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Preghiera ogni giorno


 
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Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria di san Girolamo, dottore della Chiesa, morto a Betlemme nel 420. Tradusse la Bibbia nella lingua latina. Preghiera perché la voce della Scrittura sia udita in ogni lingua. Gli ebrei celebrano lo Yom Kippur (Giorno dell'espiazione).


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 13,4-12

Essi dunque, inviati dallo Spirito Santo, scesero a Selèucia e di qui salparono per Cipro. Giunti a Salamina, cominciarono ad annunciare la parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei, avendo con sé anche Giovanni come aiutante. Attraversata tutta l'isola fino a Pafo, vi trovarono un tale, mago e falso profeta giudeo, di nome Bar-Iesus, al seguito del proconsole Sergio Paolo, uomo saggio, che aveva fatto chiamare a sé Bàrnaba e Saulo e desiderava ascoltare la parola di Dio. Ma Elimas, il mago - ciò infatti significa il suo nome -, faceva loro opposizione, cercando di distogliere il proconsole dalla fede. Allora Saulo, detto anche Paolo, colmato di Spirito Santo, fissò gli occhi su di lui e disse: "Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia, figlio del diavolo, nemico di ogni giustizia, quando cesserai di sconvolgere le vie diritte del Signore? Ed ecco, dunque, la mano del Signore è sopra di te: sarai cieco e per un certo tempo non vedrai il sole". Di colpo piombarono su di lui oscurità e tenebra, e brancolando cercava chi lo guidasse per mano. Quando vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dall'insegnamento del Signore.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il racconto si apre con l'accenno allo Spirito Santo che guida e sostiene Paolo e Barnaba nella loro predicazione. È la condizione perenne della Chiesa e di ogni comunità: lasciarsi guidare dalla forza dello Spirito nella comunicazione del Vangelo. La predicazione evangelica inizia a percorrere le rotte del Mediterraneo: siamo nella primavera della fede e l'albero della comunità cresce e si sviluppa, seppure tra molte difficoltà. La prima tappa scelta dai discepoli è l'isola di Cipro. Paolo e Barnaba immediatamente traversano «tutta l'isola» perché nessuno resti privo della Parola. Ed è in questo momento che l'autore degli Atti inizia a chiamare l'apostolo non più Saulo, nome aramaico, ma Paolo, nome romano. Potremmo dire che l'apostolo vuole farsi "romano" con i Romani, pur di far conoscere loro il Vangelo. Per lui, come per ogni discepolo, la Parola di Gesù è l'unica forza, l'unico vero tesoro da comunicare. E Paolo lo comunica e lo difende con accanimento, perché sa che questa è la missione per cui è stato scelto. E quando si trova di fronte il mago che attentava alla fede del proconsole romano Paolo è durissimo: «Uomo pieno di ogni frode e di ogni malizia... sarai cieco», gli dice. E così avviene. In effetti una religiosità schiacciata su concezioni esoteriche impedisce di avere anche una visione umanistica della vita. L'apostolo, teso a comunicare il Vangelo anche al mondo ellenistico, combatte ogni esoterismo per comunicare un Vangelo che sia comprensibile al mondo. Il proconsole romano, se ne rende conto, e accoglie il Vangelo: «Quando vide l'accaduto, il proconsole credette, colpito dall'insegnamento del Signore».


30/09/2017
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