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9 Marzo 2001

Mozambico: Gli aiuti della Comunità di Sant'Egidio nella zona di Sofala

 
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Estaquinha. A destra, le fondamenta della casa per le partorienti. A sinistra il centro sanitario che stiamo riabilitando Un nuovo progetto di aiuto alle popolazioni colpite dalle inondazioni e dal ciclone "Eline" ha avuto inizio nel mese di settembre 2000.

Riguarda alcune zone molto colpite di una zona molto povera: la parte meridionale della provincia di Sofala, nel centro del paese.

Le immagini dell'alluvione in questa zona, in particolare nel distretto di Machanga, trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo, sono diventate un'icona del disastro.

La Comunità di Sant'Egidio, con il contributo del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e in collaborazione con le strutture ecclesiali e governative locali, ha avviato la ricostruzione di alcune scuole e centri sanitari dei distretti di Machanga e Buzi. La prospettiva è di concludere i lavori entro giugno 2001.

Estaquinha. La casa per il personale dell'ostetricia. I distretti di Machanga e Buzi sono stati i primi destinatari degli aiuti della Comunità quando, nel 1984, fu creato il "Comitato Amici del Mozambico". Anche allora vi fu una terribile alluvione ma non fu possibile intervenire in modo completo a causa della guerra.

Dopo la firma dell'accordo di pace del 1992, la Comunità è intervenuta a sostegno della ricostruzione materiale, sociale e morale di tali zone, tra le più depresse del paese. Si realizzò qui una sinergia nuova tra la chiesa cattolica (proprietà delle strutture e gestione), il governo locale (fornitura del personale insegnante e sanitario) e la Comunità, che convogliava aiuti finanziari e in natura per dare impulso alla ricostruzione. Nel 1994 furono riaperte molte scuole, sia di livello superiore che elementari, fatto di importanza fondamentale per lo sviluppo della regione e per la promozione della donna.

Purtroppo, nel febbraio del 2000,come altre zone del paese, i distretti di Machanga e Buzi sono stati gravemente colpiti dalle inondazioni e dal ciclone "Eline".

Barada. A destra il centro sanitario che si intende riabilitare, a sinistra i lavori per il suo ampliamento A Machanga sono morte oltre 100 persone, si è avuta la distruzione del 90 per cento delle case e del 50 per cento degli alberi. Più di 40.000 persone sono state colpite duramente dagli effetti del ciclone. La scuola e il posto sanitario hanno subito gravi danni così come lo studentato (140 ragazzi vivono attualmente nelle tende), le case dei professori e le cucine della scuola.

A Estaquinha (distretto di Buzi) sono stati distrutti il refettorio, la cucina e il magazzino, e danneggiato il tetto della scuola e il centro per la maternità.

Nel distretto di Buzi sono state colpite più di 50.000 persone. 29 scuole, su 35 sono state gravemente danneggiate.

A Barada - dove è previsto il nostro intervento - la scuola e il centro sanitario sono inutilizzabili. Il ciclone ha inoltre distrutto una parte di quella che è la principale fonte di reddito di tale zona, gli alberi di cocco.

L'intervento della Comunità di Sant'Egidio intende:

1. riabilitare il centro sanitario di Estaquinha, che serve un'area abitata da 10.000 persone;

2. costruire una casa per le partorienti e l'ostetrica presso il centro sanitario di Estaquinha (per una media annuale di 250 parti);

3. riabilitare 5 aule della scuola di Estaquinha, a beneficio di 400 studenti;

4. riabilitare il centro sanitario di Barada, per il quale è previsto anche un ampliamento, che serve un'area abitata da 5.000 persone;

5. ricostruire la cucina e il refettorio per 140 alunni dello studentato di Machanga e acquistare 50 banchi per la scuola, la cui ricostruzione verrà effettuata da altri donatori.

 


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