change language
sei in: home - ecumenismo e dialogo - incontri... la pace - sarajevo...o e pace contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Live concert #penadimortemai il 30 novembre al Colosseo ore 18,30

Con Max Giusti e tanti amici dello spettacolo, della musica e dello sport

In libreria e in formato ebook ''La Parola di Dio ogni giorno 2018'' per comprendere e pregare con le Scritture

Si apre la stagione delle mostre dei Laboratori d’Arte di Sant’Egidio su 'La forza degli anni''.

GLI APPUNTAMENTI DA NON PERDERE
APPUNTAMENTI
tutti gli appuntamenti

 
versione stampabile
10 Settembre 2012 09:30 | Synagouge Conference Hall (Jevrejska zajednica sarajevo)

Contributo di Franco Vaccari



Franco Vaccari


Presidente di “Rondine, Cittadella della Pace”, Italia

Inizio con una breve spiegazione di cosa è Rondine.
Agli inizi degli anni 80 delle macchine da Roma cominciarono ad arrivare a Rondine. In quelle auto c’erano le persone che stavano facendo nascere la Comunità di Sant’Egidio.
Rondine era un ed è un piccolo borgo della Toscana, piccolissimo, e in quegli anni vivevamo e condividevamo il sogno del Concilio Vaticano II. Va ricordato oggi: a differenza di quello che ci fanno credere, l’unica possibilità di arrivare alla felicità è credere in un sogno collettivo, non nel piccolo sogno individuale. Un sogno collettivo, grande, inclusivo, che si mescolava con i poveri che incontravamo. Erano i detenuti, erano i disabili, erano i primi immigrati. Erano i sogni di raccogliere la sfida delle guerre e coltivare la pace.
Una piccola lapide sulla facciata della chiesa di Rondine ricorda che da questo borgo, 6 giovani, nel 1917 sono partiti per la Prima Guerra Mondiale. Lo ricordiamo qui, a Sarajevo. Poveri, contadini poveri, poveri anche per ignoranza non sapevano neanche trovare sulla carta geografica il luogo dove li avevamo spediti a morire. Questa lapide è diventata per noi un po’ un simbolo della nostra azione. Abbiamo accolto i giovani che nascono incolpevoli nei luoghi della guerra. Che hanno la povertà estrema della frattura totale della possibilità dell’incontro con l’altro, che invece è quello che rigenera. Nell’incontro reale con l’altro abbiamo faticato tutti noi, ma anche abbiamo trovato la forza, la generazione dell’energia che poi ha potuto costruire vita, che ha costruito società e civiltà. Quando si rifiuta questa fatica e ci si chiude, la persona muore e le civiltà regrediscono. E allora a Rondine abbiamo deciso di ospitare i giovani che venivano dalla guerra della Cecenia. Grozny rasa al suolo, il rettore dell’università ci chiese, “prendeteci i giovani, non possono certo andare a Mosca”, e li prendemmo però con l’idea che avremmo preso anche i russi, perché altrimenti non sarebbe stata una vera educazione. La risposta fu molto semplice: “Ma se trovate un russo disposto a dormire in una stanza con un ceceno noi non abbiamo nulla in contrario". Abbiamo trovato un russo ed è nata la Cittadella della pace.


La racconto così, nei brevi minuti a disposizione per calcare la mano sul fatto che davvero per vivere ci dobbiamo incontrare guardandoci negli occhi, dobbiamo realizzare un incontro vero, un incontro autentico. Ai giovani di Rondine dico “abbiamo bisogno gli uni degli altri perché noi vi ricordiamo che dalla guerra si può uscire ma voi ci ricordate che nella guerra ci si può sprofondare”. Non mi piace chi usa il termine per la crisi economica finanziaria di ora, che siamo in guerra, perché è come se dicessimo che siamo già al limite ultimo. E abbandonassimo la coscienza invece che il rischio è ancora attuale. Non c’è una generazione che è esente dal rischio della guerra, allora, nella condivisione degli occhi questi giovani, si formano e scoprono una cosa incredibile. Un gruppo di psicologi è venuto a Rondine, voleva conoscere l'esperienza, alla fine  delle 3 ore di colloquio uno di loro ha detto, “se non vedessi che la cosa è vera e buona, penserei di essere in un ambiente maniacale”. È interessante perché le cose più semplici sono diventate maniacali, e la cosa più semplice è che due giovani, tolti dall’avvelenamento del cuore e della mente, nati incolpevoli, pensando che tutti gli altri sono i loro nemici che li vogliono uccidere, in un ambiente diverso vedono che può nascere l’amicizia proprio là dove era impensabile. E allora vi lascio con due piccole perle che ci aprono già oggi il cuore di Dio. La prima perla riguarda quando io capii qualche anno fa che questa esperienza funzionava. Andando a fare le selezioni dei giovani che scegliamo per l'esperienza di Rondine, in Israele e Palestina a un certo punto il giovane israeliano che con noi faceva le selezioni degli altri giovani dovette rimanere nella parte di Israele, non poteva accedere nei territori della Palestina. Proseguiamo in macchina senza di lui e il giovane palestinese, ad un certo punto, si chiude in se stesso e si ammutolisce. E dopo un po’ gli chiediamo cosa avesse, e lui risponde "niente". "Che hai?" "niente". Alla fine sbottò: "Shaar, era il nome dell’israeliano, mi manca". Ecco la meraviglia, commovente, bellissima, la forza, l’energia esplosiva, di questo. Quello che era considerato fino ad un anno prima, un nemico, la fonte della propria infelicità, era diventato in maniera quasi spontanea, certo in un processo formativo particolare, la parte mancante di sè.


E l’altro episodio: andavamo con uno dei giovani israeliani al 64esimo anniversario della nascita dello Stato di Israele. L'ambasciatore di Israele ci aveva invitato per la festa, a Roma, e stavamo andando in auto. Gli chiedo di raccontarmi un po’, come vive dall’interno questa festa, e mi dice, “prima la vivevo come tutti gli israeliani, da quando sto a Rondine, questa festa mi va un po’ di traverso. Non riesco più a essere in festa”. Gli chiedo perché. E lui si stupisce quasi del mio perché e dice, “ma per forza. Penso a Ibhaim, penso a Camilia”, cioè pensa agli amici palestinesi presenti a Rondine. E conclude: “quel giorno che per noi è stato l’inizio della possibilità di vita, è stato l’inizio della catastrofe per Ibhaim.” “E prima non lo sapevi?” gli chiedo. "Ti sembrerà strano ma prima non lo avevo mai pensato. Non mi era entrato nel profondo del cuore." “E dunque?” "dunque io penso che dobbiamo lavorare per creare insieme una festa per tutti.
Ecco non c’è festa se la festa non è per tutti. La misura di queste amicizie che nascono sarà la loro capacita di aprirsi e giungere ad animare quella realtà che quando entra in crisi scoppiano le guerre: la politica. Si l'amicizia deve diventare l’anima della politica.   
Grazie

Messaggio del papa per l'Incontro di Sarajevo
Benedetto XVI

Programma Italiano
PDF

PROGRAMMA DELLE DIRETTE WEB

NEWS CORRELATE
24 Ottobre 2011

Lo Spirito di Assisi: 25 anni di preghiera per la pace

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL | RU
24 Luglio 2010

Si tiene a Barcellona, in Spagna, dal 3 al 5 ottobre, il prossimo Incontro di Preghiera per la Pace tra le religioni mondiali: "Famiglia di popoli, Famiglia di Dio"

IT | EN | ES | DE | FR | PT | CA | NL
20 Luglio 2016

Le religioni mondiali tornano ad Assisi per dare voce alla sete di pace dei popoli


L'incontro internazionale per la pace si terrà dal 18 al 20 settembre, a 30 anni dalla storica preghiera voluta da Giovanni Paolo II
IT | ES | DE | FR | PT | CA | NL
6 Settembre 2017

Perchè le #stradedipace passano per Münster-Osnabrück? Capire un crocevia della storia europea


I 500 anni della Riforma di Lutero e la pace di Westfalia, spiegate in due semplici schede
IT | DE
20 Marzo 2017
MOSCA, RUSSIA

La carità nelle differenti tradizioni religiose: a Mosca una serata di dialogo nello Spirito di Assisi


Conferenza di Sant'Egidio in Russia con i rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste
IT | DE
20 Luglio 2016
PERUGIA, ITALIA

Oggi a Perugia si presenta l’incontro internazionale di Assisi per la pace che si terrà dal 18 al 20 settembre


A 30 anni dalla grande Preghiera delle Religioni mondiali. Marco Impagliazzo e il vescovo Sorrentino presenteranno l’evento promosso da Comunità di Sant’Egidio, diocesi di Assisi e Famiglie Francescane
IT | ES
tutte le news correlate

NEWS IN EVIDENZA
18 Novembre 2017 | ROMA, ITALIA

Il Nobel per la fisica Barry Barish in visita alla Scuola di Lingua e Cultura italiana e al programma DREAM

IT | ES
17 Novembre 2017 | ROMA, ITALIA

''Sant'Egidio in Polonia insegna l'amore per i poveri''. Il ringraziamento del card. Nycz alla preghiera di Santa Maria in Trastevere

IT | PL
16 Novembre 2017

Visita del Presidente austriaco Alexander Van der Bellen alla Comunità di Sant'Egidio

IT | ES | DE | FR

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
11 Novembre 2017
Avvenire
Cristiani e islamici uniti per la pace
30 Ottobre 2017
Notizie Italia News
Il tempo del dialogo, 500 anni dopo ...
15 Ottobre 2017
Herder Korrespondenz
Sant'Egidio: Auf der Suche nach der Gemeinsamkeit
21 Settembre 2017
Credere La Gioia della Fede
Nel 2018 l'Incontro per la pace torna in Italia
16 Settembre 2017
Famiglia Cristiana
La preghiera può spostare montagne di odio
tutta la rassegna stampa correlata

LIBRI
La Parola di Dio ogni giorno 2018



San Paolo
Alla Scuola della Pace



San Paolo
altri libri

20/11/2017
Preghiera per la pace

Preghiera ogni giorno


COME SEGUIRE L'EVENTO
Sarajevo 2012

Si Ringrazia