change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - sarajevo...o e pace contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

I VIDEO della marcia in memoria della deportazione degli ebrei di Roma del 16 ottobre 1943

Andrea Riccardi: "Il ricordo della Shoah come una bussola verso il futuro"

Aiutiamo i profughi rohingya rifugiati in Bangladesh

La Comunità di Sant'Egidio avvia una campagna di raccolta fondi per inviare aiuti nei campi profughi del Bangladesh in collaborazione con la Chiesa locale
APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti

 
versione stampabile
10 Settembre 2012 09:30 | Hanika Hall (close to Gazi Husrev-begova medresa)

Contributo di Cyrille Salim Bustros



Cyrille Salim Bustros


Arcivescovo greco-cattolico, Libano

Nel Medio Oriente ci sono tre religioni principali: l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam. In seno a ciascuna di queste tre religioni esistono delle correnti religiose diverse. Nel cristianesimo troviamo le varie Chiese cristiane: quelle cattoliche, ortodosse e protestanti; nell’islam ci sono diversi correnti, principalmente i sunniti, gli sciiti, gli alauiti ed i drusi. Oltre alla diversità religiosa, esiste anche una diversità etnica: gli Ebrei, gli Arabi, i Siriaci, i Greci, i Curdi, i Turchi, gli Armeni vivono gli uni accanto agli altri. Nel corso della storia questa diversità è stata fonte di guerre di religione e di guerre etniche, durante le quali ogni gruppo religioso o etnico ha cercato di dominare sugli altri.

Nonostante la formazione, nel mondo contemporaneo, di stati costituzionali, l’inimicizia tra i vari gruppi religiosi e etnici persiste ancora oggi come un fenomeno a volte esplicito, a volte latente, che è fonte di conflitti. L’appartenenza ad una religione o ad una denominazione religiosa sembra essere più importante dell’appartenenza ad uno stato o una nazione. Così gli abitanti di questi paesi, prima di riconoscersi come cittadini di uno stato: Libanesi, Siriani, Giordani, Egiziani etc., si vedono piuttosto come appartenenti ad un gruppo religioso: prima si è Sunnita, Druso o Alauita, e soltanto dopo ci si riconosce come Libanese, Siriano, Giordano o Egiziano. 

Questo fenomeno è più evidente tra i musulmani che tra i cristiani. Si può dire che gli sciiti del Libano si sentano più vicino agli sciiti dell’Iran che ai loro concittadini sunniti. Ed i sunniti si vedono più vicini ai sunniti dell’Arabia Saudita che ai loro concittadini sciiti. La guerra che si svolge attualmente in Siria, è in fondo una guerra tra gli Alauiti che vogliono conservare il potere ed i sunniti che vogliono rovesciare il regime alauita per poter dominare loro stessi il paese. Di conseguenza i paesi del Medio Oriente sono attualmente divisi: da un lato, i paesi a maggioranza sciita, come l’Iran, che sostengono il regime alauita e dall’altro lato i paesi a maggioranza sunnita, come la Turchia, l’Arabia Saudita, il Qatar, l’Egitto che sostengono i rivoluzionari. I musulmani libanesi sono divisi tra Sciiti, e più precisamente Hezbollah, che sostengono gli Alauiti, ed i Sunniti che sostengono i rivoluzionari. In questa miscela ci sono anche i cristiani della Siria e del Libano che sono divisi tra di loro: in Siria la maggior parte dei cristiani sostiene il regime alauita per due motivi: da una parte perché questo regime minoritario ha sempre sostenuto le minoranze cristiane, e d’altra parte per paura che i Fratelli Musulmani prendano il potere introducendo una costituzione basata sulla sharia islamica. Anche nel Libano i cristiani sono divisi, da una parte ci sono coloro che, politicamente, si sono alleati con gli sciiti e più precisamente con Hezbollah, e sostengono il regime siriano, e dall’altra parte ci sono coloro che, politicamente, si sono alleati con i sunniti, e, per questo sostengono la rivoluzione. Questi ultimi vogliono rovesciare il regime alauita, che loro considerano una dittatura che ha dominato il Libano per una trentina d’anni con un pugno di ferro, e che ha schiacciato, ammazzato, imprigionato i dissidenti. Anche le grandi nazioni si sono divise, come ben sappiamo, fra quelli che sostengono il regime siriano, come la Russia e la Cina, e quelli che sostengono la rivoluzione, come gli Stati Uniti d’America ed i paesi europei. Questa divisione è basata su interessi politici.

Davanti a questa situazione tragica, la questione del pluralismo si pone con forza a tre livelli: etnico, religioso e politico. Gli abitanti di questo paese del Medio Oriente sono chiamati ad accettarsi nonostante le loro differenze etniche, religiose e politiche. Per giungere ad un’accettazione reciproca, c’è bisogno di una purificazione della memoria. Questi abitanti, cristiani o musulmani, sunniti, sciiti o drusi, non possono vivere insieme in pace perché non hanno ancora perdonato gli uni gli altri gli errori dei loro antenati e perché non hanno ancora dimenticato i conflitti religiosi che gli hanno divisi nei secoli passati. Quando il beato Giovanni Paolo II, durante la sua visita in Grecia, ha chiesto perdono ai Greci per l’Assedio di Costantinopoli durante le crociate, ha aperto il cammino verso un futuro di riconciliazione e di pace fra cattolici e ortodossi. I sunniti avranno il coraggio di chiedere perdono agli sciiti per l’assassinio dei figli di Alì, Hassan e Hussein? Gli sciiti, che ogni anno celebrano con violenza fino al sangue il ricordo dell’assassinio di Hussein a Karbolaa, saranno in grado di perdonare ai sunniti questo omicidio vecchio di circa 1.400 anni? Non ci possiamo immaginare il grado di odio che persiste in certi ambienti musulmani – e preciso che parlo di certi ambienti, perché grazie a Dio esistono dei musulmani illuminati e moderati – fra sciiti e sunniti a causa del ricordo tragico dei tempi passati.

Gli stati moderni e democratici non possono essere fondati su una base religiosa. La democrazia implica necessariamente il pluralismo a diversi livelli: religioso, etnico e politico. Il pluralismo è necessario per il futuro del Medio Oriente arabo-islamico. Senza accettazione del pluralismo il Medio Oriente è condannato alla violenza, al terrorismo ed al razzismo. Leggiamo nel messaggio finale dell’Assemblea per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi: “Noi condanniamo la violenza e il terrorismo, di qualunque origine, e qualsiasi estremismo religioso. Condanniamo ogni forma di razzismo, l’antisemitismo, l’anticristianesimo e l'islamofobia e chiamiamo le religioni ad assumere le loro responsabilità nella promozione del dialogo delle culture e delle civiltà nella nostra regione e nel mondo intero.” (par.11).
Per concludere è indispensabile ricordare che non ci sarà mai la pace definitiva in Medio Oriente, e la sicurezza per il futuro del Medio Oriente arabo-islamico finché il conflitto tra Israeliani e Palestinesi non sarà risolto. Il pluralismo deve anche includere lo stato d’Israele; tutti gli abitanti del Medio Oriente devono avere giustizia: ebrei, cristiani e musulmani.


Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

Programma Italiano
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

NEWS CORRELATE
24 Ottobre 2011

Lo Spirito di Assisi: 25 anni di preghiera per la pace

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL | RU
24 Luglio 2010

Si tiene a Barcellona, in Spagna, dal 3 al 5 ottobre, il prossimo Incontro di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali: "Famiglia di popoli, Famiglia di Dio"

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL
20 Luglio 2016

Le religioni mondiali tornano ad Assisi per dare voce alla sete di pace dei popoli


L'incontro internazionale per la pace si terrà dal 18 al 20 settembre, a 30 anni dalla storica preghiera voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL
6 Settembre 2017

Perchè le #stradedipace passano per Münster-Osnabrück? Capire un crocevia della storia europea


I 500 anni della Riforma di Lutero e la pace di Westfalia, spiegate in due semplici schede
IT | DE
20 Marzo 2017
MOSCA, RUSSIA

La carità nelle differenti tradizioni religiose: a Mosca una serata di dialogo nello Spirito di Assisi


Conferenza di Sant'Egidio in Russia con i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste
IT | DE
20 Luglio 2016
PERUGIA, ITALIA

Oggi a Perugia si presenta l’incontro internazionale di Assisi per la pace che si terrà dal 18 al 20 settembre


A 30 anni dalla grande Preghiera delle Religioni mondiali. Marco Impagliazzo e il vescovo Sorrentino presenteranno l’evento promosso da Comunità di Sant’Egidio, diocesi di Assisi e Famiglie Francescane
IT | ES
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
17 Ottobre 2017 | ROMA, ITALIA

Presentazione del libro ''Alla Scuola della Pace. Educare i bambini in un mondo globale''. IL VIDEO


Con Andrea Riccardi, il ministro Valeria Fedeli, Marco Tarquinio, M. Novella De Luca.
IT | PT
17 Ottobre 2017

Invitiamo a firmare l'appello per salvare la vita di Anthony Shore, condannato a morte nel Texas


L'appello si firma online. GRAZIE!
IT | DE
17 Ottobre 2017 | LOME, TOGO

Telemedicina per i bambini di strada e gli anziani in Togo: dove scienza e solidarietà si alleano

IT | FR

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
15 Ottobre 2017
Herder Korrespondenz
Sant'Egidio: Auf der Suche nach der Gemeinsamkeit
21 Settembre 2017
Credere La Gioia della Fede
Nel 2018 l'Incontro per la pace torna in Italia
16 Settembre 2017
Famiglia Cristiana
La preghiera può spostare montagne di odio
15 Settembre 2017
Kirchenzeitung Köln
Die anstrengende Arbeit am Frieden
14 Settembre 2017
Deutsche Welle
"Dialog der Religionen ist nötig"
tutta la rassegna stampa correlata

LIBRI
Alla Scuola della Pace



San Paolo
La forza disarmata della pace



Jaca Book
altri libri

17/10/2017
Preghiera con Maria, madre del Signore

Preghiera ogni giorno


COME SEGUIRE L'EVENTO
Sarajevo 2012

Si Ringrazia