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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 100 (99), 2-5

2 Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

3 Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

4 Varcate le sue porte con inni di grazie,
i suoi atri con canti di lode,
lodatelo, benedite il suo nome;

5 perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.
Alleluia, alleluia, alleluia.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Salmo 100 riporta un inno forse attribuibile ai pellegrini che entravano processionalmente nel tempio. Il salmista esorta i pellegrini: «Varcate le sue porte con inni di grazia, i suoi atri con canti di lode, acclamate al Signore, lodatelo, benedite il suo nome» (v. 4). La tradizione giudaica ha dato al Salmo il titolo di "Salmo per la todah", per l'azione di grazie del popolo di Israele. È stando nel tempio, alla presenza di Dio, che Israele lo riconosce come Signore: «Egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo" (v. 3). La conoscenza del credente non è una conoscenza semplicemente concettuale, è spirituale nel senso che coinvolge il cuore e cambia la vita. Conoscere Dio significa riconoscerlo come l'unico Signore, come colui che ci ha creati e al quale apparteniamo. La fede del credente diviene un coinvolgimento con il Signore e con il suo disegno sul mondo. Questo è il senso del servizio che dobbiamo rendere a Dio: Servite il Signore nella gioia (v. 2). Nel linguaggio biblico, il servizio al Signore si riferisce sia al contesto liturgico sia a quello della vita di ogni giorno. In altri termini, l'esortazione a servire nella gioia è una dimensione che interessa l'intera vita del credente, quella liturgica del tempio e quella di ogni giorno. Sono due ambiti diversi che non vanno confusi, ma neppure vanno separati. Molte volte i profeti hanno condannato la falsità di un culto che dimentica la vita, senza impegno per la giustizia e amore per i poveri. Dio stesso, attraverso le loro parole, rifiuta un tale culto. È un tratto che traversa l'intera Scrittura. Basti pensare all'accusa fatta da Gesù ai farisei attenti ai riti e alle forme ma distanti dall'amore del prossimo. Il legame tra la preghiera e la carità è espresso in maniera esemplare nel dittico del buon samaritano, che si fa prossimo dell'uomo mezzo morto, e di Maria, che nella casa sta ai piedi di Gesù per ascoltarlo. Il servizio da rendere al Signore è quello di una preghiera strettamente legata all'amore per i poveri. Il credente deve essere uomo di preghiera e uomo di carità.


05/01/2017
Preghiera del tempo di Natale


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