Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - amicizia...i poveri - i più giovani - il paese...cobaleno - il paese...ocumenti - io ho un...r inform - america latina - storia di beatriz contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Storia di Beatriz


 
versione stampabile

"Io ho un sogno… andare a scuola"
MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE 
PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
dossier informativo

AMERICA LATINA
Storia di Beatriz

Io mi chiamo Beatriz, ho cinque fratelli, vivo a San Esteban nella parte nord occidentale del paese dove si trovano bellissime montagne e appartengo all'etnia quichè.

I miei genitori mi hanno raccontato che, quando arrivarono qui, non c'era proprio niente: per trovare lo spazio per costruire la nostra casa e per avere del terreno da coltivare hanno dovuto tagliare gli alberi.

Quando ero molto più piccola, rimanevo con la mia famiglia solo quattro mesi l'anno nella nostra casa di San Esteban. Gli altri mesi dovevamo spostarci sulla costa per coltivare il caffè: ricordo che tutti i miei fratelli lavoravano nelle piantagioni, e così non sono mai andati a scuola. Io sono fortunata perché ora non ci dobbiamo più spostare e posso andare a scuola.

Certo, prima di andare a scuola ho tante cose da fare: la mattina mi alzo alle quattro e aiuto la mamma a badare alle pecore, alle galline e a qualche altro piccolo animale; poi l'aiuto a cucinare per il resto della famiglia. Quando ho finito di fare tutte queste cose, anche se sono già un po' stanca, vado a scuola.

Io arrivo a scuola dopo due ore di cammino, molti miei compagni impiegano più tempo. La mia scuola non è molto alta, perché un vento molto forte, come ce ne sono spesso da queste parti, può sollevarla e portare via tutto; perciò è piccola, con pareti di canne, che vengono piantate nel terreno e legate con della corda. Neppure a scuola c'è l'elettricità, come a casa mia.

Nella mia classe siamo in quaranta, la materia che preferisco è il quiché, che è la mia lingua. Studio anche lo spagnolo, ma per me è molto difficile. Mamma e papà non mi possono aiutare ad impararlo, perché non sono mai andati a scuola, e non lo sanno parlare. Io ho buoni voti, ma tanti miei compagni sono stati bocciati e poi non sono più tornati a scuola. A me piacerebbe tanto studiare anche dopo le elementari, ma la scuola secondaria è lontana, è in città, e forse dovrò aiutare i miei genitori nel lavoro dei campi e non ci potrò andare.

I più Giovani

I documenti


NEWS CORRELATE
7 Giugno 2011

Napoli (Italia): "Facciamo la pace" a Scampia, con il Paese dell'Arcobaleno

IT | ES | DE | CA | NL | RU
8 Luglio 2011

Garoua (Camerun):Alla Scuola della Pace si impara ad essere solidali con i più poveri: una visita ai bambini abbandonati nell'istituto pubblico della città

IT | EN | ES | DE | FR | CA | NL
4 Giugno 2011

Roma - "Siamo tutti italiani": Bambini, giovani e anziani da tutto il mondo in festa per la Giornata della Repubblica Italiana

IT | ES | DE | FR | CA | NL | RU
5 Dicembre 2011

Solidarietà e ecologia: torna Il "Rigiocattolo". Appuntamenti in Italia e nel mondo

IT | ES | DE | FR | CA
16 Agosto 2011

Conakry (Guinea Conakry): I bambini e i ragazzi adottati a distanza alla Festa del Paese dell’Arcobaleno

5 Agosto 2011

Adozioni a distanza e diritto allo studio: in Indonesia 27 tra i primi ragazzi "adottati" oggi frequentano l'università

IT | ES | DE | CA | NL
tutte le news correlate

RASSEGNA STAMPA CORRELATA
5 Luglio 2017
Huffington Post
Né sala parto, né invasione. La legge sulla cittadinanza è altro
19 Giugno 2017
Vatican Insider
Ius Soli, Sant'Egidio: “Non strumentalizzare una riforma attesa da anni”
18 Giugno 2017
Il Fatto Quotidiano
Ius soli: l’appello di Papa Francesco riguarda tutti noi, non solo i migranti
8 Giugno 2017
La Repubblica - Ed. Genova
Il Cep in festa con la Scuola della pace
28 Febbraio 2017
Corriere.it
Andiamo a convivere? Le nonne vanno a convivere per resistere alla crisi
tutta la rassegna stampa correlata