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Il Paese dell'Arcobaleno - Il Movimento


 
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Il movimento del Paese dell'Arcobaleno 
visto dai bambini e dagli adolescenti

I bambini e gli adolescenti raccontano il movimento:

"Mi chiamo Emanuele, faccio parte del Movimento del Paese dell'Arcobaleno da quasi un anno.
Io penso che il mondo deve essere più unito perché le comunità e le associazioni che aiutano gli anziani, i poveri e gli immigrati sono poche. Penso che la guerra non serva a niente.

Noi del movimento aiutiamo i bambini del Mozambico perché non hanno né scuole, né acqua, né soldi e le strade sono poche. E penso che sia giusto."
(Emanuele, 11 anni)


"A me questo mondo come è adesso non mi piace perché in tante parti del mondo c'è la guerra e perché muore tanta gente e tanti bambini si possono ferire e possono anche morire e non è giusto che i bambini non hanno l'infanzia e non è giusto che c'è la guerra perché con la guerra tante persone hanno paura. Io invece non ho paura perché io vivo in un mondo di pace e voglio che c'è la pace per tutti".
(Samuel, 11 anni)


"Noi del Paese dell'Arcobaleno non vogliamo che i bambini lavorino, invece cosa molto importante è che i bambini giochino e non siano costretti a lavorare. Tutti i bambini devono avere una casa. I bambini del mondo devono giocare, quelli di colore, i bianchi, insomma tutti insieme. Devono giocare ma non litigare perché è come se la guerra venisse, venisse nel cuore loro. I bambini devono vivere in pace".
(Azzurra, 9 anni)

 

I bambini e gli adolescenti del movimento riflettono sul mondo


"Il giallo del sole è il colore che unisce la gente. Sono due le cose che possono capitare: che piova o che ci sia il sole. La pioggia è la guerra, cioè dove ci sono quelli che soffrono. Invece il sole è la pace. Quando finisce la pioggia significa che finisce la guerra e viene l'arcobaleno, e allora i bambini possono dire: "Grazie Paese dell'Arcobaleno", perché il nostro movimento vuole portare la pace a tutti".
(Valentina, 9 anni)


"Noi del Paese dell'Arcobaleno vogliamo che tutti i bambini del mondo siano felici. Le persone fumando buttano le cicche delle sigarette per terra e da una cicca piano piano nasce un incendio, che brucia tutta la foresta arrivando fino alle case.
Bruciano le foreste l'aria si inquina e i bambini che nasceranno domani non avranno l'aria per respirare e neanche l'acqua da bere, perché sarà tutta inquinata Noi del Paese dell'Arcobaleno non vogliamo che i cani entrano nel mare perché inquinano e i bambini entrando nel mare si prendono l'infezione alla pelle.. A me piacerebbe che tutti i bambini fossero felici come noi".
(Speranza, 12 anni)


"Noi del Paese dell'Arcobaleno vogliamo che il mondo sia più pulito, e che non ci sia il male tra le persone. Non vogliamo fare la guerra né adesso né mai. Ci sono bambini che soffrono perché sono di un colore diverso, e vengono scartati da tutti. Noi invece vogliamo essere di tutte le razze del mondo, di qualsiasi colore: giallo, rosso, nero…. Mi piacerebbe che i boschi, i laghi e anche i fiumi fossero più puliti".
(Romina, 9 anni)


"Ciao mi chiamo Carlo e ho 12 anni e sono contrario a dividere i bambini gialli neri bianchi. Noi bambini siamo tutti uguali e ci dobbiamo voler bene uno con l'altro pure se siamo diversi per il colore della pelle. Ma Dio ci ha creati per volerci bene, anche se qualche volta litighiamo facciamo subito pace. Ma qualche d'uno è contrario che ci sono razze diverse in Italia e trattano male i bambini".
(Carlo, 12 anni)

"Noi del Paese dell'Arcobaleno vogliamo aiutare i bambini indifesi, senza casa, perché dobbiamo essere tutti amici. Noi del Paese dell'Arcobaleno vogliamo cambiare il mondo: non devono più fare guerre, devono rispettare la natura, i fiumi, laghi e mari, ecc….. Noi ci dobbiamo volere bene. Qui nel mondo, solo una cosa porta la serenità e la gioia: è la Pace!
A me non piace che le persone litigano perché le cose si possono risolvere con le parole".
(Jessica, 11 anni)


"Io sono Sonia e ho 10 anni. In televisione ho visto come vivono certi bambini del Brasile e della Colombia. Ho visto che dormivano in mezzo alla strada e avevano una coperta e sempre gli stessi panni. Avevano un letto ed erano così 3 da capo e 3 da piedi, e c'erano dei bambini che si drogavano e fumavano, 325.000 ragazzi sono in prigione e stanno morendo di fame. Io vorrei che non succedesse mai più".
(Sonia, 10 anni)


"E' brutto che i bambini dormono per strada. Vorrei che i bambini dormano nella casa con le mamme".
(Giada, 6 anni)


"Non mi piace la guerra e i bambini che scappano. Non mi piace la gente che uccide e la gente che tratta male i più poveri. Non mi piace la gente che picchia. Mi piace che nel mondo non c'è la guerra e che le persone vivono in pace e amiche".
(Sabrina, 7 anni)


"Le cose che non mi piacciono in questo mondo sono: l'inquinamento del mare, del cielo.
Poi non mi piace la guerra perché muore molta gente e così i bambini diventano orfani, così purtroppo vanno in mano degli sfruttatori, e questi sfruttatori di bambini li fanno lavorare. Anche se sono piccoli li fanno lavorare ugualmente. I lavori che fanno fare ai bambini sono pesanti: cucire tappeti e palloni, scavare in miniera e fare le scarpe".
(Emanuele, 13 anni)


"Io sono Mattia e mi piace quando nel manifesto del Paese dell'Arcobaleno si parla degli anziani. Io ho una nonna che si chiama Francesca, che abita ai ponti del Laurentino 38 insieme a me e a mia madre. I vicini la fanno spesso arrabbiare perché dicono che gli animali che abbiamo nel balcone danno fastidio. E le dicono che non deve abitare con noi ma se ne deve andare. Mi dispiace quando le persone si approfittano degli anziani che sono più deboli".
(Mattia, 10 anni)


"La guerra è una cosa brutta perché è il male.E' brutta perché ci sono le bombe come nel Kosovo dove si spara, e poi muoiono tanti bambini e donne. Sono felice che la guerra sia finita in Kosovo, ora dovrebbe finire in tante altre parti del mondo".
(Patrizio, 8 anni)

 

I sogni dei bambini rom

"A me non piace l'inquinamento, che fanno le buste di plastica, lo smog delle automobili che inquinano l'aria nel cielo.
A Ciampino, nel mio campo nomadi, non mi piace come sono fatti i bagni perché appena fa caldo puzzano e poi non mi piace l'acqua che esce dalla botte perché non c'è l'acqua corrente. A me da piccolo mi piaceva vedere gli aerei con i miei amici, ma quando sono cresciuto mi sono stufato. Inquinano tanto e i grandi mi hanno detto che con il loro rumore causano l'inquinamento acustico".
(Giuseppe, 13 anni)


"Io voglio dire che quelli che fanno la guerra sono stupidi perché non serve a niente litigare. Ci dobbiamo volere bene noi di tutte le razze, anche quelli scuri di pelle, i cinesi, i bianchi, tutti.
Io voglio dire che, nel campo nomadi dove abito, ci si sta male perché non ci sono i negozi vicini e allora io vorrei cambiare campo perché a me non piace restare lì. Ecco, proprio me ne voglio andare via di lì".
(Jessica, 9 anni)


"Ciao mi chiamo Semmy, ho 10 anni! Io voglio che nel campo nomadi mettono i bagni, le fogne, le docce e poi finiscono le guerre. Voglio che mettono l'acqua corrente e poi che attrezzano il campo nomadi. Inoltre devono passare il disinfettante per il campo perché ci sono tante bestie come le zecche dei cani.
Sul campo passano gli aerei che fanno tanto fumo e inquinano l'aria. Io voglio che tutti i bambini possono giocare in pace".
(Semmy, 10 anni)

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