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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro degli Atti 19,1-20

Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: "Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?". Gli risposero: "Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo". Ed egli disse: "Quale battesimo avete ricevuto?". "Il battesimo di Giovanni", risposero. Disse allora Paolo: "Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù". Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio. Ma, poiché alcuni si ostinavano e si rifiutavano di credere, dicendo male in pubblico di questa Via, si allontanò da loro, separò i discepoli e continuò a discutere ogni giorno nella scuola di Tiranno. Questo durò per due anni, e così tutti gli abitanti della provincia d'Asia, Giudei e Greci, poterono ascoltare la parola del Signore.
Dio intanto operava prodigi non comuni per mano di Paolo, al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano.
Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch'essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: "Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!". Così facevano i sette figli di un certo Sceva, uno dei capi dei sacerdoti, giudeo. Ma lo spirito cattivo rispose loro: "Conosco Gesù e so chi è Paolo, ma voi chi siete?". E l'uomo che aveva lo spirito cattivo si scagliò su di loro, ebbe il sopravvento su tutti e li trattò con tale violenza che essi fuggirono da quella casa nudi e coperti di ferite. Il fatto fu risaputo da tutti i Giudei e i Greci che abitavano a Èfeso e tutti furono presi da timore, e il nome del Signore Gesù veniva glorificato. Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano a confessare in pubblico le loro pratiche di magia e un numero considerevole di persone, che avevano esercitato arti magiche, portavano i propri libri e li bruciavano davanti a tutti. Ne fu calcolato il valore complessivo e si trovò che era di cinquantamila monete d'argento. Così la parola del Signore cresceva con vigore e si rafforzava.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Paolo continua la sua missione nelle città vicine. Luca ci dice che era giunto a Efeso, città ricca e popolosa, capitale della provincia dell'Asia, posta in una posizione strategica all'incrocio delle principali vie marittime e terrestri tra Oriente e Occidente. Per ben tre anni l'apostolo ne fa il centro della sua missione; da qui parte per altre città e da qui scrive varie lettere alle comunità da lui fondate, come quelle ai Corinzi. Appena giunge in città Paolo trova alcuni discepoli del Battista e li porta a aderire al Vangelo: è nel nome del Signore Gesù infatti che si raggiunge la salvezza. Mentre costoro aderiscono alla sua predicazione altri ebrei, invece, ancora una volta ostacolano l'opera dell'apostolo. A questo punto Paolo, come già a Corinto, abbandona la sinagoga e si trasferisce a tenere la sua predicazione in una «scuola» appartenente a un certo Tiranno. Qui si dispiega tutta la sua passione apostolica. E, come Gesù aveva promesso agli apostoli, anche tra costoro prodigi e segni miracolosi accompagnano e confermano la predicazione del Vangelo, «al punto che mettevano sopra i malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui (Paolo) e le malattie cessavano e gli spiriti cattivi fuggivano». Non era ovviamente il risultato di magie o di tecniche particolari, come alcuni superficialmente pensavano, e cercavano di imitare. L'azione di guarigione non era opera di Paolo ma dell'azione del Signore che si serviva del suo discepolo. Gli effetti straordinari della predicazione evangelica si fecero sentire ovunque nella città e molti lasciavano le pratiche magiche a cui si erano dedicati e accettavano la nuova vita proposta dall'apostolo. Conclude Luca: «Così con potenza la parola del Signore cresceva e si rafforzava». Ogni credente e ogni comunità cristiana è chiamata a riconsiderare con attenzione se vive la propria fede sull'esempio di Paolo nella città ove vive. Il Signore ha scelto i suoi discepoli come strumenti della sua opera salvatrice e liberatrice.


25/10/2017
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