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MAG
15
15 Maggio 2010

Bari (Italia): Manifestazione "I colori dell'Arcobaleno". Bambini d'Italia - Convivere insieme per una cultura della pace - Istituto “Pietro Alberotanza”, Via Umbria 5, h. 17.30

 
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In questa epoca “virtuale” in cui è forte la confusione tra realtà ed immaginazione ed è diffuso un senso di generalizzata impotenza, nasce l’esigenza di educare le giovani generazioni ad avere un senso di responsabilità verso il mondo che li circonda.

Vogliamo vivere insieme un pomeriggio diffondendo tra i bambini ed i ragazzi di tutte le età un messaggio di fratellanza nel rispetto delle diversità, spiegando loro che è possibile vivere in un mondo senza divisioni dove si difende la natura.

 

 

Alcune Storie

ORNELLA DRICHELLE KOUMOUN TSAA nata a Brazaville il 19 aprile 1987

Mi chiamo Ornella ho sedici anni e sono arrivata in Italia nel 1992 quando avevo cinque anni. In Italia ho frequentato l’ultimo anno dell’asilo, le elementari, le medie ed ora sono iscritta al terzo liceo linguistico Aristofane.
Il paese di origine dei miei genitori è il Congo Brazaville. Di questo paese io non ricordo più niente anche perché non ci sono mai più tornata; non conosco la lingua, non so cosa si mangia, non conosco la sua storia. So solo che sono venuta via perché c’era la guerra e il paese non era sicuro.
Tutta la mia vita l’ho passata in Italia: sono cresciuta studiando la storia dell’Italia da Enea a Cavour, tifando Italia ai mondiali di calcio, i miei amici sono italiani, ascolto Giorgia e Ligabue, mi piace la pizza margherita e adoro Napoli e la Costiera Amalfitana! Mi piace cantare e faccio parte di un gruppo che si chiama: “giovani x la pace”: cantiamo canzoni in italiano sulla pace e contro il razzismo.
Io mi sento italiana però questa estate mi sono accorta che non sono cittadina italiana. Infatti oltre che per il colore della pelle mi sono sentita diversa dai miei amici. Volevo andare a studiare inglese in Irlanda ma all’aeroporto non mi hanno fatto partire perché non sono cittadina italiana: ho il permesso di soggiorno ma il passaporto congolese. I miei amici sono partiti ed io purtroppo sono rimasta a casa.

LENY GIULIANA DE IESUS JURADO CHIVANA nata a Lima (Perù)

Mi chiamo Leny, ho quattordici anni e da dieci vivo in Italia. A Roma ho fatto l’asilo, le elementari, le medie ed ora sono iscritta al primo anno del liceo scientifico Righi. Ho il permesso di soggiorno ma non la cittadinanza. Vado in Perù ogni due, tre anni per andare a trovare i miei nonni e oltre all’italiano parlo anche lo spagnolo. Spiegare che mi sento italiana è difficile perché è come se dovessi dire che cosa sono: sono tutto quello che ho vissuto e quindi italiana. Questo è il paese dove ho passato gran parte della mia vita, dove sono cresciuta, dove ho imparato ad amare la poesia e l’arte e faccio parte di quel paese che è orgoglioso del “made in Italy” e che ha pianto i soldati caduti a Nassirya. Mi sento italiana perché il mio futuro è qui, in questo paese che mi ha dato tanto e per il quale anch’io voglio lavorare.

Aleida S.L.L. nata in Italia

Mia madre è capoverdiana e, quando sono nata, aveva il permesso di soggiorno ma non la residenza che ha ottenuto solo dopo un anno. Per questo motivo ho saputo che quando avrò 18 anni non potrò avere la cittadinanza.
Ora mi chiedo come sia possibile, che io debba proseguire la mia vita in una terra che non mi riconosce come sua cittadina. Ho frequentato tutte le scuole, partendo dall’asilo fino al secondo anno di liceo classico. Ed è proprio l’amore che ho per questa terra, a cui appartengo, che mi ha indotta a fare una così difficile scelta scolastica. Il mio sogno è quello di diventare scrittrice, e lo voglio fare per mettere al servizio dell’Italia tutto il mio sapere. Mi sono innamorata di questa cultura, leggo le opere di Montale e di leopardi, amandoli ogni volta intensamente.
Del paese dei miei genitori non so quasi niente. La lingua non la parlo più e quando l’anno scorso, per la prima volta in quindici anni sono stata a Capo Verde, non capivo cosa mi stessero dicendo. Quando camminavo per la piazza, i ragazzi mi chiamavano “Italianina”. Non rinnego il fatto di avere il sangue creolo, ma i miei ricordi, il mio passato e il mio futuro sono in Italia. Qui ci sono i miei amici, il ragazzo che mi fa battere il cuore e il mio cantante preferito. Io mi sento italiana e vorrei esserlo del tutto.


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