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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 27 (26), 1.3.5.8-9

1 Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

3 Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me si scatena una guerra,
anche allora ho fiducia.

5 Nella sua dimora mi offre riparo
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua tenda,
sopra una roccia mi innalza.

8 Il mio cuore ripete il tuo invito:
"Cercate il mio volto!".
Il tuo volto, Signore, io cerco.

9 Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

«Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò paura?» (v. 1). Queste prime parole del Salmo manifestano la fiducia rocciosa del salmista nel Signore, una fiducia che resta salda nonostante tutte le difficoltà che possono sopraggiungere. Il credente dice al suo Signore: «Se contro di me si accampa un esercito, il mio cuore non teme; se contro di me si scatena una guerra, anche allora ho fiducia» (v. 3). La fiducia resta salda anche se i genitori lo abbandonano, anche se lo accusano falsi testimoni. Il credente non crolla. Questa fiducia permette di affrontare con dignità le cose avverse: «E ora rialzo la testa sui nemici che mi circondano» (v. 6), afferma il salmista con fierezza. La paura corrode la fiducia nel Signore perché porta a guardare se stessi e a confidare nelle proprie forze. Ma è il Signore che salva. È lui il forte e il potente che salva l'uomo dalla rovina. La fiducia nel Signore mantiene saldi i deboli e fa resistere coloro che si affidano al Signore. Dalla fede sgorga la certezza che il Signore interviene in nostro aiuto: «Non nascondermi il tuo volto» (v. 9). Ma il salmista sa bene che la fiducia nel Signore vive e si irrobustisce nella casa del Signore, ossia nella comunità dei credenti. Per questo regala anche alle nostre labbra l'unico desiderio da avere: «Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita» (v. 4). È nella comunità dei credenti che siamo aiutati a coltivare l'uomo interiore che non cerca se stesso ma il Signore e ciò che a lui appartiene. Il salmista, rivolto al Signore, prega: «Il mio cuore ripete il tuo invito: cercate il mio volto. Il tuo volto, Signore, io cerco» (v. 8). La fede concentra l'intera vita del credente alla ricerca di Dio. Tanto che l'unica vera paura che tutti dobbiamo avere è quella stessa che ha il salmista, ossia che Dio ci nasconda il suo volto (v. 9). Ma questo non accadrà; Dio infatti è più fedele di un padre e di una madre: «Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato, ma il Signore mi ha raccolto» (v. 10).


03/02/2017
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