change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - sarajevo...o e pace contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Dal 10 dicembre, grande vendita di beneficenza a Roma per sostenere i pranzi di Natale con i poveri.

Tutti i giorni fino al 23 dicembre e dal 2 al 6 gennaio. Orari e indirizzi.

Il Pranzo di Natale della Comunità di Sant'Egidio: prepariamo insieme una tavola larga come il mondo

Tutti i modi per aiutare: i centri di raccolta dei regali, il Rigiocattolo, come donare, come contattarci

Il pranzo di Natale di Sant'Egidio per una famiglia senza confini. Aiutaci a prepararlo!

APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti

 
versione stampabile
10 Settembre 2012 09:30 | Sarajevo National Theatre

Ecumenismo e carità



Kurt Koch


Cardinale, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Santa Sede

l. Il collegamento tra la parola ecumenismo e la parola carità è in fondo un pleonasmo linguistico. L'ecumenismo è, esso stesso, un movimento della carità. A lui dobbiamo il fatto che cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali non si considerano più come nemici e neppure più come semplici persone che vivono le une accanto alle altre, le une di fronte alle altre, ma piuttosto si percepiscono, si riconoscono e si apprezzano come fratelli e sorelle nella fede in virtù del loro battesimo comune. Pertanto, dall'inizio del movimento ecumenico, si fa una distinzione tra ecumenismo della carità ed ecumenismo della verità e si parte dal presupposto che la prima forma è condizione indispensabile per la seconda e che entrambe si chiamano e si appoggiano a vicenda. Il motivo più profondo del legame che l' ecumenismo ha con la carità risiede nel fatto che l'ecumenismo, come ricerca dell'unità nella fede che è andata persa nel corso della storia a causa di tragici sviluppi, è una priorità che sta a cuore a nostro Signore Gesù Cristo, il quale, nella sua preghiera sacerdotale, ha implorato il Padre affinché tutti i suoi discepoli siano una cosa sola. Se l'ecumenismo non è semplicemente inteso in maniera filantropica ma viene motivato davvero cristologicamente, altro non può essere che partecipazione alla preghiera sacerdotale di Gesù e dunque disponibilità a conformarsi al desiderio di Gesù di unità nella carità e a far propria la sua preghiera. È dunque dalla preghiera sacerdotale di Gesù che si può comprendere al meglio cosa significa ecumenismo della carità.

2. Nella preghiera di Gesù emerge innanzitutto che Gesù non comanda l'unità ai suoi discepoli e neppure l'esige da loro, ma prega per essa. Tale costatazione implica per l'ecumenismo che la preghiera per l'unità dei cristiani è il segno distintivo fondamentale di tutti gli sforzi ecumenici e rappresenta il primo servizio della carità di cui i cristiani si fanno vicendevolmente dono. Nel conformarsi alla preghiera di Gesù, la nostra preghiera per l 'unità è già una prova di carità ed esprime la convinzione che non siamo noi a fare l'unità ma possiamo soltanto riceverla in dono da Dio. La carità ecumenica dà prova di sé innanzitutto nel fatto che annunciamo Dio come donatore di unità, come ha osservato Papa Benedetto XVI durante la celebrazione ecumenica nella Chiesa dell'ex-convento degli Agostiniani a Erfurt in occasione della sua visita in Germania lo scorso anno: "Il nostro primo servizio ecumenico in questo tempo deve essere di testimoniare insieme la presenza del Dio vivente". Nella rivelazione cristiana, la carità non è una mera qualità che appartiene tra le altre a Dio e con la quale Dio ama noi uomini. La Sacra Scrittura identifica, piuttosto, Dio stesso con la carità ed esprime tale concetto nella celebre affermazione: "Dio è amore" (l Gv 4, 16). Di questa definizione di Dio, che è certamente la più bella, noi non possiamo semplicemente prendere atto in maniera teorica e poi iscriverla all'ordine del giorno, magari all' ordine del giorno ecumenico; piuttosto, possiamo testimoniarla solo tramite una credibile testimonianza di carità tra battezzati, tra Chiese e Comunità ecclesiali cristiane. L'impegno ecumenico e la convivenza ecumenica sono precisamente la finestra attraverso la quale gli uomini oggi devono poter vedere il Dio della carità.

3. Il Dio che noi nella comunità ecumenica dobbiamo annunciare non è un Dio lontano dal mondo od una mera ipotesi sull'origine del cosmo. Questo Dio, piuttosto, ha un volto e lo ha mostrato a noi uomini nel fatto che è diventato uno di noi in Gesù Cristo, il quale desidera attirarci nel suo amore verso il Padre. Nella sua preghiera sacerdotale, Gesù prega dunque in modo molto preciso per l'unità dei discepoli: "perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me" (Gv 17,22). Nel ravvisare nell'unità trinitaria di amore tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo il più profondo fondamento dell'unità dei discepoli, Gesù ci indica il cammino da seguire per vivere l'ecumenismo della carità tra noi cristiani e testimoniarlo quotidianamente. Se infatti la vita intratrinitaria è il modello cristallino dell'unità tra i discepoli, allora l'unità impetrata altro non può essere che unità nella diversità con un arricchimento vicendevole e il vero fulcro della carità nel senso del riconoscimento dell'altro precisamente nella sua alterità, consiste nel fatto' che sempre più noi cristiani ci rispettiamo e ci riconosciamo come veri cristiani, il che implica molto più di una semplice tolleranza, ovvero, in tutta la nostra diversità, una comune adesione a Gesù Cristo e, di conseguenza, gli uni agli altri. Una testimonianza comune della carità di Dio è allora possibile soprattutto se i cristiani e le diverse Chiese agiscono secondo la regola di vita ecumenica che consiste nel partecipare anche alla vita delle altre comunità ecclesiali, e questo in un luogo concreto come in ogni luogo, nella gioia come nella sofferenza. L'ecumenismo della carità significa quindi che là dove una comunità ecclesiale si rallegra, le altre si rallegrano con lei e là dove una comunità ecclesiale soffre, le altre soffrono con lei.

4. Mentre la gioia condivisa è perlopiù facile, la vera sym-patheia rappresenta una grande sfida. Solo essa però è l'autentico banco di prova della carità ecumenica, come ci mostra Cristo stesso, che ha totalmente concretizzato il suo amore per noi uomini donando per noi la sua vita sulla croce. La croce è il segno più evidente del fatto che Dio non si è accontentato di dichiarare il suo amore per noi uomini soltanto a parole, ma ha lui stesso pagato per esso un caro prezzo. Sulla croce Dio ha messo fine all'inimicizia tra gli uomini ed ha fondato la riconciliazione. Il vero ecumenismo della carità continua dunque a nascere sotto la croce, dove Dio chiama i suoi ali ' unità. E precisamente oggi Dio mostra inesorabilmente all'ecumenismo il suo posto sotto la croce; noi siamo chiamati insieme ad accettare questo posto, a restare sotto la croce, ad imparare in modo nuovo a rimanere fedeli alla croce. Ciò ha per conseguenza soprattutto il fatto che l'ecumenismo cristiano deve oggi sviluppare una particolare sensibilità per la situazione di quelle persone che sono costrette a sperimentare nella loro vita la sofferenza e la croce e deve riconoscere nei volti di costoro il volto dolorante del crocifisso. L'opzione prioritaria per i poveri scoperta nel movimento ecumenico ha bisogno oggi in modo particolare di un approfondimento cristologico. Infatti tale opzione è radicata nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi uomini per renderei ricchi attraverso la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9). Tale opzione prioritaria per i poveri è urgente al momento anche tra i cristiani stessi, poiché il cristianesimo oggi giorno è la religione più perseguitata nel mondo e poiché tutte le Chiese e le Comunità ecclesiali hanno i loro martiri, tanto che si può parlare di un vero e proprio ecumenismo dei martiri. Essendo il cristianesimo diventato nuovamente una Chiesa di martiri alla fine del secondo millennio e all'inizio del terzo, l'ecumenismo dei martiri rappresenta un'importante prova per l'ecumenismo della carità. Esso ci invita a riscoprirci nuovamente in Simone di Cirene e ad aiutare altri cristiani a portare la loro pesante croce.

5. Soprattutto l'ecumenismo degli afflitti e dei martiri ci rende consapevoli del fatto che l'ecumenismo della carità non può chiudersi in se stesso ma deve irradiarsi nel mondo, come ci mostra Gesù, che ha pregato per l'unità dei suoi discepoli "perché ... il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me" (Gv 17,23). Con questa proposizione finale (''perché"), Giovanni ci dice che l 'unità dei discepoli di Gesù non è un fine in sé, ma è al servizio della credibilità della missione di Gesù e della sua Chiesa nel mondo. Questa finalità della ricerca ecumenica dell'unità ci viene ricordata con particolare enfasi anche dalla prima Conferenza sulla Missione nel Mondo tenutasi ad Edimburgo nel1910. Ai partecipanti era ben chiaro lo scandalo insito nel fatto che le varie confessioni cristiane si facevano concorrenza nel lavoro missionario ed in tal modo danneggiavano la credibilità dell'evangelizzazione cristiana. Da allora, con il riconoscimento che la divisione dei cristiani costituisce il maggiore ostacolo per la missione nel mondo, l'evangelizzazione è diventata in maniera sempre più evidente un importante tema all'ordine del giorno ecumenico. Anche e precisamente nel mondo di oggi la testimonianza cristiana deve avere una chiave musicale ecumenica, affinché la sua melodia non sia cacofonica ma sinfonica. In particolare, il progetto di una nuova evangelizzazione, necessario davanti alla secolarizzazione così avanzata nelle nostre società, può essere realizzato e assunto in maniera credibile attraverso una responsabilità ecumenica soltanto se si attua in quell'ecumenismo della carità che vuole essere testimonianza dell'amore di Dio, manifestatosi in Gesù Cristo. Ma l'ecumenismo può essere lievito dell'amore di Dio nel mondo odierno soltanto se, nel suo stesso spazio vitale, agisce secondo la regola comprovata: unità nelle cose essenziali, libertà in caso di dubbio, ma in tutto carità. È la prassi della carità nell'ecumenismo e la sua testimonianza all' esterno che proveranno se il legame tra la parola ecumenismo e la parola carità è davvero un pleonasmo linguistico.

 

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

Programma Italiano
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

NEWS CORRELATE
19 Novembre 2016

Il patriarca della Chiesa assira Mar Gewargis III visita Sant'Egidio: "Questa fraternità ci dà speranza"

IT | ES | DE | PT | CA | HU
4 Novembre 2016
LOME, TOGO

Lo Spirito di Assisi continua a soffiare in Africa: l'incontro ''Sete di Pace'' in Togo

IT | ES
3 Novembre 2016
BUDAPEST, UNGHERIA

Spirito di Assisi in Ungheria: cristiani, ebrei e musulmani si incontrano a tavola con i poveri di Budapest


Una giornata di solidarietà e dialogo interreligioso organizzata dalla Comunità di Sant'Egidio e dal Consiglio Cristiano-Ebraico ungherese insieme ai rappresentanti delle tre religioni monoteiste.
IT | ES | DE | FR | RU
2 Novembre 2016
ROMA, ITALIA

Firmato l'Accordo di amicizia tra Sant'Egidio e Rissho Kosei-kai: dialogo e passione per le sfide del nostro tempo

IT | ES | DE | FR | PT | RU
27 Ottobre 2016

A 30 anni dalla preghiera per la pace di Assisi: l'impegno delle religioni necessario per arginare guerre e terrore


L'editoriale di Marco Impagliazzo su Huffington Post in occasione del 30° anniversario della Giornata di preghiera voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES | DE | FR
27 Ottobre 2016
Comunicato stampa

Lo Spirito di Assisi ancor più necessario in un mondo lacerato da guerre e divisioni


30 anni fa la preghiera delle religioni voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
7 Dicembre 2016 | LONDRA, REGNO UNITO

A Londra c'è una tavola apparecchiata per i poveri, si chiama ''Our Cup of Tea''. Il video della BBC


Il documentario della TV britannica sull'appuntamento fisso di anziani e persone senza dimora a Londra con la Comunità di Sant'Egidio.
IT | EN | DE | FR
6 Dicembre 2016 | GINEVRA, SVIZZERA
Comunicato Stampa

Sant’Egidio diventa Osservatore permanente al Consiglio dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni


Firmato un Memorandum di intesa per promuovere e realizzare nuove attività di assistenza rivolte ai migranti in difficoltà
IT | ES | DE | FR | PT
6 Dicembre 2016

A Natale aiuta una madre a far nascere un bambino sano: regala un'adozione a distanza!


Con la terapia offerta nei centri DREAM in Africa preveniamo la trasmissione del virus HIV al bambino
IT | ES

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
28 Novembre 2016
FarodiRoma
La preghiera per la pace da Wojtyla a Bergoglio in un libro di Paolo Fucili
18 Novembre 2016
Avvenire
Il convegno. Cattolici ed evangelici il dialogo «del fare»
18 Novembre 2016
L'Osservatore Romano
Insieme per la pace
18 Novembre 2016
SIR
Ecumenismo: mons. Spreafico, “una spinta per le nostre Chiese ad uscire”
3 Novembre 2016
Zenit
Sant’Egidio: accordo di amicizia con la Rissho Kosei-kai
tutta la rassegna stampa correlata

LIBRI
La parola di Dio ogni giorno 2017



San Paolo
Martiri d'Albania (1945-1990)



La Scuola
altri libri

08/12/2016
Festa dell'Immacolata Concezione di Maria

Preghiera ogni giorno


COME SEGUIRE L'EVENTO
Sarajevo 2012

Si Ringrazia

Per Natale, regala il Natale! Aiutaci a preparare un vero pranzo in famiglia per i nostri amici più poveri