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30 Settembre 2013 09:00 | Casa di Dante

Intervento di Avichai Apel



Avichai Apel


Rabbino di Dortmund, Germania
La preghiera occupa una parte determinante nelle religioni. Una persona religiosa è impegnata quotidianamente nella preghiera comunitaria che, ad orari diversi della giornata, integra con quella personale, allo scopo di essere salvato dai pericoli, chiedere aiuto, oppure ringraziare per le grazie ricevute.
Cosa vuole ottenere l’uomo attraverso le sue preghiere?
Il nostro maggior desiderio è quello di cambiare le cose. Noi consideriamo la situazione attuale non desiderabile, non ideale e vogliamo cambiare il mondo. Di norma, la preghiera per la pioggia viene fatta quando vi è mancanza di pioggia; la preghiera per la salute quando qualcuno è malato e la preghiera per avere i mezzi di sostentamento quando siamo a corto di soldi, che il cielo ce ne scampi. L'uomo identifica ciò che nel mondo gli sembra mancare, e, nella sua percezione, vorrebbe cambiare – sia che egli creda nella propria abilità personale nell’apportare un cambiamento, sia che veda la necessità di un intervento dall'alto per migliorare il mondo.
Possiamo modificare il volere di D-o attraverso la preghiera?
Una delle questioni più importanti quando pensiamo alla preghiera è quale sia il cambiamento che veniamo a creare attraverso l'azione stessa della preghiera. Apparentemente, è stato detto, è la volontà di D-o ad essere cambiata, perché il mondo evolverà in maniera diversa; attraverso le nostre preghiere abbiamo modificato i Suoi desideri, ed ora ha deciso di procedere in maniera diversa. Tuttavia, l'ebraismo non considera l'opzione di modificare la volontà di D-o. L'unica volontà di D-o è quella di operare il bene nel mondo. Il problema sta nell'uomo. Attraverso la sua condotta nel mondo è l'uomo che blocca il Signore dal beneficare il mondo. Le nostre azioni dannose sono quelle che ostacolano il manifestarsi del bene nel mondo.
Perciò, qual è il potere della preghiera?
Il potere della preghiera sta nella capacità di cambiare l'uomo! L'uomo è colui che ha bisogno di cambiare. L'uomo ha la necessità di cambiare la sua vita e la sua condotta affinché D-o possa beneficare il mondo. Finché l'uomo si ostina in comportamenti che ostacolano la crescita del mondo, il mondo non sarà in grado di progredire verso il grande Tikkun Olam (guarigione del mondo).
Cosa impara l'uomo durante la preghiera, che lo aiuti a cambiare vita e perciò lo porti a migliorare le sue vie?
Innanzitutto, durante la preghiera l'uomo impara quale sia il suo posto e la sua condizione nel mondo. Se immaginiamo di essere leader mondiali, persone potenti, uomini che governano il mondo attraverso i loro pensieri e le loro azioni, se siamo così che bisogno abbiamo di pregare? Un uomo che vive pensando di essere tutto, minimizza, disprezza qualsiasi possibilità divina di influenzare il mondo. Durante la preghiera l'uomo capisce che il suo posto nel mondo è dovuto di norma solo ed unicamente al potere che D-o gli ha concesso. In ogni occasione, le sue azioni devono essere orientate secondo il sentiero morale che D-o gli traccia quando egli segue la via della Torah e della Mitzvah (buone azioni). “Sappi davanti a chi stai” è il principio fondamentale dell'uomo che prega. Comprendere che sto davanti al Re dei Re mi pone immediatamente al giusto posto, per quanto riguarda la percezione del mio potere e della mia forza.
In secondo luogo, anche il legame con la società è una parte fondamentale della preghiera. La preghiera ideale, per l'ebraismo, è la preghiera con il Minyan (quorum di dieci uomini). Dieci uomini che si trovano insieme per pregare. Vi è, nondimeno, anche la possibilità della preghiera separata, individuale. Tuttavia, quando vi è un Minyan, la mia preghiera è più efficace perché divengo parte di una nazione. In questo modo mentre prego mi diviene chiaro che nelle scelte della mia vita devo anche tener conto delle necessità degli altri, ed il cielo non voglia  che io metta me stesso al centro e pretenda che gli altri si adeguino ai miei desideri. Tuttavia è anche necessario considerare continuamente che abbiamo bisogno degli altri, sia dal punto di vista privato – famiglia, vicini, amici – che di quello pubblico – nazioni, stati e religioni.
Vi è un detto secondo il quale chi prega per il suo amico viene ascoltato per primo. Non è un semplice modo di dire, ma piuttosto un insegnamento per educare l’uomo. Non pensare a te stesso, ma piuttosto riconosci che a) i nostri problemi non sono i peggiori, considera tutto nelle giuste proporzioni, b) il tuo diritto di ricevere aiuto inizia quando capisci che non vi è posto per l'egoismo nella preghiera.
In terzo luogo, prega per il mondo intero. Per definizione la preghiera è legame e contatto. Prima legame e contatto di un individuo che prega con D-o, il Creatore, e successivamente legame e contatto con il mondo intero. La nostra preghiera è sempre al plurale. Siamo sempre impegnati nella preghiera per il mondo intero. Da quanto ho detto finora si comprende che la preghiera è, in definitiva, un tempo di cambiamento per l'uomo. Un tempo in cui l'uomo fa suoi vari valori con l'aiuto dei quali cambia e migliora le proprie vie. La preghiera è un tempo di apprendimento e di cambiamento per l'uomo. Un tempo in cui impara a riconoscere il suo posto nel mondo e nella società; un tempo in cui apprende quale siano i valori di cui ha bisogno per migliorare le sue azioni.
Una delle preghiere speciali nella storia ebraica come anche nella storia del mondo è la preghiera di Abramo contro la distruzione di Sodoma e Gomorra. Quando il Santo – egli sia benedetto – decise di distruggere Sodoma e Gomorra si rivolse prima ad Abramo, nostro padre, uomo di rettitudine e giustizia, gli spiegò come si fosse deteriorata la situazione sociale a Sodoma, e gli anticipò che essa avrebbe subito una grande distruzione. Abramo immediatamente apre un negoziato e prega per la gente di Sodoma e Gomorra. Una preghiera in cui cerca in tutti i modi di salvare gli abitanti della città. Dapprima Abramo chiede: “Davvero ucciderai il giusto con il malvagio?” Tutti gli esseri umani quindi sono uguali nella punizione. E' ingiusto che il giusto muoia unicamente per i peccati del malvagio. In altre parole: qual'è il livello di responsabilità di ognuno di noi verso l'altro? La risposta di D-o è veloce; risponde che se vi saranno cinquanta uomini giusti nella città, ovvero se in ognuna della cinque città di Sodoma vi saranno dieci uomini giusti, questo sarà una ragione sufficiente per non distruggere la città, essendoci la possibilità che gli uomini giusti aiutino le persone della città a redimere il proprio comportamento. La discussione continua finché Abramo capisce che non vi sono neanche dieci uomini giusti in quelle città.
La preghiera di Abramo non tocca tanto la propria vita personale quanto piuttosto il mondo intero. Abramo qui si collega alla situazione degli abitanti delle città e cerca di trovare un modo per redimere il loro comportamento. Persino quando capisce quanto negativo sia il loro comportamento  egli compie comunque un tentativo, perché forse può ancora essere possibile redimerli. 
Abramo non mette la volontà di D-o alla prova, ma piuttosto capisce che sicuramente la volontà di D-o è di migliorare ogni cosa a beneficio delle sue creature. Perciò Abramo tenta di capire se gli esseri umani sono pronti a cambiare e a farsi cambiare, affinché la volontà di D-o, quella di vederci migliorati, possa compiersi nella sua pienezza.
Il ruolo della preghiera è innanzitutto quello di provocare in noi un cambiamento interiore, nei nostri pensieri ed anche nel nostro comportamento. La preghiera non è un compito facile. Non si riduce al tempo in cui l'uomo entra in un luogo di preghiera, dove potrà sentirsi a suo agio, eccitarsi, piangere, essere felice, e alla fine se ne va. Noi la preghiera la chiamiamo “lavoro del cuore”. Durante la preghiera l'uomo compie davvero un lavoro, mettendo all'opera le sue qualità, la sua condotta e le sue capacità di pensiero. La preghiera è un tempo di cambiamento. Un tempo in cui l'uomo cambia se stesso, migliorandosi e, attraverso la preghiera, D-o permette che il bene influenzi il mondo. Sebbene noi non ci accorgiamo di ciò immediatamente ed in maniera tangibile, dobbiamo sapere che è possibile che una preghiera che abbiamo espresso qui con tutto il cuore abbia un effetto su qualcun altro che si trova dall'altra parte del mondo, e per il quale non eravamo consapevoli di pregare.
Il Siddur (libro di preghiere) ebraico perciò comprende una preghiera chiamata Amidah (la preghiera in piedi). Questa preghiera ha diciotto benedizioni universali, che furono decise e composte da 120 rabbini, membri della Grande Assemblea. In tal modo all'uomo è concesso abbandonare il circolo vizioso dell'egoismo e del pensiero assolutamente indipendente, e comprendere che, certamente le sue necessità personali hanno un posto, ma le necessità della collettività e quelle del prossimo non sono da meno. Anche se io, grazie a D-o, oggi sono in buona salute, e non conosco nessuno che sia malato, non di meno oggi devo recitare le preghiere per la guarigione dei malati. Sebbene, per quanto mi riguarda, vi è pace tra me e la mia famiglia ed i miei amici, e anche se vi è pace nel paese dove vivo, devo pur tuttavia pregare ogni giorno per la pace nel mondo.

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