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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 98 (97), 1.7-9

1 Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

7 Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.

8 I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne

9 davanti al Signore che viene a giudicare la terra:
giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Per il terzo giorno consecutivo la liturgia ci fa meditare il Salmo 98. Questa volta, dopo il primo versetto che ci richiama l'invito a cantare un canto nuovo al Signore, ci sono presentati gli ultimi tre versetti del Salmo. Ieri il salmista ci ha coinvolto nell'assemblea del popolo di Dio riunito davanti al Signore per ringraziarlo della liberazione dalle mani del nemico. E per cantare con gioia questa liberazione, tanto è stata grande. Le parole del Salmo risuonano per noi in questo tempo del Natale confermandoci nella gioia per la nascita del Salvatore. È la stessa gioia degli angeli che cantarono nella notte a Betlemme, dei pastori quando videro quel Bambino avvolto in fasce che giaceva in una mangiatoia. È la stessa gioia dei poveri e dei deboli quando vedevano Gesù avvicinarsi a loro scegliendoli come i primi con cui iniziare il mondo nuovo di Dio. I Vangeli sono concordi nel mostrare la scelta dei poveri come amici da parte di Gesù. E l'intera tradizione della Chiesa non cessa di sottolinearlo. In questo tempo papa Francesco sottolinea l'amicizia tra i discepoli di Gesù e i poveri. La gioia del Natale è quella che appare nei volti dei poveri e dei deboli quando sono accolti e amati. Nell'incontro tra i discepoli e i poveri inizia il regno di Dio, il tempo finale della storia umana. Il salmista, che ha esortato il popolo del Signore a cantare la sua gioia per la liberazione, ora convoca tutti gli uomini e tutto il creato a gioire per la nascita di Gesù: «Risuoni il mare e quanto racchiude, il mondo e i suoi abitanti. I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne» (vv. 7-8). Il salmista sembra voler convocare una singolare assemblea festosa di tutti gli uomini e dell'intera creazione. È ormai passato il tempo nel quale, come scrive l'apostolo Paolo, la creazione «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Ora, con la venuta di Gesù, tutto è redento, tutto è salvato. Il male non ha più potere. E può realizzarsi la scena del giudizio finale di Dio. Il salmista immagina dunque un'assemblea finale che vede raccolti tutti i popoli e l'intera creazione «davanti al Signore che viene a giudicare la terra: giudicherà il mondo con giustizia e i popoli con rettitudine» (v. 9). Nessun cenno di timore del giudizio, solo una grande gioia di stare davanti al Signore.


04/01/2017
Preghiera del tempo di Natale


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