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17 Gennaio 2010

Livorno: Incontro pubblico della Comunità di Sant'Egidio in occasione della Giornata Mondiale dei Migranti

 
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In occasione della giornata mondiale dei migranti ed all’interno di un’ampia iniziativa promossa in tutta Italia, sabato 16 gennaio la Comunità ha promosso, a Livorno, un incontro pubblico, per tornare a promuovere, dopo i drammatici fatti di Rosarno, la necessità di una cultura dell’accoglienza, del dialogo e della convivenza.

Le testimonianze
Mamadou, studente della scuola Louis Massignon, che ha lavorato come bracciante nelle campagne del Sud, ha raccontato le condizioni inaccettabili di vita e di lavoro in cui si è trovato a vivere: “l’unico mio conforto, la sera, quando stavamo chiusi nei capannoni, al buio, era telefonare agli amici della Scuola, sentire la loro voce mi dava sicurezza: qualsiasi cosa poteva accadermi sarebbero senz’altro venuti a prendermi”.
Erano presenti anche due ragazzi senegalesi fuggiti da Rosarno dopo gli scontri delle scorse settimane. Visibilmente commossi, hanno raccontato della paura provata durante i disordini: “Sono rimasto chiusa a casa per due giorni, mentre fuori c’era la caccia allo straniero, sentivo le urla e gli spari …alla fine  ho chiamato la polizia perché mi portassero via”.
Majida, musulmana dal Marocco, attualmente studente in una scuola superiore cittadina, che vive da 10 anni in Italia ha detto: “credo che integrarsi veramente sarebbe più facile se noi ragazzi nati in Italia potessimo avere la cittadinanza alla nascita o comunque velocemente… pur vivendo qui da tanto tempo, nonostante che io sia, di fatto, italiana, per la legge sono straniera ”.
Grazie ad Alessia, della Scuola della Pace, è stato ricordato quanto ormai i bambini comunque vivano in un mondo multiculturale e che “vivere insieme si può, ed è la cosa più moderna che possiamo fare”. E’ stato quindi ricordato il senso ed il lavoro delle Scuole della Pace, descritto nel libro “Convivere …secondo i bambini”, pubblicato e presentato di recente proprio per sensibilizzare al tema della convivenza e per sostenere il progetto DREAM.

La presenza dei rappresentanti delle chiese cristiane di Livorno
All’incontro erano presenti i rappresentanti delle chiese cristiane di Livorno. La presenza dei pastori all’incontro, nell’imminenza della settimana per l’unità dei cristiani, ha voluto essere un segno di unità nel comune sforzo per costruire accanto a chi soffre ed è straniero una società più giusta.
Il pastore valdese Klaus Langeneck, intervenendo anche a nome degli altri, ha detto tra l’altro: “Gesù, Dio, tra gli uomini era straniero…… noi cristiani, tutti noi cristiani, non possiamo fare a meno di amarlo così, straniero tra gli stranieri” Poi, a proposito dell’equazione irregolarità-criminalità, ha aggiunto: “Non è questione per cui, un cristiano, può condizionare il rispetto della persona … Dio ama ogni uomo, davanti a lui siamo tutti, comunque, irregolari e clandestini” .

Il ricordo delle vittime di Haiti
Durante l’incontro sono state ricordate le vittime del terremoto di Haiti, simbolo drammatico di quei posti e luoghi del mondo in cui proprio non è possibile vivere, da cui si è costretti a partire.


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