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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria di santo Stefano (+1038), re di Ungheria. Si convertì al Vangelo e promosse l’evangelizzazione nel paese.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 19,13-15

Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: "Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli". E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

È un’immagine bella e tenera quella di Gesù attorniato dai bambini. I discepoli che pure avevano visto portare a Gesù lunghe file di malati, ora che vedono assieparsi attorno al Maestro un nugolo di bambini non comprendono e cercano di allontanarli. Evidentemente considerano un disturbo per Gesù l’accorrere, certamente un po’ confuso, dei bambini verso quel singolare Maestro. Ma Gesù li ferma, anzi li rimprovera vedendoli sgridare i bambini: “Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro infatti appartiene il Regno dei cieli”. E mentre i bambini giungono accanto a lui “impone loro le mani”. È a dire che li protegge, come protegge e aiuta tutti i deboli e gli indifesi. Vengono in mente i milioni di bambini abbandonati, che muoiono per la fame, o quelli che muoiono per la guerra, o coloro che sono sfruttati e violentati anche nelle società del mondo ricco. Questi bambini spesso sono soli e abbandonati senza che nessuno se ne prenda cura e li protegga. E purtroppo accade che vengano gravemente colpiti nel corpo e nella mente, anche da chi dovrebbe invece amarli e custodirli. Per Gesù sono fanciulli appunto da amare, da custodire e da far crescere con grande cura. I discepoli li rimproverano: non solo, cioè, non permettono loro di avvicinarsi ma vogliono non lo facciano più, come fosse sconveniente chiedere per chi è piccolo, per chi non conta. Gesù li rimprovera. Non vuole che rimandino via nessuno, che siano come gli uomini del mondo, forti con i deboli e codardi verso i potenti. I bambini sono indicati come un esempio da guardare con attenzione perché “a chi è come loro appartiene il Regno dei cieli”. Gli adulti debbono apprendere dai bambini quella semplicità e apertura di animo che sono necessarie per accogliere il Regno dei cieli, il messaggio evangelico. È il contrario dell’orgoglio e dell’autosufficienza di cui noi adulti spesso ci gloriamo. È un invito per noi tutti ad accogliere con disponibilità il Vangelo e a chinarci con maggiore generosità sui tanti bambini di oggi perché crescano non alla scuola della violenza e dell’amore solo per se stessi, ma alla scuola del Vangelo dell’amore. La via dell’essere bambini è quella dell’umiltà, della semplicità, del farsi aiutare, del dipendere dal padre, dell’affidarsi alla madre. Quanta facile supponenza anche nei discepoli, che finisce per ferire i piccoli. E basta davvero poco per umiliarli. Ricominciamo sempre da chi ha bisogno di protezione e di amore, perché anche noi siamo così.


16/08/2014
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