Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - preghier...i giorno contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile

Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Dal vangelo di Luca 18,9-14

Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri: "Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l'altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato".

 

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

La pagina evangelica ci riporta una parabola che Gesù disse ai discepoli circa il modo di pregare. Più volte Gesù ha ammaestrato i suoi sulla perseveranza nella preghiera e sulla fiducia che debbono avere quando si rivolgono a Dio. Con questa parabola sottolinea l’indispensabilità dell’umiltà nella preghiera. È un insegnamento quanto mai opportuno perché è facile per noi presentarci davanti al Signore con l’atteggiamento di quel fariseo che presume di essere giusto e che confida solo in se stesso. Più difficile è considerarsi peccatori e bisognosi di perdono e di misericordia. Ma Gesù ci avverte che l’orgoglio e la presunzione sconfessano in radice la fiducia in Dio e spingono inoltre a diventare cattivi e duri verso gli altri. Il fariseo sale al tempio non per chiedere aiuto o per invocare misericordia, bensì per elogiarsi davanti a Dio e rivendicare perciò i suoi diritti. Si sente creditore verso il Signore e pretende di ricevere quanto gli spetta. Al contrario di lui, il pubblicano, pur essendo benestante e riverito oltre che temuto dalla gente a causa del suo mestiere, si sente bisognoso di aiuto e di misericordia. Per questo sale al tempio a mani vuote, non per pretendere diritti ma per chiedere aiuto. Potremmo dire che va al tempio come mendicante di perdono. Gesù ci dice con chiarezza che lui è perdonato perché non confida in se stesso, nelle proprie opere, nei suoi beni o nella propria reputazione, ma solo in Dio, mentre il fariseo, pieno di sé e soddisfatto delle sue opere torna indietro a mani vuote. Quante volte nella vita di fede ci crediamo giusti e ci comportiamo come il fariseo. Pensiamo a quanta fatica facciamo a riconoscere i nostri peccati. Siamo maestri nel vedere e giudicare quelli degli altri, ma tanto poco nel riconoscere e confessare i nostri. Ma il paradosso evangelico è fin troppo evidente: chi si innalza sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato. Sta scritto, infatti, nel salmo: “Chi è povero, cerca il Signore”. Impariamo l’umiltà, che è via all’incontro con Dio, invece di innalzarci sugli altri ed ergerci come giudici sprezzanti, credendoci migliori. Imitiamo quel pubblicano e continuiamo a presentarci al Signore, riconoscendo che siamo sempre peccatori, e per questo invochiamo da Lui aiuto e perdono.


29/03/2014
Vigilia del giorno del Signore


Calendario della settimana
GIU
18
domenica 18 giugno
Festa del Corpo e Sangue di Cristo
GIU
19
lunedì 19 giugno
Preghiera per la pace
GIU
20
martedì 20 giugno
Preghiera con Maria, madre del Signore
GIU
21
mercoledì 21 giugno
Preghiera con i Santi
GIU
22
giovedì 22 giugno
Preghiera per la Chiesa
GIU
23
venerdì 23 giugno
Preghiera della Santa Croce
GIU
24
sabato 24 giugno
Vigilia del giorno del Signore
GIU
25
domenica 25 giugno
Liturgia della domenica