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Preghiera ogni giorno


 
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Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria di sant'Ambrogio (+397), vescovo di Milano. Pastore del suo popolo, fu forte di fronte all'arroganza dell'imperatore.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 103 (102), 1-4.8-10

1 Di Davide.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.

2 Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

3 Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,

4 salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia,

8 Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all'ira e grande nell'amore.

9 Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

10 Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Salmo 103 è composto da 22 versetti, uno per ciascuna lettera dell'alfabeto ebraico: ancora una volta si ringrazia il Signore dalla prima all'ultima lettera dell'alfabeto, ossia con l'intera nostra vita. La liturgia ce ne fa ascoltare solo alcuni versetti che ne mostrano comunque l'intera intenzione di lode al Signore. La liturgia ebraica ha inserito questo Salmo nella festa del Kippur, la solennità dell'Espiazione, perché ritenuto penitenziale. In verità, non ci sono parole di richiesta di perdono, ma solo di ringraziamento per il perdono già ottenuto. Il salmista, che ha vissuto l'esperienza del perdono, invita tutti a prendere parte al suo ringraziamento. Egli si fa voce dell'intera comunità, dell'intero popolo del Signore. Quello che Dio ha compiuto in lui, lo fa con tutti. Il salmista inizia incitando se stesso («tutto il mio intimo») a benedire il Signore e a ringraziarlo per i «Tanti suoi benefici». Davvero grande è il Signore, «perdona tutte le tue colpe e guarisce tutte le tue malattie, salva dalla fossa la tua vita, ti corona di grazia e di misericordia, sazia di bene la tua età avanzata e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza» (vv. 3-5). Con cinque parole il salmista descrive i tratti dell'amore del Signore: perdona, guarisce, salva dalla fossa, corona di grazia e di misericordia, sazia di beni l'età avanzata, rinnova la giovinezza. E insiste sul dovere di ricordare quanto Dio ha fatto per noi: «Non dimenticare tutti i suoi benefici» (v. 2). La smemoratezza rinchiude in se stessi, mentre il ricordo dell'amore di Dio spinge a custodire l'alleanza e a osservarne i precetti. Purtroppo è facile dimenticarci del Signore, presi come siamo da noi stessi. Egli, per nostra fortuna, si comporta esattamente al contrario, dimentica le nostre colpe e non smette di amarci. Noi siamo veloci all'ira e tardi all'amore e al perdono, invece il Signore è «misericordioso e pietoso, lento all'ira e grande nell'amore» (v. 8). Egli non ci tratta in rapporto con i nostri peccati e neppure ci ripaga secondo le nostre colpe (v. 10) ma come un padre ha pietà dei suoi figli (v. 13). Più avanti il salmista ci ricorda il perché di tanto amore: «Egli sa di che siamo plasmati, ricorda che noi siamo polvere» (v. 14). È la nostra debolezza a spingere Dio a chinarsi su di noi e a prenderci in cura. Possiamo non commuoverci davanti a tanto amore?


07/12/2016
Preghiera con i Santi


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