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Dankgottesdienst zum 50. Jahrestag der Gemeinschaft Sant’Egidio

10. Februar um 17.30 Uhr in der Lateranbasilika des Hl. Johannes

Die ersten Personen sind 2018 durch die humanitären Korridore in Italien angekommen. Die neue Phase des Projektes, das zum Modell der Gastfreundschaft und Integration für Europa geworden ist


 
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30 September 2013 09:00 | A.B.I. Palazzo Altieri Sala della Clemenza

Il dono dell’eternità



Ioan


Orthodoxer Metropolit, Patriarchat von Rumänien
La vita è il dono di Dio fatto all’uomo dalla creazione.
Dio è la fonte della vita.
La vita è un fiume che scorre e viene da Dio. 
Il Santo Apostolo Paolo scrive ai Corinti: «Il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente»; l'ultimo Adamo è spirito vivificante.” ( 1Cor. 15, 45).
Solo Dio ha in sè la vita. Il Figlio di Dio, divenuto Figlio dell’uomo attraverso l’incarnazione, ha la vita in sè poichè egli è „ la vita”, Egli è colui che dà vita essendo „ Il Principio della vita” ( F.Ap.3,15).
Cristo dà la vita resuscitando alcuni che erano morti con il corpo, come per la figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain e Lazzaro. Egli dà anche agli Apostoli il poter di far risorgere.
Cristo dà la vita a coloro che sono morti nel proprio peccato „estranei alla vita di Dio, ”(Efes. 4, 18). Egli dà la vita eterna a coloro che credono in lui e ascoltano le sue parole. (cf. In. 5, 24).
La vita terrena dell’uomo vissuta in Cristo non è altro che la preparazione e l’inizio della vita nell’aldilà.
La morte fisica è solo un passaggio dalla vita terrena alla vita nell’aldilà.
La vita non può essere uccisa ma solo, a volte, limitata. 
Fino alla resurrezione di Cristo possiamo dire che la vita dell’uomo è stata rinchiusa nella gabbia della morte.
Cristo ha liberato l’uomo dai legami della morte.
Veramente la Resurrezione di Cristo rende l’uomo libero. Tuttavia quanti uomini credono ancora nella Resurrezione di Cristo?! L’uomo moderno non desidera più gustare l’eternità, non ha più la speranza di portare in sè il dono della vita eterna.
La scienza ha indagato le profondità dell’esistenza umana giungendo fino all’area sub atomica,fatto importante, tuttavia non ha trovato ancora l’amore di Dio che sta alla base della vita eterna dell’uomo.
L’uomo è stato fatto non solo di un’essenza terrena, ma è stato anche impastato con e dall’amore di Dio.     
La ricerca scientifica della biologia umana è importante e  ringraziamo tutti coloro che alleviano il dolore dei nostri simili, tuttavia la scienza ci conduce solo fino alla morte, più di recente, fino al crematorio.       Essenza della vita non è la cenere ma l’amore di Dio.
I misteri della nostra vita terrena li scopriamo con i più moderni apparecchi di ricerca, ma i misteri della vita eterna li possiamo scoprire solo con gli occhi della fede.
Il peccato si è moltiplicato a tal punto che l’uomo non ha più il coraggio di sperare nella bontà di Dio.       
La speranza è la forza che mantiene sempre l'uomo in uno stato di sobrietà e gli permette di guardare oltre l’orizzonte di questa vita terrena.       E’ un peccato che nel nostro mondo cristiano siano apparse negli utlimi tempi azioni tra le più disumane di lotta contro la vita, cioè un rifiuto del dono di Dio.     
Il nostro continente europeo, cristiano da due millenni, si trova in una situazione senza precedenti: una diminuzione drastica della natalità, cioè un rifiuto netto del dono della vita.
Forse l’Europa desidera escludersi dall’eternità, dalla comunione con Dio ?!
L’Europa ha forse smarrito il cammino verso l’eternità? 
L’Europa non vuole più incontrare Dio?
Veramente l’Europa è il continente più povero? 
Che cosa ci ha donato il cielo dell’Europa perchè ella abbandoni Dio?
L’uomo si è impoverito a causa dei peccati che lo attirano sempre di più verso la terra, verso le cose terrene.
L’uomo è il fiore dell’amore divino che Egli aspetta ritorni a casa, alla casa di Dio.
Ancora nessuno ha potuto quantificare, fino ad ora, il valore della vita umana.
L’unità di misura della vita è l’amore di Dio.
L’uomo moderno non ha più il coraggio di amare Dio e i suoi simili.       Oggi assistiamo ad un’atomizzazione sempre crescente della vita materiale verso un egocentrismo sempre più profondo.
L’uomo non vuole più vivere la sua vita nel mondo di Dio, ma nel suo mondo personale. Tuttavia Dio ha creato l’uomo come creatura fatta per la comunione con Lui e con i suoi simili.
Quanti capolavori ha oggi l’Europa che sono un valore considerevole, ma nessuno di questi vale quanto il dono di Dio riversato in ogni singolo uomo.     
Le cattedrali europee sono gli uomini che guardano con speranza verso l’orizzonte infinito dell’eternità.
L’Africa, un continente della sofferenza, del Golgota umano, avanza in ogni momento con la speranza che domani salirà un gradino verso la porta dell’Eternità e abbiamo la speranza che Dio scenderà al più presto verso i nostri fratelli di questo continente così duramente provato nel corso della storia.
Penso sempre a quanto duramente sono provati oggi i nostri fratelli della Siria e dell’intero Medio Oriente e come loro attraversano le onde di questa vita.
Assistiamo oggi molto più di altri periodi ad una lotta dura contro la vita.
Muiono gli uomini, muoiono i bambini, ma la vita non muore.         
Chi oggi è disposto a difendere questo grande dono: la vita?
Forse solo i medici in camici bianchi?
Noi, come buoni cristiani, che facciamo? 
Portiamo noi oggi nel cuore dei nostri simili la speranza che passeremo oltre, nell’eternità dell’amore di Dio?!
Oggi la voce del mondo cristiano si sente sempre meno e invece non c’è da stupirsi del fatto che si sente sempre di più la voce delle armi.
Sembra che il Vangelo di Cristo sia rimasto in biblioteca e non sia più sulle labbra e nel cuore dei cristiani. 
Cristo ci dà un comandamento che dobbiamo compiere oggi forse più che mai: „Abbiate coraggio e non temete!”.
O Gesù, Ti preghiamo, sali sulla nostra barca e portaci Tu verso l’approdo del Tuo amore eterno!
 
 
 
† Ioan
Arcivescovo di  Covasna e Harghita
Romania
 


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