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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal primo libro dei Re 17,1-6

Elia, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, disse ad Acab: "Per la vita del Signore, Dio d'Israele, alla cui presenza io sto, in questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo comanderò io".
A lui fu rivolta questa parola del Signore: "Vattene di qui, dirigiti verso oriente; nasconditi presso il torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. Berrai dal torrente e i corvi per mio comando ti porteranno da mangiare". Egli partì e fece secondo la parola del Signore; andò a stabilirsi accanto al torrente Cherìt, che è a oriente del Giordano. I corvi gli portavano pane e carne al mattino, e pane e carne alla sera; egli beveva dal torrente.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Oggi ascoltiamo la Parola di Dio sul profeta Elia di cui domani celebriamo la memoria. Elia vuol dire "Jahve è il mio Dio". Il Signore lo chiama in un momento in cui la crisi religiosa in Israele aveva raggiunto il suo culmine: il popolo aveva scelto di seguire anche altri idoli. Il re Acab, spinto dalla moglie Gezabele, principessa fenicia, aveva sostenuto il culto di Baal dedicandogli un santuario nella capitale e promuovendo una campagna contro la fede d'Israele sino all'uccisione di profeti. In questo contesto drammatico il Signore manda Elia che appare all'improvviso, senza preannunzio. Egli non è chiamato profeta ma afferma di stare alla presenza di Dio e decreta la siccità sulla base della propria autorità. Potremmo dire, è forte solo della sua parola. Ma tale forza gli viene dall'obbedienza immediata e totale alla Parola di Dio. È solo con la forza della Parola di Dio che Elia può sfidare il baratro di incredulità nel quale è precipitato Israele. Il compito di Elia appare in un momento cruciale per la storia di Israele, pari forse a quello di Mosè. Forse per questo ha rappresentato il profetismo accanto a Mosè che rappresenta la Legge (Mc 9,4). Elia proclama una forte siccità sulla regione: «In questi anni non ci sarà né rugiada né pioggia, se non quando lo dirò io» (v. 1). È il segno della lotta di Dio contro Baal, ritenuto il dio della pioggia dagli stessi israeliti. Il profeta inizia la sua lotta in maniera diretta contro tale idolatria. Egli conosceva la fede riportata dal Levitico: «Se non mi ascolterete e non metterete in pratica tutti questi comandi; se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni... manderò contro di voi il terrore, la consunzione e la febbre che vi faranno languire gli occhi e vi consumeranno la vita. Seminerete invano il vostro seme: se lo mangeranno i vostri nemici... Spezzerò la vostra forza superba, renderò il vostro cielo come ferro e la vostra terra come rame. Le vostre energie si consumeranno invano. poiché la vostra terra non darà prodotti e gli alberi della campagna non daranno frutti» (26,14-16.19-20). Elia, durante questo terribile flagello, viene inviato dal Signore nelle gole del torrente Karit. Quel luogo più che un rifugio rappresenta il ritirarsi in disparte, lontano dalle preoccupazioni ordinarie, per lasciare che il Signore trasformi il cuore dei discepoli per crescere nella sapienza. Non è un caso che nella Vita di Antonio, che avrà un influsso notevole in Oriente e in Occidente, Elia è l'archetipo del monaco che dedica tutta la sua vita al Signore e da lui sarà sostenuto in tutto. Il profeta, come il discepolo, viene nutrito da Dio. Il testo scrive che «i corvi gli portavano pane al mattino e carne alla sera» (v. 6); possono apparire una presenza strana visto che il Levitico li elenca tra gli animali impuri (11,15), e tuttavia sono essi che portano il cibo al profeta. Ciò che può apparire inadatto è scelto da Dio per sostenere i suoi figli.


19/07/2017
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