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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 78 (77), 3-8

3 Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato

4 non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.

5 Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli,

6 perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,

7 perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi.

8 Non siano come i loro padri,
generazione ribelle e ostinata,
generazione dal cuore incostante
e dallo spirito infedele a Dio.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Così leggiamo nei primi versetti del Salmo 78. «Ascolta, popolo mio, la mia legge... Aprirò la mia bocca con una parabola, rievocherò gli enigmi dei tempi antichi" (vv. 1-2). Così il salmista inizia questo Salmo che narra la lunga storia dell'amore di Dio per il suo popolo. Il salmista inizia con la liberazione dalla schiavitù dell'Egitto: «(Dio)... divise il mare e li fece passare... e fermò le acque come argine... Spaccò rocce nel deserto e diede loro da bere come dal grande abisso. Fece sgorgare ruscelli dalla rupe e scorrere l'acqua a fiumi. Eppure continuarono a peccare contro di lui, a ribellarsi all'Altissimo in luoghi aridi» (vv. 13.15-17). È una storia che si ripete sempre con lo stesso schema: da una parte c'è l'amore di Dio verso Israele e dall'altra il ripetuto tradimento di questo amore da parte del popolo. Israele si ricorda del Signore solo quando cade in una nuova schiavitù. Solo allora torna a rivolgersi al Signore. E il Signore, davvero paziente, di nuovo scende per aiutare il suo popolo. È una vicenda che ciascuno di noi conosce bene per esperienza diretta. L'amore del Signore è un amore fedele che accompagna, che perdona, che salva. Potremmo dire che per il Signore l'amore con il suo popolo è indissolubile. Anche se ci allontaniamo dal Signore, lui continua a cercarci, per riabbracciarci di nuovo. Il salmista esorta a ricordare questa storia di salvezza e a narrarla: «Ciò che abbiamo udito e conosciuto e i nostri padri ci hanno raccontato, non lo terremo nascosto ai nostri figli» (v. 3). Non ci chiede di essere fedeli noi all'alleanza con Dio, ma almeno di ricordare quella di Dio con noi, ch'è indissolubile. Questo amore forte e indissolubile dobbiamo comunicarlo di generazione in generazione. Certo, ricordiamo anche i nostri peccati, per non ripeterli. E sono numerosi. Il salmista nomina la ribellione, la mormorazione, la sfiducia, la dimenticanza, l'avidità, l'insaziabilità, la doppiezza, la slealtà. Ma soprattutto invita a ricordare le opere del Signore, quelle che hanno accompagnato e salvato Israele dalla distruzione. Le Sante Scritture non sono altro che la narrazione di questa storia di amore di Dio per il suo popolo. Il ricordo di questa storia di amore, non è una semplice memoria del passato. Vuol dire riviverla nel presente. È questo il senso dell'ascolto delle Sacre Scritture: ogni volta che ascoltiamo queste pagine, veniamo come accolti in esse, per riviverla. Gregorio Magno amava ripetere: la Scrittura cresce con chi la legge. Anche l'ascolto di questo Salmo ci aiuta a comprendere meglio il mistero dell'amore di Dio. Egli pur vedendo, e ogni volta punendo, l'ostinazione nel peccato, rimane comunque fedele al suo popolo. Dio sembra non poter fare a meno di amarci. L'amore del Signore, di cui il perdono è parte integrante, trionferà comunque sul nostro peccato. A noi è chiesto almeno di lasciarci cercare dal Signore.


13/01/2017
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