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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Salmo 146 (145), 1-2.5-9

1 Loda il Signore, anima mia:

2 loderò il Signore finché ho vita,
canterò inni al mio Dio finché esisto.

5 Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe:
la sua speranza è nel Signore suo Dio,

6 che ha fatto il cielo e la terra,
il mare e quanto contiene,
che rimane fedele per sempre,

7 rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri,

8 il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,

9 il Signore protegge i forestieri,
egli sostiene l'orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Signore è la nostra unica speranza. Si potrebbe sintetizzare con questa affermazione l'intero Salmo 146 che oggi la liturgia pone sulle nostre labbra. Il salmista chiede al suo cuore di lodare il Signore e lui, come a voler dare l'esempio afferma: «Loderò il Signore finché ho vita, canterò inni al mio Dio finché esisto» (v. 2). Solo Dio salva! Il salmista mette in guardia dal confidare nell'uomo: resterà deluso. È facile riporre la propria difesa nelle cose umane, nelle logiche di questo mondo, pensando che è il "potere umano" che salva. Già Isaia metteva in guardia dal porre la propria sicurezza nelle mani dei potenti della terra: «L'Egiziano è un uomo e non un Dio, i suoi cavalli sono carne e non spirito. Il Signore stenderà la sua mano: inciamperà chi porta aiuto e cadrà chi è aiutato, tutti insieme periranno» (31,3). Mentre è beato chi confida nel Signore, chi affida la sua vita a lui: «Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe» (v. 5). E il salmista riporta un elenco di azioni di Dio nelle quali si manifesta la forza del suo amore per l'uomo con la conseguente beatitudine del credente. Potremmo dire che ogni azione che viene ricordata è come un aspetto del ricchissimo "nome" di Dio. Il Signore – inizia a dire il salmista – fa giustizia di ogni forma di oppressione, si china sugli affamati, libera i prigionieri, fa brillare di nuovo la luce negli occhi dei ciechi, risolleva dalla polvere chi è caduto e calpestato, diventa il protettore degli stranieri (privi della tutela etnica); è il difensore dell'orfano e della vedova (le categorie più indifese), effonde il suo amore sui giusti mentre si accanisce sugli empi per colpirli e annientare i loro progetti. Ascoltando queste parole sentiamo risuonare quasi alla lettera quelle che Gesù proclamò nella sinagoga di Nazareth: «Lo Spirito del Signore è sopra di me... e mi ha mandato per annunciare ai poveri il lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertà gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19). La Bibbia, in ogni sua pagina, presenta Dio che sceglie i poveri come sue creature privilegiate. E fin dall'inizio, fin dalla pagina della Genesi che mostra la sua attenzione per Abele. Dio lo preferisce a Caino, non per un capriccio e neppure perché il primo era migliore del secondo. Dio preferisce Abele perché è più debole, più fragile (il nome Abel vuol dire soffio, debolezza). Ed è l'amore per i deboli che ha spinto il Signore ad essere più attento ad Abele. Caino non lo ha capito e si è incattivito. L'amore per i deboli è anche la ragione che ha mosso il Signore a inviare sulla terra il suo stesso Figlio per salvarci. Ce lo ricorda l'apostolo Paolo: «Mentre noi eravamo peccatori, Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito. Ora, a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi» (Rm 5,6-8). La natura di Dio, il suo stesso essere, comporta la scelta dei poveri come primi amici. Dio è fatto così, sembra insistere la Scrittura. E anche la Chiesa deve mettersi sulla scia di Dio. Essa è amica dei poveri.


20/06/2017
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