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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria del patriarca Abramo. Nella fede partì verso una terra che non conosceva, promessagli da Dio. Per questa fede è chiamato padre dei credenti, ebrei, cristiani e musulmani.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Gioele 1,13-15; 2,1-2

Cingete il cilicio e piangete, o sacerdoti,
urlate, ministri dell'altare,
venite, vegliate vestiti di sacco,
ministri del mio Dio,
perché priva d'offerta e libagione
è la casa del vostro Dio.
Proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra,
radunate gli anziani
e tutti gli abitanti della regione
nella casa del Signore, vostro Dio,
e gridate al Signore:
"Ahimè, quel giorno!
È infatti vicino il giorno del Signore
e viene come una devastazione dall'Onnipotente.
Suonate il corno in Sion
e date l'allarme sul mio santo monte!
Tremino tutti gli abitanti della regione
perché viene il giorno del Signore,
perché è vicino,
giorno di tenebra e di oscurità,
giorno di nube e di caligine.
Come l'aurora,
un popolo grande e forte
si spande sui monti:
come questo non ce n'è stato mai
e non ce ne sarà dopo,
per gli anni futuri, di età in età.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il profeta Gioele vive in un momento difficile a causa della guerra o di calamità naturali come la siccità e la carestia. Nel brano che abbiamo ascoltato si fa probabilmente riferimento ad una terribile invasione di cavallette che aveva devastato tutto. Questa devastazione viene letta come anticipazione del tremendo giudizio della fine dei tempi. Il profeta rinnova l'invito alla conversione ad un'assemblea straordinaria di penitenza con la convocazione di "tutti gli abitanti della regione" (v.14). La parola profetica risuona con forza perché il popolo di Israele non segua l'istinto a rassegnarsi e ripiegarsi su se stesso. Tutti sono chiamati a riunirsi nella casa di Dio e a pregare con fede insistente. Il digiuno accompagna la preghiera. Si potrebbe dire che la preghiera nei momenti difficili è essa stessa un digiuno, ossia il riconoscimento del proprio peccato e della propria condizione di miseria e di debolezza. Non sono le nostre forze umane che ci liberano. È solo Dio che può portare la salvezza. Di fronte al male del nostro mondo i credenti possiedono l'arma efficace della preghiera, che è il grido del povero rivolto a Dio perché salvi. Consapevoli della nostra debolezza (è questo il senso del digiuno), siamo anche coscienti della forza che Dio ci ha dato nella preghiera, una forza che cambia e riconcilia. Gesù lo ha ripetuto insistentemente ai discepoli: "Questa specie di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno" (Mt 17,21). E più avanti: "Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà" (Mt 18,19). La preghiera è la prima opera della comunità.


09/10/2015
Memoria di Gesù crocifisso


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