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I Pranzi di Natale nel mondo - Christmas lunch in the world #mercychristmas


I Pranzi di Natale nel mondo - Christmas lunch in the world #mercychristmas2014ItaliaFirenze


2014



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Preparando i pranzi di Natale 2014 con i poveri


Uno sguardo dietro le quinte

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Il mondo come dovrebbe essere: le prime immagini dei pranzi di Natale nel mondo



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25 Dicembre 2014 | ALBANIA

Albania



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25 Dicembre 2014 | ARGENTINA

Argentina



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25 Dicembre 2014 | AUSTRIA

Austria



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Bangladesh



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25 Dicembre 2014 | BELGIO

Belgio



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25 Dicembre 2014 | BENIN

Benin



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Bolivia



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Alessandria



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25 Dicembre 2014 | ARONA, ITALIA

Arona



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25 Dicembre 2014 | AVELLINO, ITALIA

Avellino



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25 Dicembre 2014 | AVERSA, ITALIA

Aversa



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25 Dicembre 2014 | BARCELLONA POZZO DI GOTTO, ITALIA

Barcellona Pozzo di Gotto



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25 Dicembre 2014 | BARI, ITALIA

Bari



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25 Dicembre 2014 | BENEVENTO, ITALIA

Benevento



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25 Dicembre 2014 | CATANIA, ITALIA

Catania



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25 Dicembre 2014 | CIVITAVECCHIA, ITALIA

Civitavecchia



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28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.
28 Dicembre 2014

Il Pranzo di Natale 2014 a Firenze nella Chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio


Un “cantiere” di amicizia per una città che sia più comunità, con più di 80 volontari che hanno dato una mano, che erano già andati alle emergenze freddo con la Comunità di Sant'Egidio e che hanno preparato il pranzo di Natale, il 25 dicembre, nella chiesa di Santo Stefano in Ponte Vecchio a Firenze, con oltre 350 invitati: alla fine erano in tutti 516 persone, tra senza fissa dimora (ben 159), anziani, zingari, immigrati, e con loro quelli che li prendono sul serio, che sono convinti che bisogna difendere i poveri e non difendersi da loro. Il cardinale Giuseppe Betori è stato con loro con loro, per un pranzo di festa e di amicizia, nel segno del Natale vero: "Grazie per avere accolto l'invito degli amici della Comunità di Sant'Egidio - ha detto l'arcivescovo di Firenze - a passare insieme questo Natale. C'è una preghiera, un salmo della Bibbia, che dice: 'Come è bello che i fratelli stiano insieme'. Oggi siamo tutti fratelli, qualsiasi sia la nostra realtà umana, la nostra provenienza etnica e culturale, la nostra appartenenza religiosa. Dovremmo essere fratelli - ha aggiunto Betori scherzando - anche gli altri 364 giorni dell'anno, ma oggi fondiamo la nostra fraternità. Saluto quindi tutti con grande fraternità. Chi vuole può condividere con me la preghiera al Signore o la preghiera secondo la propria fede o la propria coscienza: vogliamo ringraziare insieme il Signore e e ringraziarlo per gli amici di Sant'Egidio e coloro che li sostengono in questo gesto di solidarietà che ci portano nel giorno di Natale". Il menù era composto da: crostini toscani, formaggi misti e salumi; lasagne; spezzatino con piselli e contorno di purè; panettone e pandoro; frutta di stagione e frutta secca. Durante il pranzo, il cardinale si è fermato a salutare tutti i partecipanti e quanti, nel cortile attiguo la chiesa di Santo Stefano, hanno preparato e consegnato i regali. A tutti è stata donata la guida 'Dove dormire, mangiare, lavarsi', bussola nella città solidale, per trovare un aiuto, rispondere alle necessità primarie e di integrazione.



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