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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Ringraziamento al Signore per l'anno trascorso.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 96 (95), 1-2.11-13

1 Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

2 Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

11 Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;

12 sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta

13 davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La liturgia di oggi ci fa cantare ancora il Salmo 96. È bene che in questo ultimo giorno dell'anno, assieme all'intera creazione, cantiamo il nostro grazie al Signore per il grande dono del Natale per noi e per l'umanità. In antico i cristiani iniziavano il nuovo anno proprio a partire dal giorno della nascita di Gesù. In ogni caso, è bella la tradizione del ringraziamento alla fine dell'anno solare. Il mistero del Natale ci mostra che il Signore non ha abbandonato il mondo al suo destino, in balia delle forze del male. Con la nascita di Gesù, il Signore stesso è venuto a «governare» la terra e a «giudicare» i popoli. Tutti dobbiamo innalzare a Dio la nostra lode e il nostro grazie. Gli unici assenti al coro di lode sono gli «idoli», e i loro servi sciocchi. Essi, del resto, sono «nulla» (v. 5). Il salmista immagina un'assemblea liturgica raccolta nel tempio per lodare il Signore: «Maestà e bellezza sono davanti a Dio, potenza e splendore nel suo santuario» (v. 6), ed esorta tutti i popoli: «Portate offerte ed entrate nei suoi atri, prostratevi al Signore in sacri ornamenti» (vv. 8-9). È uno sguardo universale quello che muove il salmista. È tutta la terra, sono tutte le nazioni, sono tutte le genti ad essere invitate nel tempio santo. Per il salmista è il tempio di Israele, il luogo che Dio ha scelto come sua dimora. Questo tempio non è riservato al solo Israele, esso appartiene alle «famiglie dei popoli» (v. 7). Perciò il salmista immagina una processione nella quale Israele e i popoli della terra camminano assieme e unitamente entrano nel tempio. È il disegno di Dio come appare nella Sacra Scrittura: il sogno universale di radunare l'intera famiglia dei popoli attorno all'unico Dio. Questo sogno ha cominciato a realizzarsi con pienezza proprio con l'avvento di Gesù. Con lui è iniziato il regno di Dio, appunto il regno di amore e di pace per tutti i popoli della terra. Il Vangelo, ossia la lieta notizia che Gesù è venuto a portarci, è l'avvento del regno: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15). È stato il cuore della predicazione stessa di Gesù. Con lui è iniziato il tempo finale della storia che coinvolge sia gli uomini che la creazione. I credenti, che gioiscono per aver ricevuto il dono di questo sogno, possono far proprie le parole del Salmo: «Gioiscano i cieli, esulti la terra, risuoni il mare e quanto racchiude; sia in festa la campagna e quanto contiene, acclamino tutti gli alberi della foresta» (vv. 11-12). La venuta di Gesù sulla terra dona un nuovo inizio alla storia. È una storia di salvezza perché, come canta il Salmo, «egli viene a giudicare la terra; giudicherà il mondo con giustizia e nella sua fedeltà i popoli» (v. 13). Il giudizio del Signore non è di condanna ma di misericordia per tutti i popoli. Egli che «fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti» (Mt 5,45).Per questo al termine di questo anno solare ci raccogliamo per ringraziarlo.


31/12/2016
Te Deum


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