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13 Settembre 2000

Roma - Il Ministro della Pubblica Istruzione Tullio De Mauro visita la Scuola per Stranieri "Louis Massignon"

 
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Il 13 settembre pomeriggio, il Ministro della Pubblica Istruzione, prof. Tullio de Mauro, ha visitato la Scuola per stranieri della Comunità di Sant'Egidio "Louis Massignon", in Via Dandolo, 10. Il Ministro si è intrattenuto a lungo con gli studenti della scuola ed ha ascoltato le testimonianze dei rappresentanti dei movimenti "Genti di Pace" e "Il Paese dell'Arcobaleno".

14 settembre 2000

Il ministro va in frontiera
Tullio De Mauro visita le scuole della periferia 
e le aule affollate di giovani studenti extracomunitari

 

La Mattina nelle scuole della periferia, il pomeriggio in aula con gli immigrati della Louis Massignon di Trastevere. Sembra lui, il ministro della Pubblica istruzione e professore universitario di Filosofia del linguaggio, Tullio De Mauro, lo studente al primo giorno di scuola, per la prima volta dall’altra parte della barricata, ovvero quella del governo, ad inaugurare le lezioni e a salutare gli alunni.

E allora niente linguaggio accademicopolitico, e quando De Mauro parla del ministro delle Finanze Visco ai bambini, dice che "è il signore che tira fuori i soldi dal portafoglio per farvi studiare e crescere". Di Margaret Thatcher racconta che è "quell’ex primo ministro un po’ antipatico che in Inghilterra ha tagliato i fondi all’università, ma poi ha capito che bisognava dare più soldi alle scuole per l’infanzia", mentre tra gli stranieri della scuola Massignon animata della comunità di Sant’Egidio, si commuove mentre dà il via alle lezioni di italiano per immigrati alla ricerca di una vita migliore.

Il tour del ministro parte dalla materna comunale "Lea Biagini" a Torre Maura, dove arriva insieme al Provveditore Paolo Norcia e all’assessore comunale alle Politiche educative, Fiorella Farinelli. È un’oasi curata per 70 bambini dai tre ai cinque anni, con tanto di laboratorio teatrale in un quartiere che in quanto a spazi per i ragazzi offre davvero poco. Festoni colorati, un coro del celebre brano di Sergio Endrigo "Via dei matti numero zero" rielaborato in versione scuola Biagini, e poi due mazzi di fiori uno per De Mauro, uno per la Farinelli, consegnati dai piccoli Chiara e Davide che non conoscendo granché il ministro, stavano per omaggiare un suo collaboratore.

Il ministro si intrattiene poi con Nino e Maria Luisa Giovannone, genitori di un bambino disabile, non vedente e per adesso all’asilo potrà stare soltanto due ore al giorno perché manca il personale ausiliario.

Dopo il brindisi con maestre e genitori, De Mauro si sposta alla Chico Mendez, scuola materna e elementare gemellata con un istituto brasiliano, 720 alunni che in omaggio allo scambio culturale hanno adottato a distanza dei bambini. E gli stranieri non mancano neanche a Torre Angela, quartiere ad alta densità di immigrati, in quarta C, De Mauro chiede di dire qualcosa nella loro lingua al cileno Giuseppe, alla giordana Ayshee e alla piccola Maria, egiziana.

E di immigrati il ministro ne incontra tanti anche alla Luois Massignon di via Dandolo, a Trastevere, la scuola gratuita di italiano per giovani stranieri animata da 18 anni dalla Comunità di Sant’Egidio, dove in 22 classi miste studiano stranieri di quasi cento nazionalità, e nello stesso banco puoi trovare cristiani e musulmani insieme. Sono 1600 ogni anno e ora le aule scoppiano, perché non riescono più a contenere tutti gli stranieri che vorrebbero frequentare.

Vengono in molti a questa scuola speciale, perchè quella ufficiale talvolta è difficile per i piccoli immigrati. «Quando andavo a scuola racconta Elena, nomade di 22 anni i bambini mi dicevano che ero sporca, la maestra mi metteva in un angolo e mi faceva fare sempre gli stessi disegni e allora ho smesso di frequentare. Qui, invece, ho imparato a leggere e scrivere e ho preso la terza media». «Ho conosciuto una persona del Bangladesh racconta a De Mauro Edmio, giovane donna del Congo aveva un figlio che andava a scuola che non capiva niente e che ha smesso. Signor ministro, aiuti l’inserimento degli immigrati». De Mauro approva auspicando che «quello che c’è alla Massignon bisogna portarlo ovunque». «Quello che succede qui dice è importante per voi ma anche per la nostra scuola, l’italiano è la chiave per costruire una società più civile».

Il ministro fa domande e gli stranieri raccontano. «Sono venuto in Italia a 18 anni spiega Gabriel, rumeno ero affascinato da Roma, ma ho scoperto di essere un irregolare senza documenti. Un mio amico mi ha parlato della Massignon, l’ho vista e non mi sono più staccato. Mi ha colpito la cordialità e l’amicizia, ho conosciuto stranieri i cui paesi d’origine avevo visto solo sulla carta geografica. Qui si studia molto ma è un ambiente familiare, mi è stato chiesto di insegnare ai principianti e dato che l’italiano è una chiave che apre all’amicizia e alla vita, ho accettato. Con un desiderio: che nessun immigrato si senta più straniero».

Alberto Mattone
Antonella Piperno


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