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7 Settembre 2014 | ANVERSA, BELGIO

Il capo della Chiesa Siro-Ortodossa Ignatius Aphrem II porta all’Incontro di Sant’Egidio la voce dei cristiani perseguitati in Medio Oriente

 
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 All’Incontro Internazionale per la pace della Comunitá di Sant’Egidio iniziato oggi ad Anversa, Mor Ignatius Aphrem II, patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente e capo della Chiesa Siro-Ortodossa universale ha portato  la voce di “milioni di cristiani e non cristiani del Medio Oriente: le voci dei sunniti uccisi da sunniti, degli sciiti presi di mira da islamisti fanatici, dei cristiani e degli yazidi espulsi dalle loro case e cittá, dei bambini che hanno perso i loro genitori, e di milioni di persone che desiderano solo vivere in pace l’uno con l’altro”: tutte persone la cui aspirazione a vivere in pace e in prosperità “è stata distrutta” dal fanatismo religioso e dall’indifferenza della politica internazionale.

“La gravitá di quello che sta avvenendo nel mondo in generale, e nel Medio Oriente in particolare, oltrepassa tutto ció che avevamo visto in passato”, ha detto il patriarca: “La storia non è neppure dotata della terminologia appropriata per descrivere in modo preciso ció a cui stiamo assistendo”. Esemplificando, Mor Ignatius ha poi citato le recenti visite sue e di altri patriarchi orientali alle comunitá cristiane irachene (Ninive e Mosul), del Libano e della Siria, dove la violenza, il settarismo, le pulizie etniche e religiose, i genocidi stanno provocando vere e proprie tragedie umanitarie. Ha ricordato in proposito il sequestro, piú di 500 giorni fa, degli arcivescovi di Aleppo Boulos Yazigi e Youhanna Ibrahim, e ha lanciato la sua accusa: “Non si vergogna la comunitá internazionale del suo silenzio circa il rapimento di queste due figure significative? ”

C’è anche una speranza di trovare una soluzione per il Medio Oriente martoriato, ha concluso il patriarca, ma occorre che tutti gli uomini e le donne di buona volontá uniscano la loro voce per scuotere le coscienze e per smuovere l’indifferenza dei governi e dei consessi internazionali, affinché la pace diventi un “impegno globale”.

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