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8 Septembre 2014 09:30 | Thomas More, Campus Carolus, Room 005

Per l’umanista ogni persona conta


Luc Van Der Kelen


Journalist of the “Het Laatste Nieuws”, Belgium

Le religioni e le ideologie a volte tirano fuori il meglio, a volte il peggio delle persone. E’ così perché la società non viene guidata da Dio ma dagli uomini, e loro hanno sia qualità sia difetti. 

I recenti cambiamenti ci potrebbero far pensare che la civiltà stia regredendo, alcuni dicono all’Età della pietra, altri solamente al Medioevo. Al di là delle nostre emozioni, possiamo affermare che mai gli uomini sono stati così prosperi come oggi e quindi felici.  E’ solo di recente che 300 milioni di Cinesi sono stati strappati alla loro amara povertà, e così succede in altre parti del mondo: dall’India al Brasile e per la prima volta anche in Africa. Non è vero che ci giungono solo brutte notizie.

Le notizie sulle atrocità commesse dagli estremisti di alcune religioni soffocano l’informazione sulla cura dei più deboli, le attività delle ONG in tutto il mondo.  Certo si tratta di fatti gravissimi ma riguardano solo gruppi minoritari: è vero che dei piccoli gruppi possono nuocere molto, ma questo non ci può portare alla conclusione che le forze positive presenti nella società stiano diminuendo. Non è vero.

A una conferenza come questa ad Anversa, fondata sulla pace fra gli uomini e le religioni, sono presenti tutti gli umanisti, sia chi crede in Dio, sia chi non crede in Dio e tutte le sfumature intermedie, laici, atei e massoni. E’ per la prima volta che, su così larga scala, i rappresentanti delle religioni del Libro si aprono al dialogo con i non credenti. Questo avviene finalmente, 250 anni dopo l’Illuminismo. Si apre la strada verso una comprensione e un’intesa larga fra tutti gli umanisti.

Oltre la verità della loro religione, le loro convinzioni, la loro ideologia, uomini e donne provenienti da tutti gli angoli del mondo cercano un umanismo universale.  Fin dai giorni di Erasmo, che non per caso viene dai Paesi Bassi, i valori fondamentali della nostra civiltà vengono condivisi da sempre più persone: viverli è un impegno quotidiano.

La presenza di numerosi prelati qui significa che anche le religioni del libro accettano che può esistere un’altra verità accanto alla loro. Qualcuno che fosse convinto solo delle proprie ragioni non accetterebbe questo fatto. Iniziare un dialogo con gli altri è l’inizio del vero umanismo, nella sua forma cristiana, ebrea, musulmana o atea.

Adesso che tante cose stanno cambiando all’interno della Chiesa Cattolica, è arrivato il tempo per superare le contrapposizioni tra credenti e non-credenti. Da più di due secoli la filosofia umanista è stata soffocata da una forma di teologia settaria.  La lotta per la ragione, per l’unica e indivisibile verità ha, anche da queste parti e in questi tempi moderni e contemporanei, portato a una sofferenza disumana. 

Soltanto un secolo fa, gli illuministi venivano scomunicati dalla Chiesa. In teoria lo sono tuttora. Ma, come dicevano gli illuministi, la luce risplende anche nelle tenebre. La lettera di monsignor Bonny è un primo passo verso una comprensione e un’accettazione, un grande passo verso più umanità. Le religioni, anche quella cattolica, per tanto tempo sono state molto dure verso i più deboli e i più indifesi fra noi. L’ideologia superava l’uomo. Chi era divorziato, omosessuale o lesbica, avrebbe meritato comprensione invece di una dura condanna. Cosa ci può essere di più grave per un credente cattolico che essere allontanato dai propri compagni di fede? E’ un atteggiamento che ha fatto allontanare milioni di fedeli dalla loro Chiesa nei nostri paesi. 

Non soltanto i prelati e le Chiese sono colpevoli, questo è anche vero per gli umanisti e i massoni. Un’incomprensione valeva l’altra. Ancora oggi c’è chi dubita della sincerità dei tentativi di riavvicinamento e c’è chi coglie l’occasione per vendicarsi.

La vera natura dell’umanismo non è questa. L’umanismo deve essere universale, deve essere valido per tutti. Si tratta di andare ben oltre la tolleranza, si tratta di accettare e rispettare l’altro. Chi si limita a “tollerare” l’altro, non lo accetta nella sua totalità. Il vero umanesimo, religioso o no, cerca ciò che è prezioso in ogni scuola di pensiero. 

La società che conosciamo è stata costruita da tutti noi, sono presenti elementi di ciascuno di noi. E’ compito delle nostre generazioni continuare sulla strada di comprensione e di rispetto e scoprire cosa contribuisce a un mondo più umano, lontano da ideologie rigide e nazionalismi. E’ la strada verso un unico mondo, quello dell’umanesimo universale, in cui ogni uomo conta in se. 

 

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