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3 Ottobre 2012 | NOVARA, ITALIA

La lingua italiana, strumento di integrazione.

Consegna dei diplomi e delle certificazioni europee di conoscenza della lingua, alla scuola di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio del Piemonte.

Immigrazione, Integrazione, Scuola di lingua
 
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L'integrazione degli immigrati passa innanzitutto per la conoscenza della lingua, strumento indispensabile per la comunicazione, l'accesso al lavoro e la comprensione della cultura del paese ospitante.

Per questo l'impegno di Sant'Egidio nel campo dell'insegnamento dell'italiano agli stranieri è consistente. La scuola di lingua italiana della Comunità, riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, opera su tutto il territorio nazionale, con sedi in numerose città italiane.

La gratuità è la prima carattersitica di questa Scuola: gratuiti i corsi e gratuito l'impegno degli insegnanti. A questo - e può sembrare sorprendente, in un  mondo in cui si considera di valore ciò che costa molto - corrisponde un alto livello di professionalità, come si evince dai dati che attestano la frequenza e dai risultati ottenuti dagli studenti e che qui pubblichiamo.

Nell'anno scolastico 2011-2012 gli iscritti in Piemonte sono stati circa 800 nelle diverse sedi (Torino, Novara, Arona, Borgomanero). 276 studenti  hanno superato l’esame finale. Di questi 73 hanno ottenuto la certificazione CELI (dell’Università per Stranieri di Perugia) riconosciuta a livello europeo.

Tra i diplomati una studentessa d'eccezione: Tamara Chikunova, dell'Uzbekistan, Fondatrice dell'Associazione Madri contro la pena di morte, vincitrice del premio per la pace Colombe d'Oro dell'Archivio Disarmo nel 2011. A lei l'augurio che la padronanza della lingua italiana la aiuti a proseguire nella sua battaglia per l'abolizione della pena capitale,nel mondo.

DATI ANNO SCOLASTICO ANNO 2011-2012

Andamento

Rispetto al precedente anno scolastico c’è stata una sostanziale stabilità nelle iscrizioni. Gli iscritti sono stati 796 (Provincia Di Novara  e Torino compreso il gruppo di profughi di Rivara), lo scorso anno pochi di meno. Questo è dovuto al fatto che in Italia e in Europa c’è una progressiva sostanziale diminuzione di arrivi (40% in meno di permessi di soggiorno in Italia) e al fenomeno dei ritorni o del passaggio ad altri paesi europei più appetibili per le occasioni di lavoro o più accoglienti  rispetto alle politiche di integrazione

Paesi di provenienza

Quest’anno si è toccato il record di ben 65 paesi diversi. Il primo continente è sempre l’Africa con il 37,8%, segue l’Europa con il 30,3%, continua la crescita della presenza asiatica che arriva al 21,6% e significativa quella latino americana al 9,8%.

Primo paese per iscritti resta il Marocco (147), grazie anche alla presenza di un folto gruppo di donne che frequentano con assiduità la scuola di Borgomanero. Segue a poca distanza l’Ucraina (123), poi il Bangladesh (53) e il Pakistan (41) e poi Perù, Nigeria e Albania.

Sesso

Dopo il “sorpasso” avvenuto alcuni anni fa le donne arrivano al 62% degli iscritti contro il 38% degli uomini. Nonostante la crisi, alcune professioni tipicamente femminili nell’ambito della cura delle persone (badanti, baby sitter, colf, infermiere) restano ancora molto presenti e quindi permettono l’occupazione, come vedremo, soprattutto di persone dell’est (Ucraina, Moldova, Russia, Romania) oltre che dell’America Latina (Perù, Ecuador).

Fasce di età

Lo studente più giovane ha 15 anni e la più anziana 65. La gran parte degli iscritti è compreso tra i 25 e i 40 anni (circa il 50%) e il 18% ha meno di 25 anni. Resta una scuola molto giovane con il 70% sotto i 40 anni anche se è significativa la presenza di persone che decidono di studiare l’italiano dopo i  cinquant’anni  (85 persone).

 Anni di iscrizione

Quasi il 70% degli iscritti viene per la prima volta a scuola mentre un buon 22,8% ritorna una seconda volta. Complessivamente il 30%  frequenta per due o più anni.

 Religione

Il 48,1% degli iscritti è cristiano di questi significativa e in crescita la presenza degli ortodossi (rumeni , ucraini e russi) che arriva al 19,7%. Il 46% sono musulmani. Non mancano  fedeli di altre religioni: induisti, buddisti, sikh, scintoisti.

Anni di permanenza in Italia:

Il dato conferma quanto detto sulla diminuzione degli arrivi. Soltanto il 17% degli iscritti è in Italia da meno di un anno. Negli scorsi anni era superiore la presenza di chi appena arrivato si rivolgeva alla scuola. Il 50% degli iscritti è in Italia da uno a 4 anni e esprime il desiderio di consolidare la propria conoscenza della lingua.

Scolarità :

Il 73% degli studenti ha studiato nel proprio paese per più di 14 anni, il 47% più di 18. C’è un 2% di analfabeti e un 4% di persone con bassa scolarità che comunque nonostante le difficoltà di partenza si iscrivono e frequentano con particolare fedeltà e impegno

Rispetto ai titoli di studio conseguiti nel paese d’origine abbiamo un 32% di laureati e un 29% di diplomati, quindi una larga maggioranza ha un titolo di studio alto (61%)

Lavoro:

E’ interessante rilevare che il 32% degli iscritti lavora e quindi unisce all’impegno professionale anche lo studio della lingua per migliorare la propria condizione

Conoscenza delle lingue           Il 37,9% conosce due lingue e un altro 14% più di due. 

Esami:

La percentuale di esami sugli iscritti si mantiene costante intorno al 34%. Nonostante le difficoltà legate alla condizione di migrante (cambio di città per ricerca lavoro, difficoltà economiche legate alla crisi…) uno studente su tre arriva al diploma.

 


 

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