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In tutte le grandi città sono tante le persone che per motivi diversi sono costrette a vivere per strada.
I membri della Comunità di Sant'Egidio, prendendo esempio dal buon samaritano della parabola evangelica, si fermano e cercano di prendersi cura di questi poveri che vivono in gravi difficoltà nelle stazioni, sotto i portici e negli angoli delle città.
L'impegno della Comunità in questo mondo è iniziato a Roma alla fine degli anni Settanta, quando il numero dei poveri nelle strade della città era in rapido aumento ponendo problemi nuovi. E' continuato in tante altre città del mondo.
Alcuni episodi di intolleranza e di violenza verso queste persone ci fecero riflettere sulla condizione di abbandono e di pericolo della vita di questi poveri. In particolare ci colpì la storia di Modesta, un'anziana barbona conosciuta alla Stazione Termini di Roma che morì senza soccorsi perché era sporca e l'autoambulanza non volle caricarla.
Il primo incontro con questo mondo di poveri, ha suscitato e fatto crescere lungo gli anni una rete di amicizia e di sostegno e ha dato luogo ad iniziative stabili di solidarietà.
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| Le persone senza dimora |
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Un mondo complesso, non uniforme, composto di persone di età, itinerari e situazioni molto diverse.
Vivere per strada, contrariamente a quanto spesso si pensa, non è quasi mai una scelta.
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L'amicizia per strada
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Una presenza vicina e amichevole, per restituire ad ognuno la dignità di persona con i gesti semplici del rispetto e dell'amicizia. |
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| Il ricordo di Modesta |
| Ogni anno la Comunità di Sant'Egidio con una celebrazione liturgica fa memoria di Modesta e di tutte le persone che muoiono nella strada. |
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| Il pranzo di Natale |
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Dal 1982 la Comunità, che è famiglia di tutti e in particolare dei poveri, dovunque è presente festeggia il Natale insieme a chi non ha nessuno.
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| La cena itinerante |
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Le necessità di chi vive per strada sono tante, prima fra tutte proteggersi dal freddo e dalla fame. Soccorrere chi non trova riparo per la notte può evitare che muoia di stenti. |
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| La casa alloggio |
| Una risposta di tipo familiare alternativa al dormitorio. Qui ognuno ha ritrovato il calore e la stabilità di una famiglia. |
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| Le mense |
| Dar da mangiare è un valore molto antico, diffuso in tutte le culture, perché ha un richiamo diretto al valore della vita: è non rinviare mai al domani chi ha un bisogno vitale e per questo non può aspettare. |
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| I centri di accoglienza |
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I centri di accoglienza della Comunità costituiscono un complesso di iniziative organizzate:
Informazioni e consulenza, distribuzione di alimenti e vestiti, ambulatorio medico, docce, lavanderia e barbiere, biblioteca, recapito postale e residenza anagrafica |
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