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30 Settembre 2013 16:30 | Basilica di Santa Maria in Trastevere

Unità e fraternità : una possibile lettura



Paulo Lockmann


Presidente del Consiglio Metodista Mondiale
1. L’unità come volontà di Dio, rivelata nella creazione:
 
 
a) L’unità come parte di te stesso (di ognuno di noi) – Gen. 1:26-27
Il concetto biblico dell’uomo, creato a immagine di Dio, reca in sé il principio di unità e identità. L’umanità può trovare la propria identità solo in unione con Dio. Così (allo stesso modo ) noi non esistiamo fuori dall’unità con Dio; la rottura (la frattura) di questa unità (il peccato), ci rende vulnerabili e fragili, lasciando spazio all’oppressione e all’ingiustizia,che sono il risultato (la conseguenza) dell’assenza di Dio dai nostri progetti di vita.
b) L’unità come parte e curatore del mondo creato – Gen. 1.28
La nostra responsabilità nei riguardi del mondo creato è prenderci cura di esso,assicurandoci che le sue risorse garantiscano il sostentamento e i bisogni di tutte le creature. Ciò significa che esiste una relazione di unità, identità e dipendenza tra tutti gli esseri viventi,e che al cospetto di Dio siamo tutti tutori di questa armonia. La creazione dipende da noi e noi dipendiamo da essa, ed entrambi dipendiamo da Dio. L’interruzione (la rottura) di questo equilibrio genera caos nella creazione. Siamo testimoni del caos nelle nostre vite con la presenza dell’inquinamento ecologico, con i mutamenti climatici che portano morte e distruzione, e che sono il risultato diretto della rottura del vincolo tra Dio e le Sue creature. La creazione intera deve restare unita al progetto originale di Dio, che (il progetto) è intrinseco in ogni creatura. Questa mancanza di equilibrio è frutto dell’egoismo dato dalla volontà di soddisfare il desiderio di pochi  a scapito del progetto divino che abbraccia e coinvolge tutti.
 
c) Uomo e donna, una parte integrante l’uno dell’altra, essendo insieme un’unica unità( essendo insieme una cosa sola)– Gen. 2.24
 
Nel rapporto tra uomo e donna, è chiaro il processo di unità presente nella creazione. Noi e il Signore, siamo un solo corpo e una sola volontà. Noi e la creazione, siamo un solo universo, creato e correlazionato secondo l’intenzione di Dio, che da significato e senso alla vita.
Allo stesso modo, l’uomo e la donna, entrambi dinanzi a Dio, sono in relazione con due identità, con la creazione e con il creatore. Così,noi possiamo affermarci non nel senso di superiorità o nella dominazione degli uni sugli altri, ma nell’unità e nella cooperazione, nell’atto di ristabilire insieme gli ideali fraterni di Dio. Comunione e uguaglianza sono la consequenza naturale di questa vita vissuta nell’unità.  Si può parlare di responsabilità diverse, ma di fronte a Dio e alla creazione abbiamo gli stessi diritti. Garantire tutto questo significa continuare l’unità primordiale con Dio e la creazione,all’interno del meraviglioso universo di ogni uomo e di ogni donna. 
 
2)  L’unità come prerogativa del rapporto tra il Figlio-Gesù, e il Padre-Dio. 
Gv. 1.1-2; Gv. 5.19
 
a) Questa unità è quella che dà autorità e guida a Gesù - Gv. 5.20-30
Il Vangelo di Giovanni è estremamente ricco nei discorsi di Gesù, quando esprime la naturalessa del Suo ministero, e la Sua dipendenza e unità con il Padre. Partendo dal prologo, nel quale sta scritto: ”In principio era il verbo,il verbo era presso  Dio, e il verbo era Dio”. Non c’è distinzione in natura; il Padre e il Figlio confluiscono in un’unica unità. 
Questa unità, secondo Giovanni, capitolo 5: 20, è vitale poiché guida e sostiene le azioni del Figlio tra gli uomini e le donne. Nello stesso orientamento si riscontrano le opere del ministero del Figlio, nelle quali si manifesta la presenza del Padre, fatto che mostra l’importanza della Unità tra i due. 
Qualunque servo di Dio necessita di questa Unità con il Padre e con il Figlio. Senza di essa operiamo solo per noi stessi e senza la guida di Dio non otteniamo alcun risultato, perché da questa Unione scaturiscono un’ispirazione e una forza che si chiama Spirito Santo in noi e tra di noi.  Lo Spirito Santo è ciò che mantiene viva tra noi l’Unità con il Padre e con il Figlio.
b) Attraverso l’Unità con il Padre, Gesù rivela la volontà di Dio – Gv. 6.38
Nell’esercizio della volontà noi inquadriamo la nostra vita, o verso i nostri progetti personali, o verso il progetto del Regno di Dio. In esso si afferma la sovranità di Dio e viene stabilito l’equilibrio di tutta la creazione, tutto in un’unica relazione di unità, assicurando il proseguimento della vita in tutti e per tutti.
Gesù evidenzia la sua unione con il Padre nella sottomissione alla volontà del Padre inteso come il Signore. La volontà di Dio diventa il criterio e il filo conduttore dove viene garantito il proseguimento del Suo progetto iniziato a partire dalla creazione. Gesù comprende tutto questo molto chiaramente. 
Oggi viviamo in una società dove esistono migliaia di umiliati e oppressi, da minoranze insensibili alla volontà di Dio; così la miseria di tanti è il risultato diretto della rottura dell’unione con la volontà di Dio. La conseguenza di tutto ciò è una società divisa, razzialmente, economicamente, socialmente, etc. Le divisioni sono in antitesi con la volontà di Dio e ciò si ripercuote come un profondo indebolimento del progetto di vita che Dio ci illustra.
 
 
c) L’immagine della vite. L’ unità con il Padre produce l’unità con i discepoli - Giovanni 15.1-5
Il Vangelo di Giovanni è ricco di immagini; molteplici figure sono create  e altre prese dall’Antico Testamento. La vite è un’immagine simbolica della vita, considerato che si tratta di un prodotto la cui coltivazione è estremamente antica, a partire dalla presa della terra di Canaan, prodotto che sta alla base dell’alimentazione del popolo.
Dio è l’agricoltore, Gesù la vite e noi i tralci. Immagine le cui parti sono indivisibili. Dio è attento si preoccupa della sua vite (Gesù), tagliando i rami secchi.
Dio pianta in questo mondo la vite (Gesù) ed essa produce tralci nuovi ( coloro che si salvano – la Chiesa ) e i tralci non sopravvivono senza rimanere legati tra di loro ( UNITA’), senza rimanere legati alla vite, e sempre sotto le cure dell’agricoltore (Dio).
Sono i legami dell’Unità che preservano e fanno crescere la Chiesa. 
3) Unità come progetto di Gesù nei confronti dei suoi discepoli: il discorso di Gesù sull’Unità – Giovanni 17 
 
a) La parola di Gesù deve unirli nella sottomissione e nella fede. Giovanni 17.1-8 
Come possiamo osservare, il discorso di Gesù è una confessione sulla vita e una aspirazione della comunità dei suoi discepoli. L’Unità si fonda sulla confessione di fede declinata da Gesù come segue:
a.1) Dio è il Signore di tutta la gloria e di tutta l’Autorità e il Potere. - v.1
a.2) Gesù è il suo Figlio inviato secondo la sua volontà, e che viene da Dio ed è Dio, ed è giunto per manifestare la gloria di Dio su tutti i popoli, uomini e donne. - v.2 e 3
a.3) la gloria di Dio si manifesta attraverso Gesù nella realizzazione dell’opera che il Padre Gli rivela, ciò si manifesta con i segni e i prodigi realizzati da Gesù. -v.4
a.4) Il più grande segno della gloria e del potere di Dio è la vita eterna, intesa come salvezza concessa a tutti e a quanti  credono in Gesù, e qui espressa come una nuova vita in un  nuovo ordine di giustizia, amore ed uguaglianza per tutti , dono concesso come segno dell’amore senza riserve del Padre, che viene rivelato all’umanità da Gesù. - v.3
Da questo principio, affermando la propria fede nella parola di Gesù, i discepoli sono stati chiamati per custodire questa parola di confessione missionaria, nella quale appare chiaro che l’opera di Gesù si è compiuta, ma chiede di essere continuata.
Così non c’è Unità senza confessione e senza Missione. Perché confessiamo un’unica fede ed ereditiamo un’unica missione. 
 
 
b) Gesù prega per l’Unità - Giovanni 17.9-21
L’Unità tra i discepoli era un desiderio di Gesù e crediamo che continui ad esserlo. La ragione principale è che l’unione tra i discepoli glorifica il nome di Dio. -v.10
Così qualsiasi divisione è uno scandalo che cospira contro Dio e la sua Chiesa.
Più grande è l’Unità e l’amore tra i discepoli, maggiore credibilità acquisisce la nostra preghiera. Possiamo dire che l’Unità è un mezzo dell’Evangelizzazione, poiché Gesù ha predicato questo: “  affinché tutti siano una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato “. - v. 21
Non dimentichiamo che l’Unità è un desiderio di Gesù, espresso più volte nella sua preghiera.
c) L’Unità si ottiene solo attraverso l’amore – caratteristica principale dell’unione tra il Padre e il Figlio: Giovanni 15.9-13, Giovanni 17.3-26
Non esiste unità dove non c’è amore. Tutti noi sappiamo che se un uomo e una donna decidono di sposarsi, è perché si amano, o almeno così dovrebbe essere. Senza amore è impossibile vivere uniti.
Gesù sapeva questo, per questo nella sua preghiera invoca l’Unità, evidenziando che era unito al Padre attraverso i vincoli dell’amore, e al tempo stesso in relazione ai discepoli e che il suo desiderio era vedere questo amore presente in essi : "... affinché l’amore del quale Tu mi hai amato sia in loro, e io in loro.." Giovanni 17.26
Dove Gesù è presente c’è amore, poiché Egli è l’Amore (1 Giovanni  4.8) Alla base di tutti i nostri conflitti interiori c’è la radice di una mancanza d’amore. Quando amiamo le nostre idee, il nostro modo di essere, la nostra immagine di Chiesa, rispetto a quella dei fratelli che la pensano diversamente da noi, stiamo cospirando contro l’Unità, siamo adoratori di noi stessi e non di Dio, poiché non esiste idea, per quanto santa possa essere, che meriti più amore di un fratello, dal momento in cui Gesù morì sulla croce del Calvario.
Così, per preservare l’Unità, dobbiamo porre davanti a qualunque progetto l’amore con cui dobbiamo amarci gli uni gli altri. Ricordandoci che Gesù si è fatto servo di tutti, non chiuse la sua bocca, non smise di proclamare la verità, ma amò ed amò fino alla morte, la morte sulla croce. “... per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore a gloria di Dio Padre” (Fl. 2. 9-11)
 
4) L’Unità come caratteristica della Chiesa; Il Corpo di Cristo:
 
a) Tutti i simboli ecclesiastici sono simboli di Unità:
a.1) La vite- Giovanni15
a.2) Il pastore e le pecore- Giovanni10.11-16
a.3) La pietra di fondamento e i mattoni – Efesini 2.19-22
a.4) Il marito e la moglie- Efesini 5.22s
a.5) Il Corpo- Efesini 1:22-23, I Corinzi 12, etc
 
b) Unità come esperienza vissuta dalla Pentecoste: Atti 2.1-13
Il racconto della discesa dello Spirito santo nel giorno della Pentecoste è accompagnato dall’affermazione che tutti erano riuniti insieme, concordi nella speranza che gli era stata data da Gesù. Questa unione si riflette anche nell’esperienza che segue: tutti sono pieni di Spirito Santo,tutti  cominciano ad annunciare le grandezze di Dio. L’esperienza delle lingue diventa un altro simbolo di Unità, poiché spezza le separazioni che c’erano tra i giudei e i proseliti dei giudei, tutti vanno d’accordo, in un fenomeno che produce l’effetto contrario a quello di Babele, dove invece di dividere le lingue del popolo arriva ad unirli nella conoscenza della grandezza di Dio. 
 
c) L’esperienza dell’unità come celebrazione di fede e tradizione della Chiesa negli Atti - Atti 2.42-46
La Chiesa è nata dal progetto di Dio e nell’unione dello Spirito Santo ha sviluppato caratteristiche che sono inscindibili dal loro modo di essere. Noi chiamiamo ciò tradizione, ossia un’insieme di esperienze e pratiche che descrivono chi siamo, e diventano simboli dell’unità della Chiesa.
Cosa sono? Non è possibile elencarle tutte ma enfatizziamo in questo contesto quelle che si trovano negli Atti  2.42-46.
c.1) "... Dottrina degli apostoli. "Ciò significa l’insegnamento di Gesù, la permanenza della Parola all’interno della comunità, o ciò che alcuni esegeti affermano essere la sinagoga del cerchio cristiano, dove c’è spazio per l’insegnamento della fede che veniva condivisa e tramandata dagli apostoli.
c.2) "... nella comunione, nella divisione del pane...” C’era una conseguente celebrazione di fede, in altre parole il culto stesso. Dove c’è una comunità cristiana deve esserci manifestazione di adorazione e di servizio a Dio. Unita a questa celebrazione c’era una parte costante del pasto come espressione di profonda comunione e unità che veniva celebrato nella forma di semplice pasto. Questo pasto è anche una denuncia in un mondo che esclude le persone dalla tavola della mensa.
c.3) “... e nelle preghiere... “  Accanto alla catechesi e al culto, all’interno della Chiesa era presente il momento della preghiera. Partendo dall’assunto che non esiste Chiesa senza insegnamento o senza culto, allo stesso modo non esiste Chiesa senza preghiera incessante al cospetto di Dio. Quando Pietro fu catturato il testo degli Atti 12.5 dice che vi era stata un’incessante preghiera in suo favore.
c.4) “... In ogni anima c’era timore e molti prodigi e segnali era stati dati...“. Come parte della tradizione catechetica, di culto e di preghiera, c’era l’azione dello Spirito Santo che operava attraverso gli apostoli. Si tratta di esperienze fondamentali della tradizione cristiana, ma creerà sempre danno all’Unità e alla tradizione desiderare di riassumere la natura della Chiesa in uno di questi momenti oppure escluderli.
c.5) "... Coloro che credevano rimanevano uniti e avevano ogni cosa in comunione... e lo dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno...”
Nella conseguenza inevitabile di condividere la fede, il pane e le esperienze, c’era un impegno con coloro che possedevano meno, e ancora di più verso coloro che non possedevano nulla.
Nella ripartizione dei beni, il dare è un’esigenza dell’indole della Chiesa nata nella Pentecoste. E’ anche un insegnamento di Gesù... ”c’è maggiore felicità nel dare che nel ricevere.” Atti 20.35
Viviamo in una società con tracce perverse e anti-cristiane: non si dà nulla oppure quando dà è per ricevere molto di più di quanto si dona, questo sforzo di riunirci qui è un modo di donare la vita e il tempo per costruire un mondo più giusto. Sento nitidamente la presenza di Dio in tutto questo. 
Non c’è Unità nella disuguaglianza, nei rapporti ingiusti di lavoro,nella mancanza (assenza) di una casa, della salute e di un lavoro con un corretto salario. E’ una sfida per l’unità della chiesa la ripartizione corretta delle risorse.
d) L’Unità come testimonianza per la crescita del Regno di Dio - Atti2.47
La vita della Chiesa secondo gli Atti degli Apostoli causò un impatto molto forte a Gerusalemme, e il motivo è quello descritto nel punto C, in altre parole è il modo di essere della Chiesa, che infondeva riverenza, comunione, amore, solidarietà e il potere di Dio.
Il risultato naturale di questa testimonianza di vita comunitaria è stato: “...lodando Dio e godendo della simpatia di tutto il popolo”. Atti 2:47
e) Unità: un appello di Paolo a tutte le Chiese – Rm. 15.5-6, I Co.1.10, Ef. 4.3.
Paolo esercitava almeno due grandi ministeri: il primo è stato il ministero dell’Evangelizzazione e l’annuncio del Regno, nel quale andava riunendo i convertiti e organizzandoli nelle Chiese. Il secondo è stato quello di preservare e mantenere unite queste chiese, attraverso il Ministero Supervisore – Episkopos (Vescovo), che egli realizza mediante lettere, personalmente o attraverso ausiliari (Timoteo, Tito e Epafrodito).
Credo che l’aspetto più difficile fosse quello di preservare il gregge unito. Il suo impegno per l’Unità era talmente grande che persino dalla prigione portava avanti tale impegno con clamore veemente: "...sforzatevi diligentemente di preservare l’Unità dello Spirito nel vincolo della pace." Ef. 4.3
Paolo sapeva che l’assenza di Unità indebolisce la Chiesa, e per questa ragione continuò costantemente a rivolgersi a tutte le chiese ponendo l’attenzione su questo aspetto.
 
Conclusioni:
Cosa si può dire dopo aver ascoltato la Parola di Dio esprimersi in tanti modi sull’Unità, la Comunione e la Fraternità?
Possiamo affermare che noi non facciamo ancora tutto ciò che è in nostro potere a favore dell’Unità.
Prova di questo è il fatto che esistono ancora divisioni tra di noi, ma Dio confida che il nostro impegno si trasformi in azioni a favore dell’Unità.
Infine, sì, è giunto il tempo di cercare Unità e Fraternità, come abbiamo visto, è desiderio di Dio che ci relazioniamo nell’amore, ciò ci aiuterà a costruire un mondo più giusto e fraterno. 
AMEN!
 

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