La visione dell’umanità del Creatore del nostro mondo secondo le religioni è definito da attributi che includono “le qualità femminili”. Alcune di queste sono chiamate: amore, generosità, gentilezza, tenerezza, empatia e compassione, amore materno che abbraccia tutti, cibo procurato per il corpo e l’anima, capacità di perdonare, generosità e altruismo ecc..
Figure santamente materne abbondano nelle nostre culture religiose, ma spesso c’è una scissione mentale fra l’ideale utopico e romantico e il modo con cui gli esseri umani femminili sono visti dai loro uomini.
Il ruolo della maternità attraverso cui passano le donne in genere ci fa accettare più probabilmete la debolezza umana e ci porta a rifiutare di accettare le ideologie dove il fine giustifica i mezzi. Certo ci sono molte eccezioni a questo ruolo ma nella nostra esperienza europea e americana, così spesso quelli che si alzano e parlano contro la violenza e l’ingiustizia – dai casi individuali alle nazioni – sono donne di ogni contesto, incluse la recente immigrazione.
 Queste donne stanno diventando baluardi contro l’uso della violenza e del terrore per realizzare utopie astratte e fuorvianti. Esse preferiscono “non fare agli altri quello che loro non vorrebbero fosse fatto a loro” e fare agli altri , qui e adesso quello che vorrebbero per se stesse. Sono aperte a apprendere altre culture, disposte ad aprire la loro mente attraverso un’istruzione più elevata, aperta a nuove amicizie e relazioni con coloro che condividono i nostri principali valori positivi nei differenti contesti religiosi e culturali, aperte al rispetto delle diversità.
Penso che tutti noi, qualsiasi sia il nostro credo religioso individuale, dobbiamo concludere che se noi veramente diamo valore alla pace e vogliamo dare il nostro piccolo contributo per aiutare ad alleviare la sofferenza, per creare possibilità di una maggiore libertà, armonia e gioia nei nostri tempi, noi dobbiamo dare alle donne più opportunità per svilupparsi liberamente e contribuire più profondamente alle nostre civiltà sempre più multiformi.
Facendo ciò, noi saremo anche attenti alla chiamata del nostro Creatore a considerare le donne come la metà necessaria degli uomini, ugualmente create a immagine divina.
Investire le donne di maggior potere, è la chiave per il cambiamento democratico, per riformare le società eliminando i pregiudizi, l’intolleranza e gli estremismi, per stare uniti nella nostra comune battaglia, per raggiungere i diritti umani univarsali e – si! – dare maggior forza alle nostre economie vacillanti, Est , Ovest, Nord, Sud, creando spazio e opportunità al genio femminile!

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Messaggio
di Papa  Benedetto XVI


Incontro di dialogo tra le religioni, Monaco di Baviera 2011


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