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30 Settembre 2013 09:00 | Sala della Pace

Speranza e pace : le religioni in Giappone


Yautaka Watanabe


Rissho Kosei Kai, Giappone
Innanzitutto vorrei esprimere la mia sincera gratitudine per avermi fornito l'opportunità di questo intervento presso l'Incontro Internazionale per la Pace, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio. Grazie di cuore.
 
Se guardiamo alla situazione del mondo, non possiamo non percepire l'esistenza di molti gravi problemi, che includono conflitti etnici e quelli fra le diverse religioni, il riscaldamento globale, la mancanza di cibo, la crisi economica, la povertà, le armi nucleari, ecc. Nel mondo moderno, dove la globalizzazione è progredita di pari passo con l'enorme sviluppo delle comunicazioni e della scienza, è aumentato il peso che i problemi di ogni paese hanno su tutti gli altri. In queste circostanze sta diventando sempre più difficile avere delle prospettive e si ha l'impressione che le persone stiano perdendo la speranza.
Credo che la situazione in cui versa il mondo in cui viviamo richieda che tutti noi, credenti di diverse religioni qui riuniti per questo incontro, ci uniamo nello spirito per trasmettere alle persone i valori della religione, per una visione del mondo più spirituale. La forza della religione, infatti, ci mette in condizione di percepire la luce, ci dà speranza in un mondo che appare pieno di sofferenza e ci illumina, permettendo ad ognuno di noi di compiere il proprio cammino coraggiosamente e con gioia.
 
Vorrei ora introdurre gli insegnamenti e le pratiche della Rissho Kosei-kai. 
Per quanto riguarda gli insegnamenti, la Rissho Kosei-kai si basa sui testi sacri del Triplice Sutra del Loto (ossia il Sutra degli Innumerevoli Significati, il Sutra del Fior di Loto della Legge Meravigliosa e il Sutra della Meditazione sul Bodhisattva Virtù Universale). Inoltre, la Rissho Kosei-kai considera "Sakyamuni, il Buddha Eterno ed Originario, Grande e Benefico Maestro, Onorato dal Mondo" quale proprio principale oggetto di culto. 
Nel Sutra del Loto troviamo l'insegnamento dell'Unico Veicolo, il quale guida tutti gli esseri senzienti allo stato di buddha, all'illuminazione. L'Unico Veicolo significa che la Verità-Dharma sostiene l'intero universo e che tutti gli esseri viventi sono a loro volta sostenuti nell'Unica Vita. Ciò ci esorta a essere consapevoli del fatto che tutti sono preziosi e insostituibili e, di conseguenza, a riverirci reciprocamente. L'insegnamento dell'Unico Veicolo ci rivela quindi un mondo armonioso nel quale i viventi riconoscono la dignità gli uni degli altri e collaborano aiutandosi senza distinzioni basate su nazionalità, etnia o credo religioso.
 
Più concretamente, nel secondo capitolo del Sutra del Loto ci viene rivelato l'unico grande scopo per il quale i buddha, gli onorati dal mondo, fanno la loro comparsa. L'unica ragione per cui Sakyamuni Buddha è nato in questo mondo è "condurre tutti gli esseri alla condizione di buddha illuminato". Possiamo dire che il Buddha Eterno è il Principio Vitale Originante che sostiene tutti gli esseri senzienti, la grande Forza Vitale dell'Universo, ed è anche Colui che ha percepito tale Forza e Verità, entrando in comunione con essa. Pertanto il Buddha Maestro, utilizzando innumerevoli abili mezzi in accordo con le nostre capacità di comprensione, ci guida verso l'ottenimento della sua sapienza, affinché ci rendiamo conto che ogni essere possiede ugualmente la natura buddhica, ossia la potenzialità di essere un buddha risvegliato. Da questo punto di vista, pur dovendo affrontare difficoltà e sofferenze, possiamo comprendere che esse fanno parte del disegno e dell'insegnamento del Buddha volto a farci conseguire l'illuminazione. In questo senso, sentiremo scaturire un sentimento di gratitudine anche nei confronti delle difficoltà.
Nel terzo capitolo del Sutra del Loto si legge: «Questo triplice mondo è mio dominio, e gli esseri che vi dimorano sono tutti figli miei. Questo luogo è adesso colmo di dolore e sofferenza, ed io sono l’unico che può salvarli e proteggerli».In questo passo del sutra possiamo chiaramente percepire la grande compassione che il Buddha Originario nutre nei confronti di tutti noi: "Tutti gli esseri sono i miei amati figli ed io non posso non salvarli dalle loro sofferenze". Questo insegnamento può metterci in condizione di vivere serenamente in questo mondo pieno di sofferenza.
 
Come ho già accennato, quel che permea tutti gli insegnamenti del Buddha è il concetto dell'Unico Veicolo. Secondo questo principio, anche se agli occhi dell'uomo questo mondo sembra pieno di disperazione e sofferenza, teatro di perenni conflitti, il vero aspetto della realtà compreso dal Buddha Illuminato è di perfetta armonia fra i costanti mutamenti di tutte le cose, le quali si sostengono reciprocamente. Ciò significa che anche nella situazione più disperata possiamo trovare l'opera del Buddha: è questo che ci permette  di destare la nostra natura buddhica e di realizzare un mondo di grande armonia.
Pertanto, se approfondiremo l'insegnamento dell'Unico Veicolo del Sutra del Loto, per quanto sia difficile la situazione del tempo in cui viviamo, ognuno di noi avrà la possibilità di vivere con la speranza. In altre parole diverremo consapevoli di questo profondo significato, il quale non riguarda solo il buddhismo, ma è un comune denominatore di tutte le religioni. Credo quindi che sia veramente importante che gli uomini e le donne di religione, fondandosi su questo profondo significato, si sforzino costantemente per realizzare la pace nel mondo.
 
Vorrei a questo punto citare il discorso che Nikkyo Niwano, fondatore della Rissho Kosei-kai, ha pronunciato in occasione della Sessione Speciale dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite sul Disarmo. A quel tempo, in piena guerra fredda fra il blocco occidentale e il blocco orientale, c'era grande preoccupazione in merito alle armi nucleari e al loro possibile impiego in un conflitto che avrebbe potuto distruggere l'intero pianeta. Il Fondatore, sia come buddhista che come giapponese – il cui paese è stato l'unico al mondo a subire il bombardamento atomico, ha fatto per tre volte un pressante appello affinché le armi nucleari fossero abolite in tutto il mondo. Con il suo intervento, il Fondatore è stato un esempio di "persona di religione in azione". Egli disse: "Invece di rischiare armandoci dovremmo rischiare il tutto per tutto per la pace e per il disarmo".Credo che sia importante aspirare alla pace, con costanza e purezza ma anche con ferma determinazione. Il Sutra del Loto ci propone un modello esemplare di questo tipo di comportamento. Si tratta della storia di un monaco, il Bodhisattva Sadaparibhuta, Mai Sprezzante, la quale viene narrata nel capitolo XX del sutra.
Questo Bodhisattva, detto "Mai Sprezzante", aveva piena consapevolezza del fatto che tutti gli esseri possiedono essenzialmente la natura buddhica, identica al Buddha, e pertanto si dedicava a riverire tutte le persone che incontrava. Anche quando veniva disprezzato o rimproverato o persino quando rischiava di essere ucciso dai suoi oppositori, questo Bodhisattva continuava a praticare la sua venerazione della natura buddhica di tutti gli esseri, compresi coloro che lo perseguitavano. Credo veramente che sia questo lo spirito con il quale dovremmo impegnarci coraggiosamente nella nostra missione per la pace.
 
A tale proposito vorrei parlarvi di un'attività per la pace che venne svolta dalla Sezione Giovani del nostro Movimento. Nel luglio 1973 era stato organizzato un viaggio denominato "la nave dei giovani". Circa 500 dei nostri giovani hanno visitato le Filippine. Si sono recati in un cimitero giapponese sorto in memoria delle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Essi rimasero profondamente turbati nel vedere che questo cimitero era in uno stato di completo abbandono. Tornati in Giappone, costituirono una fondazione per la restaurazione di quel cimitero. Successivamente Kinjiro Niwano, che a quel tempo era direttore della Sezione Giovani, prese parte al "Viaggio del pentimento attraverso il Sud-est asiatico". All’evento partecipavano credenti e rappresentanti delle diverse religioni presenti in Giappone. Durante questo viaggio di preghiera per le vittime e per i caduti nei vari paesi coinvolti nel conflitto, Kinjiro Niwano si rese conto che c'era un'intensa tristezza e una forte rabbia da parte degli abitanti locali nei confronti dei giapponesi e del loro atteggiamento. Per quelle persone i giapponesi venivano nei loro paesi, anni dopo la seconda guerra mondiale, costruendo cimiteri e monumenti ai caduti giapponesi, senza però recarsi nei cimiteri delle vittime del posto. Egli comprese che non sarebbe stato possibile realizzare un vero rapporto di amicizia in Asia e tantomeno si sarebbe potuta realizzare la pace senza un pentimento sincero da parte dei giapponesi. Da questa sua esperienza, il progetto della ricostruzione del cimitero giapponese finì col trasformarsi in quello della costruzione di un cimitero per tutti i caduti. In seguito, i nostri giovani hanno cominciato a visitare Bataan, dove si è verificata la più terribile battaglia della Seconda Guerra Mondiale nelle Filippine.
È a Bataan che si trova il punto di partenza della "Marcia della morte". Si tratta di un lungo percorso attraverso il quale la milizia giapponese forzava i prigionieri di guerra filippini e statunitensi a marciare fino al campo di concentramento, che si trovava a circa 83km da quel punto. Più di diecimila prigionieri morirono a causa del caldo cocente, della mancanza di cibo e acqua e a causa delle malattie. Molti abitanti locali che avevano perso i loro familiari ed amici in quella tragedia provavano un odio intenso verso i miei connazionali, nutrendo un vero e proprio sentimento antigiapponese. Fu proprio in questo contesto che i nostri giovani decisero di pregare e di esprimere il proprio pentimento con tutto il cuore, per trasformare quel luogo in un nuovo punto di partenza per la pace e l'amicizia fra i popoli. Grazie all'accoglienza e alla comprensione degli abitanti locali, l'8 aprile del 1975, nelle Filippine, è stata cosruita la "Friendship Tower", la Torre dell'Amicizia, simbolo dell'amicizia fra il Giappone e le Filippine.
Dopo la costruzione della torre è iniziato un rapporto d'incontro fra i nostri giovani e i giovani cristiani di Bataan. E' stato inoltre fondato il Bataan Christian Youth Civic Circle (BCYCC). Negli anni ‘80, il rapporto fra le due associazioni si è sviluppato fino ad una vera collaborazione per la pace, con attività quali la costruzione della biblioteca di Bataan, la campagna per il disarmo nucleare, lo svolgimento dell' "Asian Religious Youth Forum" ecc. Tutto questo non è che l'effetto della riconciliazione fra i giovani giapponesi e i giovani filippini. Le loro preghiere, infatti, non erano volte solo alla pace per i rispettivi paesi, ma alla realizzazione della pace nel mondo intero: avevano costruito nei loro cuori un saldo, indistruttibile ponte d’amicizia. Difatti, come segno di riconciliazione, l'allora Sindaco di Bataan conferì al direttore della Sezione Giovani il titolo di "Amato Figlio di Bataan". Fu inoltre costituita la BCY Foundation per il supporto dell'educazione dei giovani più bisognosi di Bataan e per l'istituzione di una borsa di studio per loro. La cosa più bella, tuttavia, è che i membri del BCYCC hanno accolto noi giapponesi, fino a poco tempo prima da loro odiati e detestati, dandoci un'opportunità d'incontro. Con il loro atteggiamento nei nostri confronti ci hanno dimostrato lo stesso spirito del Fondatore, che diceva "invece di rischiare armandoci dovremmo rischiare il tutto per tutto per la pace e per il disarmo". Il loro coraggio, che ha trasformato il loro odio in amore e amicizia, ci ha dato speranza. Nel 2015 si celebrerà il 40° anniversario della "Friendship Tower". Penso che sia importante continuare queste attività di pace e di scambio.
 
Per concludere, vi assicuro che noi membri della Rissho Kosei-kai continuiamo sempre a cercare di individuare quale debba essere il ruolo della religione nel mondo moderno, e a dedicarci con tutto il nostro impegno per realizzare la pace in collaborazione con tutti voi, credenti di diverse religioni.
Vorrei infine esprimere ancora una volta la mia più sincera gratitudine per avermi dato l'opportunità di partecipare e di intervenire in questo Incontro Internazionale per la Pace.
 
Grazie infinite per la vostra attenzione.

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