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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 128 (127), 1-5

1 Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.

2 Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

3 La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

4 Ecco com'è benedetto
l'uomo che teme il Signore.

5 Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La liturgia ci fa pregare con le parole del Salmo 128. Il salmista richiama al credente la preziosità del timore di Dio: «Beato chi teme il Signore e cammina nelle sue vie». Lo riprende poi a metà: «Ecco com'è benedetto l'uomo che teme il Signore». Il timore del Signore non nasce dalla paura, ma dalla consapevolezza della grandezza di Dio e quindi della doverosa attenzione a lui e alla sua Parola. Temere, amare, servire il Signore sono secondo il Deuteronomio aspetti complementari del credente. Anche il libro dei Proverbi aiuta a comprendere quanto sia necessario il timore del Signore per acquisire sapienza: «Il timore del Signore è il principio della scienza" (Pro 1,7). L'uomo che lo coltiva sarà benedetto dal Signore e la sua vita sarà feconda di frutti. C'è bisogno del timore di Dio in un mondo in cui ci si sente troppo onnipotenti e nel quale siamo spinti alla autonomia totale e spesso orgogliosa. La fede, in accordo con la ragione, ci chiede di essere più consapevoli dei nostri limiti. Il Salmo non critica il benessere, anzi parla con entusiasmo del valore del lavoro delle nostre mani, invoca la benedizione di Dio, che procura serenità e pienezza di vita. Sarebbe sbagliato esaltare una vita senza la gioia e senza il godimento del frutto del proprio lavoro. Tuttavia nel Salmo è fin troppo chiaro come tutto sia collegato alla presenza di Dio e alla sua benedizione, che è efficace, lui che vuole il bene dell'uomo. La preghiera sacerdotale – così chiamata perché pronunciata dal sacerdote nel tempio – dice: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga su di te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26). Anche noi constatiamo quanto siano vere le parole del salmista. Quando infatti ascoltiamo la Parola di Dio e ne seguiamo gli insegnamenti, la nostra vita si fa più umana e noi diventiamo capaci di comprendere meglio le cose e di compiere il bene. La stessa vita familiare ne trae grande giovamento. È bella l'immagine della sposa come una «vite feconda» e i figli come i «virgulti d'ulivo». Papa Francesco ha usato questo Salmo per aprire l'esortazione apostolica Amoris laetitia sulla vita nella famiglia. Il timore di Dio e della sua Parola aiutano ad affrontare la vita non da soli né con le sole proprie forze, ma affidandosi a Dio, che non aspetta altro per beneficarci. È una parola che aiuterebbe anche la prosperità del mondo, ancora troppo afflitto dalla povertà e dalla mancanza di bene, se ci affidassimo maggiormente al Signore. Questa comunque è la volontà di Dio sul mondo.


09/02/2017
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