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17 Gennaio 2010

In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti un appello da Firenze: "Ricominciare a vivere insieme"

 
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In occasione della Giornata Mondiale dei Migranti, il 17 gennaio, la Comunità di Sant’Egidio ha promosso a Firenze un momento di incontro  e preghiera,  nei locali della chiesa di San Tommaso, in via della Pergola, per  sostenere la conoscenza e la convivenza pacifica  tra cittadini italiani e cittadini stranieri. All'incontro hanno preso parte circa duecento persone tra italiani e immigrati. Tutti hanno sottoscritto un appello nel quale dichiarano che "di fronte ai ripetuti episodi di intolleranza, alle aggressioni in varie parti d’Italia a danno di immigrati e alla drammatica crisi di Rosarno, il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti anche quando è in una condizione, non voluta, di clandestinità  e ricordiamo che questi diritti sono sanciti dalle leggi internazionali sottoscritte dal nostro Paese".

"Siamo persuasi - recita il documento - che occorra ritrovare le ragioni del vivere insieme per vincere quel clima di insofferenza, paura, aggressività che caratterizza troppo spesso il rapporto con gli immigrati, come anche sostenere una riflessione più profonda sulla dignità umana e la responsabilità di ognuno nel rispettarla". La presenza degli immigrati ha garantito "risposte decisive per il futuro comune, in particolare in ordine all’occupazione, all’assistenza domiciliare, allo sviluppo economico". Nella condizione di clandestinità (peraltro, contrariamente a quanto sostenuto, estranea alla maggior parte degli stranieri di Rosarno), gli immigrati "sono più esposti alla criminalità organizzata e che l’equivalenza tra clandestinità e criminalità, oltre a essere foriera di gravi episodi di discriminazione, è fondamentalmente scorretta e ingiusta".

Rigettando visioni di economia che generano schiavitù, lasciando inermi soprattutto i più giovani, i firmatari l'appello hanno espresso "solidarietà e vicinanza agli immigrati di Rosarno e a tutti gli immigrati che subiscono atti di discriminazione" e si sono appellati "alla cittadinanza e alla classe politica perché siano sottratte alla sterile contrapposizione tra gli schieramenti, questioni così sensibili e decisive per la stessa sopravvivenza di tanti esseri umani". "Riteniamo, invece, che vadano studiate soluzioni condivise e rispettose delle persone, delle leggi e dei trattati internazionali. Chiediamo che siano facilitati gli accessi regolari e i percorsi di integrazione dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie, favorendo i ricongiungimenti familiari". Infine, pensando ai minori e richiamandosi al recente messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, nel quale si sottolinea come di fatto tanti di essi sono lasciati in abbandono e, in vari modi, si ritrovano a rischio di sfruttamento, i firmatari hanno chiesto che sia attribuita la cittadinanza, al momento della nascita, ai bambini nati in Italia da genitori stranieri già regolarmente soggiornanti, i quali mostrino di volersi inserire nella società italiana, e che ai minori sia garantita prioritariamente ogni assistenza, vicinanza e protezione.


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