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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria dei primi martiri della Chiesa di Roma durante la persecuzione di Nerone.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 24,4-13

Gesù rispose loro: "Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo", e trarranno molti in inganno. E sentirete di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi, perché deve avvenire, ma non è ancora la fine. Si solleverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi: ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori.
Allora vi abbandoneranno alla tribolazione e vi uccideranno, e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome. Molti ne resteranno scandalizzati, e si tradiranno e odieranno a vicenda. Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell'iniquità, si raffredderà l'amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Subito dopo la memoria di Pietro e Paolo, la Chiesa romana ricorda i suoi primi martiri, ossia i cristiani che morirono nel 64 dopo l'incendio di Roma da parte di Nerone, gettati in pasto alle belve o arsi vivi. È una memoria che ci ricorda come fin dagli inizi la Chiesa sia cresciuta soprattutto grazie alla testimonianza dei santi martiri. Giovanni Paolo II, richiamando i martiri della prima Chiesa, ha voluto ricordare i «nuovi martiri» del Novecento, un incredibile numero di uomini e di donne, appartenenti a tutte le tradizioni cristiane, che hanno dato la loro vita per la fede. Ci ricordano tutti, i martiri di ieri e quelli di oggi, che la sequela del Vangelo è a caro prezzo, chiede sempre di rinunciare a se stessi e offrire la propria vita per il Signore e per gli altri. Il brano evangelico che abbiamo ascoltato fa parte del discorso escatologico di Gesù. Richiama i discepoli ad essere vigilanti e a perseverare nella fede. L'esortazione a guardarsi dai falsi messia risuona più che attuale all'inizio di questo secolo. È facile infatti che singoli o gruppi si vestano di un messianismo che porta ad esaltare solo se stessi o i propri interessi, magari schiacciando chi è diverso da sé. Gesù, con tristezza, afferma che «l'amore di molti si raffredderà». E in effetti oggi si è raffreddato l'amore per i deboli, si è raffreddato l'amore per l'Africa, si è raffreddato l'impegno per aiutare i Paesi più poveri. E sono cresciuti i conflitti tra i popoli e le opposizioni tra le nazioni. E non pochi testimoni del Vangelo che predicano l'amore e la concordia vengono allontanati ed esclusi fino ad essere odiati e uccisi. Ma i discepoli sono esortati da Gesù a non attutire la loro testimonianza, al contrario debbono intensificare l'impegno perché il Vangelo sia portato sino ai confini della terra. È questo il primo e più efficace modo che i cristiani hanno di amare il mondo.


30/06/2017
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