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11 Settembre 2012 09:30 | Mayor Seminar of Sarajevo (Hall Paul VI)

Sarajevo 20 anni dopo: dallo scontro all'incontro?



Alija Behmen


Sindaco di Sarajevo

Egregi
Eccellenze
Eminenze
Cari organizzatori e partecipanti alla Conferenza
Signore e signori

Benvenuti nel cuore della Bosnia-Erzegovina, a Sarajevo, una città che continuamente rinasce e si trasforma, però allo stesso tempo rimane fedele alla sua anima multiculturale e ai suoi noti valori di civiltà. 
La scelta di ospitare a Sarajevo questa conferenza non è casuale. Sarajevo è stata da sempre un luogo d’incontro, quindi luogo dove ci si incontra, luogo di pacificazione, dove si compenetrano e si completano diverse tradizioni e culture. Appartiene alla stessa essenza di Sarajevo l’essere la città degli uomini, la città dei ponti, la città aperta, creata principalmente per le persone a prescindere dalle loro appartenenze religiose, etniche, culturali, linguistiche o di altro tipo.  Quest’ultima guerra, che le generazioni degli abitanti di Sarajevo hanno superato con la saggezza e con la pazienza, così come le guerre del passato, non poteva distruggere il culto della convivenza nel bene e nel male.
Sono poche le città che apprezzano la pace come Sarajevo, e sono poche le comunità in cui il valore della pace è stimato come nella capitale della Bosnia-Erzegovina. E mentre in molte parti del mondo la preservazione della pace è una questione accademica, a Sarajevo, in Bosnia-Erzegovina e nei Balcani la pace è ancora oggi molto vulnerabile ed è ostaggio di politici irresponsabili. La vostra presenza qui ed oggi, non è quindi solo l'occasione per inviare un messaggio sulla santità della pace al mondo intero, ma è anche l’occasione per rafforzarla ancora di più; la vostra amicizia con Sarajevo è una garanzia che la lezione del più lungo assedio della storia moderna non rimarrà ignorata.
I cittadini di Sarajevo, di tutte le nazioni, di tutte le religioni ed orientamenti politici, hanno nel recente passato, ma anche in quello più lontano, eroicamente sopportato l'assedio e gli attacchi contro la loro città; hanno resistito a numerose e varie sfide e con il loro comportamento hanno dimostrato ancora una volta che questa città non risponde all'ostilità con l’antipatia, al fascismo col fascismo, non risponde all'odio con l'odio.
Queste sono le ragioni del mio orgoglio e del privilegio di rivolgermi oggi a voi, dell'onore di parlare come sindaco ma anche come cittadino di Sarajevo, che quest'anno festeggia tre giubilei importanti: 550 anni dalla sua fondazione, 67 anni dalla liberazione dal fascismo, 20 anni dall'inizio dell'assedio della città.
Già più di mezzo millennio fa, cioè nel febbraio 1462, quando fu fondata da Ishakovic Isa-beg, Sarajevo era un osso (noce) troppo duro per ogni conquistatore, e anche per molti imperi che, però, a dire la verità, hanno lasciato il loro segno sullo sviluppo e sulla vita di questa città. Il dominio ottomano ha plasmato l'architettura, ma anche la vita della nostra città come un centro di commercio e di artigianato. L'Austria-Ungheria ha portato lo spirito europeo e la cultura industriale. Già a quel tempo a Sarajevo convivevano in piena uguaglianza musulmani, ortodossi, cattolici ed ebrei. I loro luoghi di preghiera sono ancor oggi gli uni accanto agli altri; nel centro della città vecchia, nel raggio di poche centinaia di metri -  potete vedere la moschea, la cattedrale, la cattedrale ortodossa, la sinagoga.
Della natura cosmopolita di Sarajevo parlano numerose fonti storiche, testimoniando che questa città è sempre stata un luogo di incontro e rifugio per coloro che erano alla ricerca di più verità, più giustizia e più libertà. Fuggendo dalla spada dell’Inquisizione, in Bosnia - Erzegovina, a Sarajevo dal 1492 cominciarono a stabilirsi gli ebrei sefarditi provenienti dalla  Spagna. Già nel lontano 1865, la presenza nel primo Consiglio Comunale della Città di Sarajevo - Beledija, di 6 ortodossi, 5 musulmani, 4 ebrei e 3 cattolici, nel rispetto reciproco, affermava i valori universali di uguaglianza umana. Ancora oggi, la città di Sarajevo ha uno schema organizzativo multietnico. Il consiglio comunale ha 28 consiglieri (sette delegati da 4 comuni urbani): 13 bosniaci, 6 croati, 6 serbi e 3 consiglieri Altri. Ai Bosniaci, Croati e Serbi, come popoli fondatori, si garantisce un minimo del 20% dei seggi del Consiglio comunale, e agli Altri almeno tre posti, a prescindere dai risultati delle elezioni. Inoltre, le cariche principali della città sono divise tra i rappresentanti dei popoli fondatori.
Lo slancio dell’architettura Austro-Ungarica fu interrotto in Bosnia nel 1914, anno in cui furono uccisi Francesco Ferdinando e sua moglie Sofia. Come è noto, questo atto violento è stata la causa dello scoppio della Prima guerra mondiale. Nel periodo tra le due guerre mondiali, la Bosnia e Sarajevo facevano parte del Regno di Jugoslavia, tempo che negli annali della storia viene ricordato come un tempo senza eventi e senza nessuna realizzazione architettonica importante ...

Poi viene il SEI APRILE – la data più significativa del violento e glorioso passato di questa città, che ha moltiplici significati: 6 Aprile 1941 Sarajevo ha intrapreso la sua prima resistenza antifascista; 6 aprile 1945 la città fu liberata dall'occupazione fascista; 6 aprile 1992 all'apice della sua forza, potenza e bellezza, ancora una volta, questa città, fu attaccata dal fascismo. In questi tre aprile, sono stati attaccati, ma anche difesi i principi di base della odierna Europa unita.

La trasformazione di Sarajevo in una moderna città europea è avvenuta dopo la Seconda guerra mondiale. Sarajevo si espande territorialmente e diventa una città con dieci comuni; diventando nella allora Jugoslavia la seconda città per estensione e la quarta per numero di abitanti. Vista la crescita costante della popolazione, Sarajevo inizia ad espandersi con la costruzione di nuovi complessi residenziali. Sarajevo diventò un potente centro economico e tecnologico con una produzione destinata anche all'esportazione. In poco tempo furono creati veri giganti economici: Energoinvest, Šipad, Famos, Hidrogradnja, Vranica, UPI, TAS, UNIS, importanti non solo per la regione della Bosnia-Erzegovina e della ex Jugoslavia, ma anche per il mondo intero. Il più grande sforzo nella costruzione architettonica della città, fu raggiunto negli anni precedenti i XIV Giochi Olimpici Invernali, quando furono costruite o ristrutturate la maggior parte delle strutture sportive e turistiche, sia in città sia sulle montagne dove si svolsero le olimpiadi: Jahorini, Bjelašnici, Igmanu i Trebeviću.
I Giochi Olimpici Invernali del 1984 sono finora l’unica Olimpiade tenuta nei Balcani e rappresentano uno dei momenti più brillanti della storia della nostra città. Siamo molto orgogliosi del fatto che le autorità internazionali hanno definito le Olimpiadi di Sarajevo come quelle meglio organizzate fino ad allora.

Purtroppo, è arrivato il 6 aprile 1992, anno in cui le formazioni paramilitari serbe hanno aperto il fuoco sui cittadini di Sarajevo riuniti in una manifestazione di  protesta davanti all'Assemblea della Repubblica di Bosnia-Erzegovina chiedendo la pace sia per la loro città sia per la Bosnia-Erzegovina. Ma, benché Sarajevo divenisse la capitale dello Stato indipendente della Bosnia-Erzegovina, riconosciuto a livello internazionale, essa entrò nel cataclisma della guerra e di quattro anni di assedio nei quali furono uccisi molti suoi cittadini e cittadine.  L’economia fu devastata, come furono devastati i servizi pubblici e le infrastrutture urbane.
Di questa tragica storia recente ci parla il memoriale eretto ai Bambini assassinati nella Sarajevo assediata dal 1992 al 1995.  Ce la ricordano anche decine di memoriali ai caduti durante i quattro anni di assedio, e sono sicuro che arriverà presto il momento in cui questa città avrà un Memoriale alle vittime dell'assedio di Sarajevo dal 1992 al 1995., la cui idea della creazione ha lanciato un gruppo di consiglieri del Consiglio Comunale dello SDP. Vorrei ricordare anche il Museo dell'assedio - COLLEZIONE FAMA - che dovrebbe essere costruito, e che sarà, tra altro, un museo interattivo.
Sarajevo è sopravvissuta, diventando una capitale morale, un simbolo di anti-fascismo. Sarajevo - una città - eroe dello spirito olimpico indistruttibile, si ò sollevata dalle ceneri di  nuovo in piedi. Con il sostegno della Comunità internazionale e di molti nostri amici, Sarajevo è stata fisicamente ristrutturata in poco tempo. Inoltre, con i nostri sforzi e le nostre risorse, abbiamo fatto molto per cambiare l'immagine di Sarajevo, che è diventata una città moderna, europea, un centro di successo notevole.

Quando ho assunto l’incarico di sindaco di Sarajevo nel gennaio 2009 ho detto: "Non posso e non voglio promettere una utopica città del sole. La crisi in cui versa non solo la città ma l'intero Paese, e anche il nostro pianeta, è una crisi molto profonda e complessa". Ma nella misura consentita dai poteri conferiti, questa amministrazione comunale con me a capo ha fatto, fa e farà tutto il possibile – sempre e solo - nell'interesse e per il benessere dei suoi cittadini.

Sarajevo, per la quale dobbiamo e vogliamo combattere, è Sarajevo capitale della Bosnia ed Erzegovina; Sarajevo, con un forte governo locale che si prenderà cura di se stessa e dei suoi cittadini, Sarajevo che a tutti i suoi abitanti attuali e futuri offre una vita comune, non una semplice co-abitazione; Sarajevo con un arredo urbano organizzato, un ambiente che restaura e conserva i suoi simboli, come Vijećnica (City Hall) o la funivia di Tebević. Sarajevo come centro di attività culturali, eventi sportivi e manifestazioni turistiche ... Sarajevo è e deve sempre essere un esempio per il resto del paese: una città aperta a tutti, una città dove la gente non si apprezza per la sua origine religiosa o etnica, le opinioni politiche o per scelta di appartenenza, ma si apprezza per come contribuisce al bene generale, comune.

Sarajevo è per i suoi poteri giuridici e le sue fonti di reddito la città più svantaggiata tra tutte le capitali di stato in Europa e probabilmente nel mondo intero. Rispetto ai dieci comuni che vi erano prima della guerra, la città ora è composta da quattro comuni, abitati da 400.000 abitanti. Dopo la firma dell'accordo di pace di Dayton, Sarajevo non è diventata una città unificata, e nemmeno ha in generale assunto le caratteristiche della capitale dello stato.  All’organizzazione politico-territoriale di Sarajevo sono state tolte tutte le funzioni vitali della città, facendo in modo che la città perdesse le caratteristiche  principali, senza le quali non può funzionare né come una comunità urbana unita, né soprattutto come la capitale dello stato della Bosnia ed Erzegovina. Allo scopo di definire lo status giuridico della Città di Sarajevo, cioè la creazione di una legge sulla capitale dello stato, l'amministrazione comunale due anni fa ha lanciato delle iniziative per recuperare il patrimonio della città e le competenze che le appartengono in quanto stabilite con le disposizioni costituzionali e statutarie, ed anche dalla Carta europea sulle autonomie locali. Abbiamo ottenuto la sentenza della Corte Costituzionale che è ora in fase di realizzazione.


Anche se per noi, tutti i nostri concittadini sono uguali, a causa della difficile situazione finanziaria nella nostra società, la maggior parte dei fondi provenienti dal bilancio sono stati destinati ai cittadini che sono più vulnerabili in questo momento, quindi ai bambini e ai gruppi che si trovano in una situazione socialmente più al rischio. Li aiutiamo attraverso progetti di inserimento al lavoro; attraverso programmi per aiutare le donne che hanno appena partorito; fornendo sostegno ai pensionati ... Poiché siamo consapevoli che anche con l'educazione possiamo costruire la nostra città di Sarajevo, la nostra patria Bosnia - Erzegovina, la città offre anche ingenti fondi per borse di studio, e per gli studenti, ed sostiene anche numerosi progetti per i giovani nel settore dell’educazione. Inoltre, la città di Sarajevo è l'unica che ha lanciato un programma funzionale di prevenzione primaria della delinquenza minorile, che finora ha ottenuto risultati notevoli.

Uno degli edifici più rappresentativi della città di Sarajevo – Vijećnica-  un antico tempio del libro, alla fine di agosto ha celebrato il 20° anniversario da quando fu bruciato e distrutto, e circa due milioni di libri e documenti furono ridotti in cenere. Sarà completamente restaurato e inaugurato nel maggio del 2014 con il concerto della Filarmonica di Vienna. Il progetto di ristrutturazione di questo monumento nazionale, culturale e storico, il cui leader è Sarajevo, è ormai entrato nella sua fase finale. Nella ristrutturazione totale dell’edificio saranno investiti circa 12 milioni di euro, e si tratta di donazioni provenienti dall’Austria, dalla Commissione europea, dal Regno di Spagna, dalla città e dal cantone di Sarajevo, dalla Federazione, dalle città di Budapest, Vienna, Podgorica, Lubiana, Tirana, e Nicosia; da una biblioteca della Serbia; dalla Francia, dai Paesi Bassi, da Cipro e dalla Norvegia; e da altre istituzioni.

Per poter restituire ai cittadini il più famoso “picnic” di Sarajevo, e dopo lunghi 19 anni, l'amministrazione comunale ha avviato un progetto di "Rivitalizzazione della funivia di Trebevic." Attraverso amici e donatori che ha attivato, Sarajevo ha ottenuto da parte del centro invernale della Svizzera Grächen la donazione di una funivia, del valore di 11 milioni di marchi bosniaci, adatta per le sue caratteristiche alle nostre condizioni ambientali. La messa in funzione della funivia è prevista per l’anno 2013.

La città di Sarajevo, già per il terzo anno sta realizzando con successo un  Progetto di efficienza energetica, in collaborazione con le città di Zagabria, Skopje, Podgorica e Friburgo, ed è prevista l'adesione di Belgrado, Tirana e Ankara. Sarajevo è diventata la prima città in Bosnia-Erzegovina che ha aperto l’ufficio per l'efficienza energetica, finalmente ci sarà un unico luogo dove sarà possibile ricevere tutti i consigli necessari, notizie, informazioni e opuscoli educativi su un uso razionale dell’energia, sulle misure di efficienza energetica e sulla loro potenziale applicazione nelle famiglie. Dato che senza nuovi imprenditori e nuove aziende non vi sono nuovi posti di lavoro, è stato istituito un Business Center, il cui scopo è promuovere la città di Sarajevo a potenziali investitori dando loro servizi di consulenza e professionali, che possono facilitare e semplificare le pratiche amministrative di registrazione, rivolgendosi in particolare ai giovani imprenditori che per la prima volta aprono un’azienda a conduzione privata.


Con il programma culturale "Sarajevo – ponte europeo delle culture 2014", alla nostra città è dato un riconoscimento e la possibilità di rafforzare la sua identità di capitale europea e di affermarsi come una città che ha un posto speciale nella storia della cultura europea. L’anno 2014 è importante sia per la città di Sarajevo, sia per l'Europa e il mondo intero, perché nel 2014 si ricordano 100 anni dall'inizio della prima guerra mondiale, 60 anni dopo l'adozione della Convenzione sulla cultura, e 30 anni dai Giochi olimpici invernali di Sarajevo e dell'esistenza del festival "Sarajevo Winter".
In occasione dei cento anni dall'inizio della Prima guerra mondiale, su iniziativa del governo della Repubblica francese, Sarajevo sarà unita alla co-organizzazione dell’ evento culturale dal titolo "Sarajevo 2014", che si terrà nel mese di giugno del 2014.
Le città di Sarajevo e Sarajevo Est sono formalmente le uniche candidate per l'organizzazione del  Festival Invernale Olimpico della Gioventù del 2017 (EYOWF). La presentazione della loro candidatura si terrà a dicembre di quest'anno in occasione dell'Assemblea Generale del Comitato Europeo Olimpico in Israele. Questo progetto conferma che esiste una cooperazione eccezionale e molto feconda con Sarajevo dell’Est e il suo sindaco Sig. Vinko Radovanovićem. In aggiunta a questo vorrei sottolineare anche i progetti comuni nel settore delle infrastrutture attraverso l’agenzia SERDA, la costruzione dalla funivia di Trebevic, ed eventi culturali e sportivi, come JAHORINAFEST,  o Mezzomaratone di Sarajevo...

La città di Sarajevo diventa una meta importante per molti turisti provenienti dall’Europa e dal mondo. Cinque anni fa un sito americano, Smarter Trevel, ha classificato Sarajevo come una tra le 10 città europee che senz’altro bisogna visitare. Il prestigioso giornale Washington Post ha dichiarato la città estremamente ospitale e, secondo la guida più famosa del mondo, Lonely Planet, Sarajevo è dichiarata la 43sima  migliore città del mondo, lasciando dietro di sé Dubrovnik, Lubiana, Zagabria, Belgrado ... Nel mese di novembre 2009, la già citata guida Lonely Planet, classificava Sarajevo tra le prime 10 città al mondo da visitare! La rinomata rivista National Geographic quest'anno ha indicato la Bosnia – Erzegovina come una tra le 10 migliori mete al mondo per l'avventura.

Consapevoli delle esigenze spirituali delle persone per le quali la religione occupa un posto speciale, abbiamo incoraggiato la libertà religiosa ed abbiamo aiutato i lavori del Consiglio interreligioso che riunisce i leader delle quattro grandi religioni monoteistiche. Anche in tempi di guerra, a Sarajevo  si restaurava la vecchia chiesa ortodossa. Questo è stato un periodo in cui i membri di quella chiesa costituivano la minoranza nella città. Per stimolare il loro ritorno e per rafforzare la fiducia abbiamo dato tali esempi di buona volontà. Dopo la guerra, abbiamo ristrutturato i luoghi di culto di tutte le religioni: ortodossa, cattolica, islamica ed ebraica, e in particolare quelli che hanno un valore culturale e storico. I più vecchi e i più belli li abbiamo illuminati a festa.

Durante le feste religiose le autorità cittadine fanno decorare la città, a prescindere da quali festività religiose si tratta. Il governo della città in queste occasioni organizza ricevimenti mostrando di avere rispetto di tutti i suoi cittadini allo stesso modo, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica o religiosa. I fedeli condividono la gioia dei giorni festivi religiosi con i loro vicini di altre credenze religiose. Inoltre, continuamente sosteniamo il lavoro delle associazioni nazionali delle minoranze  che operano in città.

Riteniamo la cultura un fattore estremamente importante per la coesione, così che diamo un supporto significativo agli 11 eventi culturali che contribuiscono in modo particolare alla promozione europea e mondiale dell'immagine della nostra città: cominciando dal Sarajevo Film Festival, Sarajevo Winter Festival, MESS, Jazz, passando per le notti di Baščaršija, il Folklore Festival, il Teatro Fest , i Giorni della poesia a Sarajevo, il Festival per bambini, il Festival musicale della Bosnia, le mostre "Collegium Artisticum", fino al più recente festival il Ballet Fest, la cui terza edizione inizierà il 20 settembre prossimo. Per quanto riguarda lo  sport, sosteniamo 17 eventi sportivi, dagli sport invernali, all’atletica, al tennis, al nuoto, alla pallanuoto, agli scacchi, allo judo, alla ginnastica ... Questa Amministrazione ritiene che lo sport, in particolare lo sport collettivo sia una componente estremamente importante per l'educazione dei giovani, ed è per questo che abbiamo dato la possibilità di imparare a nuotare presso la piscina della città; di fare pattinaggio su una superficie di ghiaccio nella stagione invernale, di praticare gratuitamente lo sport che si preferisce, che non ci si potrebbe permettere a causa di problemi economici familiari. 


Signore e signori,
numerosi e sinceri amici, rappresentanti delle capitali europee e mondiali, rispettabili istituzioni e associazioni internazionali mostrano di percepire la nostra città come un interlocutore e un partner alla pari. La nostra Sarajevo non è solo un simbolo, ma anche un luogo che vuole diventare una città fiorente e una metropoli veramente europea che dimostrerà che la Bosnia-Erzegovina fa parte dell'Europa e del mondo e di tutte le iniziative che portano al progresso spirituale e materiale.

A questo proposito, una particolare attenzione è rivolta alla diplomazia della città e alla cooperazione regionale, attraverso cui le città diventano un anello fondamentale per stabilire una comunicazione più veloce, più efficiente e più concreta. Grazie a questo, la città di Sarajevo si muove decisamente nella direzione del rafforzamento delle relazioni internazionali, nel costruire ponti di cooperazione e di promozione della pace. Così Sarajevo è diventata membro di un numero significativo di associazioni internazionali (delle città che sono messaggeri della pace,  dell'Unione dell'Europa centrale e sud-orientale,  della Rete delle città balcaniche,  dell EIROCITIES, METROPOLIS, della Rete dei sindaci per la Pace, della Lega delle Città Storiche, della Coalizione Europea delle Città contro il razzismo ecc...).

È stato fatto un notevole sforzo per ricucire rapporti lacerati  e intensificare quelli già esistenti, in particolare con le città gemellate (il cui numero è salito a 26), e le città olimpiche (Innsbruck, Barcellona, Torino, Pechino, ecc) e le città sorelle (Zagabria, Lubiana, Konya, Dubrovnik, Salt Lake City, Il Cairo, Skopje, Al Ahmadi). Inoltre, la città è stata ospite oppure ha partecipato ai lavori di una serie di importanti incontri internazionali, contribuendo attivamente alla realizzazione delle condizioni necessarie ai processi di integrazione europea.

La città di Sarajevo nello stabilire partenariati più stretti vede la possibilità di avvio e la realizzazione di progetti comuni con i fondi IPO, il cui principale obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita dei cittadini, soprattutto riguardo alle infrastrutture, ai progetti sociali, all'assistenza sanitaria, la cultura ...

Sarajevo è la città che guarda al futuro, fermamente impegnata ad accettare le norme europee. Noi vogliamo costruire un futuro in Europa insieme a voi, ma anche dare un contributo alla pace nel mondo. Per questo nostro il desiderio è che la copia certificata del archivio del tribunale dell’Aia (ICTY) sia conservata a Sarajevo, per il futuro, per il processo di riconciliazione e per mettere fine alla caccia dei criminali di guerra.

Consideriamo questo importante Incontro internazionale, con il maggior numero in assoluto di partecipanti rispetto ad ogni altra manifestazione, come un grande dono per la nostra comunità. Mi auguro che la vostra presenza a questa conferenza possa produrre risultati incoraggianti per la costruzione di un futuro migliore per le nostre generazioni. Inoltre, dobbiamo dare alle nostre attività future un ulteriore impulso al rispetto reciproco, alla fiducia, aiutandoci gli uni gli altri nello spirito delle famose parole di John Kennedy: "Non chiederti che cosa la tua città possa fare per te, chiediti che cosa puoi fare tu per la tua città."

Inoltre vi invito a rivisitare Sarajevo. Molti visitatori hanno portato nei loro souvenir anche una parte della sua anima aperta e della sua ospitalità per la quale è sempre stata conosciuta. E, naturalmente, che ritorniate di nuovo in questa città!
Vi ringrazio


 

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

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