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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 116 (115), 10-11.15-18

10 Ho creduto anche quando dicevo:
"Sono troppo infelice".

11 Ho detto con sgomento:
"Ogni uomo è bugiardo".

15 Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

16 Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.

17 A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

18 Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La liturgia di questo giorno pone sulle nostre labbra gli ultimi versetti del Salmo 116. Il Salmo appare come una preghiera nel tempio davanti all'assemblea per ringraziare il Signore per un grande dono ricevuto. Dice il salmista: «Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore, davanti a tutto il suo popolo» (vv. 13-14). La tradizione cristiana spesso ha riferito queste parole all'Eucaristia, momento per eccellenza di ringraziamento a Dio. Fin dall'inizio le parole esprimono un intenso amore del credente per il Signore: «Amo il Signore perché ha ascoltato la voce della mia supplica» (v. 1). È un amore forte e appassionato. Del resto non dovrebbe esserci alternativa all'amore con Dio: Egli ci ha amati per primo e continua ad appassionarsi per noi. Il credente, nel corso della prima parte del Salmo, racconta brevemente il suo passato per mostrare che il Signore, nei momenti di disorientamento o di abbandono, gli è stato sempre accanto: «Ho creduto anche quando dicevo: "Sono troppo infelice". Ho detto con sgomento: "Ogni uomo è bugiardo"» (vv. 10-11). Le difficili situazioni che il salmista richiama sono esperienza comune. Quante storie ancora oggi di abbandono! Quante violenze si abbattono sulla vita soprattutto dei più deboli! Quanti tradimenti avvengono perché siamo portati solo a pensare a noi stessi! E tutti sappiamo bene che solo il Signore non tradisce, non abbandona, non ci atterra. L'esempio di Gesù, in tal senso, è straordinario. Egli non è venuto per servire se stesso, ma per servire noi e salvarci dalle tante schiavitù che ci opprimono. Anche la nostra morte sta a cuore a Dio. Il salmista dice: «Agli occhi del Signore è preziosa la morte dei suoi fedeli» (v. 15). Il Signore ci sta accanto anche nel momento della morte, quando spesso si sperimenta l'abbandono. E soprattutto sta accanto ai fedeli per difendere la loro fede. Davvero è «preziosa» ai suoi occhi questa morte. E dovrebbe essere tale anche ai nostri occhi. E trarne esempio e sprone per comunicare con maggiore slancio il Vangelo che «spezza le catene» (v. 16) della schiavitù. Il salmista esorta il credente a non cessare mai di elevare la sua preghiera a Dio perché è sempre attento alla nostra preghiera: mai si stanca di ascoltare e mai rifiuta l'aiuto. Nei primi versetti del Salmo viene ricordata una verità che traversa l'intera Scrittura: «Ero misero ed egli mi ha salvato» (v. 6). Il Signore ascolta il grido dei poveri e interviene sempre in loro aiuto. Davvero all'uomo di fede basta Dio solo e solo a lui deve rivolgere la sua lode perché lo salvi dai nemici e dalla morte. È bella questa preghiera di un sapiente ebreo: «Amatissimo, padre misericordioso, metti il tuo servo al tuo servizio... O caro, o bello, o splendore del mondo, la mia anima è malata di amore per te. Ti prego, o Dio, guariscila rivelandole la tua dolce faccia. Allora riprenderà vigore e ti servirà fedelmente in eterno. O padre eterno, commuoviti e abbi pietà del figlio che ti ama, che da sempre si strugge per vedere la tua potenza e gloria. O mio Dio desideratissimo, presto, presto manifèstati! Rivèlati, adorato, e stendi la tua pace su di me! La terra risplenda della tua gloria, ogni vivente entri in te. Presto, amato; l'ora è giunta, concedimi, come prima, la tua grazia!»


16/06/2017
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