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14 Maggio 2012 | KIEV, UCRAINA

In Ucraina nel Giorno della Vittoria

Sant'Egidio festeggia con gli anziani veterani in istituto a Lesnoj Massiv.

 
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La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievÈ già il secondo anno di seguito che, per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio di Kiev, gli studenti e i liceali della città sono andati a fare gli auguri per la festa del 9 maggio agli anziani dell’Istituto dei veterani del lavoro nel quartiere di Lesnoj Massiv.

La vigilia del 9 maggio il movimento “Giovani per la pace” della Comunità di Sant’Egidio ha organizzato una serata artistica dal titolo “Vecchiaia nella gioia”, dedicandola ai problemi degli anziani e a riflessioni sulla vecchiaia.

E proprio nel corso della serata ai giovani raccolti è stato rivolto l’invito di unirsi personalmente per fare gli auguri agli anziani dell’Istituto.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievAttualmente nell’Istituto di Lesnoj vivono circa 240 persone. Ciascuna di esse ha conservato il proprio personale ricordo della guerra: qui vivono sia coloro che erano bambini in tempo di guerra, sia ex combattenti e infermiere, sia coloro che lavorarono nelle retrovie del fronte, rifornendo l’esercito di tutto il necessario; oltre a ciò, negli anni del dopoguerra a tutti coloro che sopravvissero toccò in sorte di ricostruire il paese dopo la totale devastazione.

Essi hanno raccontato sinceramente ai giovani tutto questo, spesso senza riuscire a trattenere le lacrime.

Molti oggi sono rimasti completamente soli: per questo sono sempre contenti di ricevere ospiti, specialmente giovani.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievQuesto incontro non è stato però meno importante per i giovani: colpiti, hanno ascoltato storie di vita autentiche, eventi che hanno dovuto sopportare queste donne e questi uomini in un’età in cui erano loro coetanei, talvolta perfino più giovani.

Non avevo ancora 19 anni quando fu dichiarato l’inizio della guerra, – ha raccontato Larisa Sergeevna Usenko. – Avevo appena iniziato a lavorare a scuola come insegnante di storia, dopo essere stata destinata nella Repubblica socialista sovietica carelo-finnica. Un giorno sono venuti nella nostra scuola per reclutare volontari per il fronte. Io e la mia amica Klava abbiamo deciso di andare. Siamo andate al fronte insieme ai militari, ma dopo alcuni giorni siamo venute a sapere che tutti quelli che erano rimasti nella scuola erano stati bruciati vivi dai tedeschi… Insieme all’unità militare, a cui mi avevano assegnata, ritirandoci di fronte ai tedeschi, sono entrata direttamente a Leningrado, dov’è subito iniziato l’assedio. Esso si è protratto per 900 giorni e 900 notti. Lavoravo come infermiera, salvavo e accudivo i feriti. Le schegge di una bomba potente mi hanno gravemente ferito la mano sinistra; inoltre, ho subito due commozioni cerebrali, ho contratto il tifo e ho sopportato il congelamento di un piede…E dopo la guerra i duri anni della ricostruzione del paese…”.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievI giovani hanno ascoltato questa storia come incantati, era difficile credere che una fragile ragazza appena ventenne avesse potuto un tempo vivere tutto questo, che invece di vivere sereni anni studenteschi avesse dovuto salvare dal campo di battaglia i feriti, sopportare lunghi anni di fame, freddo, malattie, rischio continuo per la vita, mentre la morte era divenuta un evento tanto vicino e quotidiano, ma non per questo meno tragico. “Che a nessuno di voi tocchi di vedere la guerra, cari miei ragazzi! Questo è il mio più grande augurio a voi e alle vostre famiglie”.

Per ogni anziano il Giorno della Vittoria è la festa più grande e più importante dell’anno, ma come diventa triste, se non c’è neppure qualcuno per condividere auguri, ricordi, storie antiche! È così importante sapere di essere ancora ricordati! Così si desidera raccontare ai giovani della propria esperienza, per proteggerli dal dolore che genera ogni guerra, per non ripeterlo mai più in futuro e per lottare a qualunque prezzo per il mantenimento della pace nella società.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievNoi non conoscevamo la parola ‘atto eroico’: andavamo e davamo la nostra vita per la vita delle generazioni future. Ogni giorno. E questo è lo scopo supremo della vita di ogni persona: servire alla salvezza degli altri, salvare la vita. E io vi auguro di cuore di vivere questo scopo supremo, ma che non vi debba mai capitare di pagare per questo col prezzo della vostra vita”, – ha detto Beba Samojlovna, che, nonostante una parziale perdita di memoria, ha conservato nel suo cuore il messaggio più importante per le generazioni future. “Che non esista sulla terra quel male da cui sarebbe necessario preservare il mondo a prezzo della propria vita!”.

I giovani hanno consegnato agli anziani fiori e dolci. Ogni anno, purtroppo, i testimoni della guerra diventano sempre meno. Perciò questi incontri sono un’occasione unica per non perdere il prezioso legame tra le generazioni, per conoscere non dai manuali o dai film la verità della vita, la verità sulla guerra, sul pericolo a cui è esposta tutta l’umanità quando la cultura del disprezzo, dell’odio e della violenza si impadroniscono della mente e del cuore degli uomini.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievVenite ancora a trovarmi, vi aspetterò” – ci hanno detto quasi in ogni stanza. I giovani hanno visto persone molto sole, che trascorrono quasi tutti il loro tempo a letto, ma che diventano felici per una goccia di attenzione, per qualche parola affettuosa. Sebbene abbiano visto molti di noi per la prima volta, ci hanno accolto tutti come loro figli, come loro nipoti, apprezzando ogni minuto trascorso insieme.

E questi momenti di dialogo intenso, di sentimenti, di emozioni, di abbracci affettuosi, di lacrime e sorrisi sono una lezione di valore per le generazioni di oggi, che già dai primi anni di vita sono abituate a un mondo di rapporti virtuali e di amicizia a distanza.

La festa della vittoria nell'istituto per anziani di KievQuesta è stata una lezione di vita vera, ma pure l’espressione di una solidarietà autentica e di una profonda gratitudine dei giovani per l’eroismo e lo spirito di sacrificio delle precedenti generazioni dei loro nonni e bisnonni.

 

 

 

 

 

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La festa della vittoria nell'istituto per anziani di Kiev
La festa della vittoria nell'istituto per anziani di Kiev

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