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20 Novembre 2013

Giornata Mondiale dell'Infanzia e dell'Adolescenza: Sant'Egidio dalla parte dei bambini

 
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Nella Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, pensiamo ai tanti bambini che vivono in condizioni precarie in tante parti del mondo, anche in Italia. Ancora troppi bambini non ricevono alcuna istruzione, che costituisce invece il fattore più efficace dello sviluppo umano. 67 milioni di bambini non conoscono la scuola, la maggior parte di questi vivono nell'Africa sub-sahariana. Il 42% dei bambini senza scuola vive in paesi in guerra.

Sono solo alcune cifre, spaventose, ma per la Comunità di Sant'Egidio, queste cifre rappresentano situazioni concrete, bambini veri che incontriamo in tante parti del mondo, che proteggiamo ed aiutiamo a studiare e a crescere. Sono bambini guineani che devono comprare il banco per poter andare a scuola, e quindi spesso non ci vanno, bambini mozambicani che fanno scuola sotto un albero in 150, bambini del Malawi che vivono in villaggi sperduti e devono camminare ore per arrivare a scuola. Sono i bambini aiutati dalla nostra Comunità del Nord Uganda, costretti a fuggire dalla guerra, tante volte senza i genitori. Li chiamano night commuters, perché appena scende la sera fuggono dai villaggi per rifugiarsi nelle città dove cercano un riparo e una sicurezza che non trovano. Bambini che vengono rapiti e costretti ad entrare nelle bande dei ribelli.

Molti di loro lavorano, come in Asia, alle prese con il lavoro fin da piccoli, per aiutare le famiglie, per guadagnare qualcosa con cui vivere o meglio sopravvivere. Oppure i milioni di bambini di strada: li incontriamo in America Latina, in Asia, in Africa: è fin troppo facile finire per la strada. 

Per tutti questi bambini la partecipazione alle Scuole della Pace, che la Comunità di Sant’Egidio svolge in tutti i paesi dove è presente, diventa una difesa della vita. Qui, bambini di strada, che non hanno più famiglia e soffrono per la solitudine e la disperazione, ritrovano l'amore e la serenità di cui hanno tanto bisogno, insieme ad una famiglia larga.

Sono almeno 60 mila ogni anno i bambini che frequentano le nostre "Scuole della Pace", in Europa, Asia, Africa e America. È qui che si impara a leggere e a scrivere, ma anche si incontra l'amicizia e il mondo diventa meno ostile e smette di fare paura. Si innescano processi di straordinaria efficacia per ritrovare la speranza, per rimanere nel proprio paese di origine con la capacità di migliorare la propria condizione di vita e quella degli altri. E' qui che si impara a crescere senza identificare l'altro come una minaccia o un nemico, come in Ruanda e Burundi dove hutu e tutsi studiano insieme, o in Indonesia dove bambini musulmani e cristiani festeggiano insieme le feste, ma anche in Europa dove i bambini vincono il pregiudizio verso gli zingari o gli immigrati, ragazzi delle grandi periferie che non vengono lasciati soli con la tentazione della violenza e dell'aggressività.

Le Scuole della Pace sono una formidabile lezione d'amore per bambini che non lo conoscono o ne hanno ricevuto poco. Per bambini che finalmente possono imparare ad amare perché sono amati. Alcuni per la prima volta, nella Scuola della Pace, assaporano la felicità di essere voluti bene. Questi bambini vivono un'accoglienza e un'amicizia senza condizioni. Diventano consapevoli del grande dono della pace e con forza imparano a rifiutare la violenza e la guerra. E' uno dei frutti più belli delle nostre scuole della pace, veramente Scuole di Pace in un mondo che insegna la violenza.


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