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14 Marzo 2015 | GENOVA, ITALIA

"Sant'Egidio, dono per la Chiesa che ci fa ringraziare i poveri". La liturgia per i 47 anni della Comunità a Genova

Presieduta dal card. Bagnasco nella basilica dell'Annunziata

 
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«Dobbiamo dire grazie ai poveri». Il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha celebrato mercoledì 11 marzo nel capoluogo ligure la liturgia eucaristica per il 47° anniversario della Comunità di Sant’Egidio, definita dal Cardinale “dono per la Chiesa”. Un "dono" anche perché si pone accanto alle persone più fragili: «perché - ha continuato - chi ci mostra il suo bisogno ci costringe amabilmente ad uscire da noi stessi e ci salva dal nostro individualismo».

La basilica dell’Annunziata, dove da anni si tiene la preghiera serale della Comunità a Genova era piena di persone, il “popolo di Sant’Egidio”: giovani e anziani, nuovi europei e persone senza dimora, bambini e disabili. Insieme a loro hanno partecipato alla liturgia anche rappresentanti delle istituzioni e sacerdoti da tutta la diocesi. A nome della Comunità di Sant'Egidio di Genova, Andrea Chiappori ha ricordato alcune persone mancate in questi mesi: l’anziana Vittoria, Lorenzo, che viveva per la strada e Francesco Guido, membro della Comunità morto nello scorso dicembre. «Spesso – ha detto - siamo bloccati da una vita vissuta solo per noi stessi, ma l'amicizia con chi è fragile ci ha mostrato in questi anni che la felicità non esiste senza generosità».